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atalanta-inter-streaming-quando-e-comeE’ Laurent Blanc il nome a cui pensa Suning per l’eventuale successione di Frank De Boer se il tecnico olandese, fra oggi a Bergamo e mercoledì a San Siro contro il Torino, non riuscirà a invertire il trend negativo che la vittoria contro il Southampton ha solo mascherato. Nei giorni scorsi si è parlato di Garcia, poi accasatosi all’Olympique Marsiglia, ci sono stati dei contatti “indiretti” con Pioli e rimangono in piedi le piste che conducono a Leonardo, Guidolin e Mandorlini. Ma i cinesi vogliono un big. Il profilo giusto sarebbe quello di Leonardo, ma l’ex dirigente del Psg non ha ancora deciso come rientrare nel grande giro, e così ecco salire le quotazioni di Blanc, reduce dall’esperienza nel club parigino e vecchio pallino di Massimo Moratti. Di certo se dovesse profilarsi questo scenario, diventerebbe complicato inseguire uno fra Simeone e Bielsa per l’estate 2017 visto che Blanc non accetterebbe il ruolo di traghettatore.

De Boer, dunque, rimane in bilico. La prestazione contro gli inglesi è stata… dimenticabile e le prossime gare diranno molto sul suo futuro: l’esonero, come detto, rimane un’opzione anche perché alcuni giocatori iniziano a essere insofferenti (c’è un problema di comunicazione fra richieste e risposte) e anche in società crescono i dubbi sulla bontà della scelta fatta dal presidente Thohir. Ieri, fra l’altro, dopo essersi paragonato a un pilota di Formula1, De Boer ha scelto un altro sport per descrivere il momento della squadra: «Siamo come un pugile che lavora l’avversario ai fianchi, ma a cui manca il colpo del ko». Ecco, il paragone pugilistico è il più azzeccato, ma per se stesso, visto che un gancio ben assestato oggi dall’Atalanta dell’avvelenato ex Gasperini potrebbe mandarlo al tappeto. Per l’olandese non c’è pace. Prima il rapido adattamento a una squadra e a un campionato nuovo, quindi i passaggi a vuoto nei primi match di campionato (Chievo e Palermo) ed Europa League (Hapoel e Sparta), il caso Brozovic e il caos Icardi-Curva Nord. L’1-0 contro il Southampton è stato come un rapido respiro per prendere aria in un 100 metri stile libero da vivere in apnea. E oggi, appunto, ecco la difficile trasferta a Bergamo, lì dove l’Inter negli ultimi dieci anni ha giocato nove volte uscendo vincente solo in due casi, entrambi con Mancini (2-0 nel ’07-08 e 4-1 nel ’14-15). Per il resto due sconfitte (una clamorosa con Mourinho) e ben cinque pareggi per 1-1; un risultato che oggi De Boer accoglierebbe volentieri. Anche perché l’Atalanta fra le mura amiche nel turno precedente ha sconfitto il Napoli, andando poi a pareggiare a Firenze. Il tutto ricordando che Gasperini – uno particolarmente abile a mettere in crisi tatticamente i tecnici stranieri (vero Mourinho?) – alla guida del Genoa ha vinto le ultime tre sfide giocate in casa propria contro l’Inter.

De Boer oggi deve cercare di non perdere. Questa filosofia, lontana dal suo dna, sembra entrata nell’animo dell’olandese che dopo aver smarrito alcune sicurezze, contro il Southampton ha schierato un’Inter meno garibaldina. I suggerimenti di alcuni senatori e dei dirigenti hanno consigliato De Boer di ragionare più da italiano e anche oggi a Bergamo si vedrà una squadra col baricentro più basso (4-5-1 più che 4-3-3?), lontana da quella che aveva pressato altissima la Juventus. Bisognerà capire, però, se la squadra sarà ricettiva alle sue indicazioni. Alcuni big rischiano l’esclusione (Banega in primis, ma anche Perisic in ballottaggio con Eder) e De Boer si affida alla voglia di gol di Icardi, elogiato in conferenza: «Col Southampton è stato un fenomeno, da capitano ha lavorato duramente dando un segnale a tutti». Se oggi l’argentino – alla 100ª in A con l’Inter – ritroverà la rete, gli ultras della Nord lo festeggeranno con questo striscione: «Ha segnato l’Inter». La pace rimane lontana.

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panchina è traballante e che anche Blanc può essere tra i papabili sostituti, ma non perde la calma alla vigilia di una trasferta difficile che può segnare il suo destino da allenatore dell’Inter. «Non ascolto le voci – ha detto – e in questo momento io posso solo lavorare duro, con il mio staff, i miei giocatori e la società. E’ ciò che facciamo ogni giorno. Ho molta fiducia perché contro il Southampton siamo migliorati molto, specialmente in difesa e come disciplina tattica. Adesso dobbiamo compiere dei progressi in fase di possesso. Le voci sul mio esonero disturbano i calciatori? Credo che i ragazzi siano contenti di come lavoriamo. E’ ovvio che in un gruppo di 29 elementi ci sia chi non è felice, ma sono onesto e scelgo in base a quello che vedo durante la settimana».

FRANK “ITALIANIZZATO”. Di certo l’olandese ha cambiato il suo modo di intendere il calcio contro il Southampton. Stop al pressing alto e, su suggerimento di Handanovic e altri senatori, schieramento più attento e meno spregiudicato per non lasciare eccessivi spazi agli avversari. «Giovedì nel primo tempo siamo stati molto compatti. Avevamo di fronte una squadra fisicamente molto forte e non potevamo andare a prenderla troppo alti. Questo, però, non vuol dire che ci comporteremo sempre nello stesso modo a livello tattico. Le cose che chiederò da qui in avanti sono disciplina e attenzione, dal primo all’ultimo minuto, non solo dopo essere passati in svantaggio. Dobbiamo giocare bene e soprattutto essere disciplinati, cosa che non sempre abbiamo fatto. Ecco perché ho scelto di cambiare in Europa League, di adattarmi all’avversario. Era già successo contro il Chievo, alla prima giornata. La mia idea di calcio però rimane la stessa: io voglio sempre vedere l’Inter dominare la partita e non mi piacciono i lanci lunghi perché neppure i tifosi li amano. Adesso però è fondamentale prima di tutto essere disposti bene in campo e poi fare progressi quando abbiamo il pallone. Siamo la squadra che fa più cross del campionato e dobbiamo imparare a riempire di più l’area, a non lasciare Icardi solo. Lui è un fenomeno, un crack ed è necessario aiutarlo. Giovedì è stato fenomenale e, anche se non ha segnato, con il suo atteggiamento ha dato un bel segnale a tutti».

 QUANTE DIFFICOLTA’. De Boer sa bene che per la sua Inter sarà dura. «Vincere in Europa è stata una bella iniezione di fiducia e spero che a Bergamo i giocatori dimostrino di avere la testa giusta. Ci aspetta un match difficile, ma se mostreremo l’attenzione di giovedì e faremo meglio in fase di possesso, sono convinto che otterremo un buon risultato nonostante il campo dell’Atalan- ta sia piccolo e molto caldo. Dovremo essere pronti per affrontare tanti duelli e soprattutto non perdere facilmente palla in fase di costruzione. Finora è successo troppo spesso e lo abbiamo pagato a caro prezzo. Adesso dobbiamo vincere, in qualsiasi modo, anche adattandoci agli avversari. Brozovic? Mi è piaciuto, ha avuto intensità ed è stato disciplinato. Gabigol? In Europa c’è grande intensità e la palla non ti può sempre arrivare sui piedi. Deve capire che il calcio qui è diverso da quello brasiliano e adattarsi». Soprattutto deve iniziare ad allenarsi con un’altra intensità, altrimenti l’ex Santos giocherà poco.

Frank de Boer ha usato la metafora del pugile per spiegare quanto la sua Inter ancora non riesca a chiudere i conti con la mole dei cross che produce. Opta, se possibile, rende ancora più l’idea di quanto gli esterni nerazzurri producano e di quanto manchi un nucleo concreto a trasformarli in mezzo all’area. Infatti l’Inter è la squadra che crossa di più in Serie A. Dopo 8 giornate (escludiamo i due anticipi di ieri) i nerazzurri ne hanno confezionati 199 – e si parla sempre di cross su azione – di cui soltanto 41 sono finiti a un interista. Uno su cinque insomma. A ruota dell’Inter, in questa graduatoria, si piazza la Roma con 164 cross totali e 43 a destinazione (uno su quattro).
Poi arriva l’Atalanta, avversaria di oggi, con 158 di cui 31 a buon fine. Tanto per fare un paragone, la Juventus ne ha prodotti 130 e offerti ai suoi giocatori 40, uno ogni 3. De Boer sa che deve lavorare anche su questo aspetto. Ed è pure per questo motivo che potrebbe puntare nuovamente su Brozovic in mezzo al campo per trasformare la mediana in un reparto a tre. Ieri l’allenatore olandese ha provato Medel centrale, Jo- ao Mario interno destro e Bro- zovic interno sinistro sacrificando così Banega.
BROZO SI, EVER NO Un segnale della direzione che potrebbe aver preso De Boer in certe situazioni. Per aiutare Icardi a gestire una quantità impressionante di cross – mediamente 25 a partita – serve che la squadra accompagni con tagli intelligenti e pensati sui due pali. Ecco perché Banega, più portato alla verticalizzazione verso la porta che all’allargamento dell’azione, possa iniziare dalla panchina. Con questo pensiero avrebbe potuto trovare spazio anche uno come Kondogbia che invece nell’allenamento di ieri (lungo, un paio d’ore) non ha mai svestito la pettorina arancione che indicava i non titolari. De Boer ha insistito sulla difesa vista contro il Southampton giovedì sera, quella che non ha subito gol: Nagatomo, Miranda, Murillo e Santon. In attacco Icardi rimane il punto di riferimento centrale mentre ai fianchi l’allenatore olandese ha provato Perisic a destra ed Eder a sinistra invertendo ciò che sarebbe più naturale. Candreva, dopo 6 turni consecutivi di campionato da titolare, sembra destinato alla panchina.
SOCIETÀ Si avvicina l’assemblea dei soci che si terrà venerdì mattina in un hotel del centro di Milano. Tra domani e martedì è previsto l’arrivo di Zhang Steven, figlio del proprietario di Suning Jindong, mentre il presidente Erick Thohir è atteso a Milano mercoledì mattina in tempo per assistere alla gara con il Torino. Ancora in forse la presenza di Zhang senior

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