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atalanta-napoliATALANTA – NAPOLI COME VEDERE DIRETTA LIVE TV ROJADIRECTA STREAMING GRATIS Maurizio Sarri ha chiesto un regalo al Napoli: chiudere in maniera trionfale il tour de force di 7 gare in 22 giorni. Finora 5 vittorie e un pareggio, ora il coach attende la sfida odierna per provare a completare il percorso a ostacoli con una vittoria, comunque, non semplice in casa di una formazione che cerca il successo di prestigio per il definitivo rilancio. Il rischio dell’appagamento post-Benfica sembrerebbe scongiurato dall’intensità con la quale Sarri ha preparato questa gara. L’Atalanta chiuderà il primo intenso periodo agonistico per il club azzurro, caratterizzato da partite giocate ogni 3 giorni e formazioni modificate nel numero di 3/4 calciatori a match.

La pratica dovrebbe essere confermata anche oggi, quando Sarri chiederà solo a qualche elemento, come Jorginho, di stringere i denti, perché tanto adesso arriva la sosta e per lui non ci sarà nemmeno l’impegno extra della Nazionale. Il regista non fa parte dell’elenco composto da 14 calciatori del Napoli impegnati in gare con le rispettive nazionali: Hamsik, Milik, Zielinski, Mertens, Koulibaly, Hysaj, Callejon, Reina, Rog, Strinic, Ghoulam, El Kaddouri, Lasicki e Gabbiadini. In particolare, l’attaccante è stato nuovamente chiamato da Ventura per il doppio confronto valido per i Mondiali in Russia, contro Spagna e Macedonia, e oggi potrebbe ricevere da Sarri anche la bella notizia di un posto da titolare contro la squadra che lo ha lanciato in serie A. Manolo potrebbe essere schierato al fianco di Insigne, candidato a prendere il posto di Mertens, ma non è escluso che, invece, Sarri possa optare per l’inserimento di Giaccherini dal primo minuto e concedere un turno di riposo a Callejon, fresco di convocazione con la Spagna. «Me lo ha detto Reina – ha confessato a Onda Cero – e all’inizio credevo fosse uno scherzo. Per me è un bel riconoscimento e sono contento di partire assieme a Pepe. Sta facendo benissimo con il Napoli, per noi è un elemento importante all’interno dello spogliatoio e siamo pure molto amici». Le altre novità, rispetto al Benfica, riguarderanno di certo l’utilizzo dal primo minuto di Maksimovic (sostituirà l’infortunato Albiol), poi Sarri pescherà tra i 23 azzurri partiti ieri pomeriggio per Bergamo. Strinic al posto di Ghoulam? Zielinski potrebbe permettere ad Hamsik di prendere fiato, dopo che il capitano ha giocato tutte e 9 le gare finora in programma? Ma le riserve saranno sciolte solo pochi minuti prima del match che vedrà sfidarsi la squadra che ha segnato di più in campionato, contro quella che ha subito più gol nei primi tempi.

Gasperini si affida ancora a Petagna nel tridente con Kurtic e Gomez. Pinilla (mal di schiena) non è stato convocato mentre Paloschi andrà in panchina. A centrocampo manca invece Kessie, squalificato, mentre Konko è indisponibile. Da qui il 3-4-3 che oggi sfiderà il Napoli secondo in classifica. «Sono i più forti – dice Gasperini – insieme alla Juventus. E’ vero che hanno perso Higuain, ma restano una squadra ben collaudata. Sono tra quelli che esprimono il calcio migliore in questo momento». Probabilmente, se si guarda al momento, l’avversario peggiore per i nerazzurri che però hanno dalla loro una tradizione positiva: a Bergamo il Napoli ha sempre faticato.

Quando c’era «lui»….Era un altro calcio, persino un altro Napoli: era altro, perché c’era (sempre) un momento in cui sarebbe stato possibile ritrovarsi nel delirio. Quando c’era lui, novantadue gol fa (ma anche novanta milioni d’euro in meno), c’era il senso compiuto della certezza, la convinzione – matematica, persino scientifica – che qualcosa sarebbe accaduto, da un momento all’altro. Quando c’era Higuain, e sembra ormai un’eternità, pareva semplice, persino naturale non avvertire l’ansia: perché, qualcosa si sarebbe inventato. Quando c’era el pipita, uno e due e tre e quattro stagioni fa, si viaggiava ad un’andatura di suo già speciale, ma mai come questa: perché adesso che non c’è più lui, ci ha pensato Milik, sette reti, incluse tre doppiette, ed una sfacciataggine così espressiva da prendere a spallate persino il Mito.

CHE FORZA. Bentornati alla giostra del gol, un luna park che apre a sé ed alla propria gente ormai da un triennio, lasciando con gli occhi spalancati: centoquattro reti nel Benitez-1, altre centoquattro nel Benitez-2 e poi il bingo, il record dei record, le centosei reti del Napoli di Sarri, Higuain che cancella Nor- dahl e un calcio luccicante, da perdersi. E’ stata un’epoca, e qualcuno temeva fosse finita nel luglio scorso, con quell’addio doloroso, una ferita ch’è rimasta, sino a quando Milik non ha cominciato a suturarla, per
quel che può: due reti al Mi- lan, per cominciare e altre due al Bologna, per continuare in Italia, per prepararsi alla Champions, per staccare ancora in alto, verso il cielo, a Kiev, ed abbattere la Dinamo.
SETTEBELLEZZE. Da quando c’è Milik, e un Gabbiadini più «centrale» all’interno del progetto, è cambiato persino il 4-3-3, pur rimanendo prossimo a se stesso: ma ora c’è uno sviluppo più laterale della manovra, per andare a scovare lo stacco del polacco; altrimenti due esterni che stringono in mezzo al campo, per andare all’uno- due con la sponda, per buttarsi «dentro». E’ rimasto il tiki-taka, l’espressione scanzonata di chi palleggia avendone competenza, sono mutati i movimenti, perché di Higuain ce n’è uno. Ma ora che non c’è lui, il Napoli è sempre lì, con la ferocia nei sedici metri ed un attaccante che si lascia trascinare dal vento dell’Est persino oltre il proprio illustre predecessore, capace di farne tanti, ma senza mai toccare quota sette nelle prime otto gare, come quest’armadio a più ante che, mercoledì sera, è andato anche seraficamente sul dischetto ed ha trovato l’angolo buono.
BALLOTTAGGIO. Quando c’era lui, naturalmente, s’assegnavano esclusivamente le altre dieci maglie: perché nel valzer delle vigilie, e basta rileggersi le formazioni, trentacinque su trentotto le ha giocate el pipita, rimasto fuori soltanto dopo Udine, quando gli partì l’embolo e rimediò tre giornate di squalifica. ma ora che non c’è lui, e Milik va alla sfida (statistica) a distanza, vale (chiaramente) anche il più piccolo e apparentemente ininfluente dettaglio, a cui s’aggrappa Gabbiadini, che stavolta entra con prepotenza in lizza per mostrarsi alla sua Bergamo.
FIFTY FIFTY. Quando c’era Higuain, non c’erano alternative, perché lui le avrebbe giocate tutte, sempre; ma da quando è rimasta soltanto la sua ombra, che s’è avvertita per un po’ e che perlomeno in questa fase è stata scacciata via, è rimasto un interrogativo nel cuore dell’attacco: Gabbiadini ha cominciato la prima, Milik la seconda, la terza (in Champions) e la quarta; l’italiano s’è ripreso il Napoli alla quinta ufficiale e poi l’ha lasciato al polacco alla sesta; contro il Chievo è stata l’ora del «Gabbia» (nelle ultime dieci da titolare, sette reti e tre assist) e con il Benfica ha ricominciato l’ariete straniero. In sei delle otto gare c’è stato a gara in corso l’avvicendamento tra i due centravanti e per Atalanta-Napoli sarà come sempre: ci si avvicina alla pari, verso il centro dell’area…..

Sotto con l’Atalanta. La rincorsa del Napoli fa tappa a Bergamo, oggi pomeriggio. Riecco il campionato, dunque, dopo la splendida parentesi europea (4-2- al Benfica). E mentre in Cham- pions League, i napoletani hanno rafforzato il primato in classifica, la Serie A è sempre dominata dalla Juventus, capolista solitaria seppur con un solo punto di vantaggio sulla rivale. Nulla di diverso, anche questa domenica sarà caratterizzato dal confronto a distanza tra le prime due della classe che potrebbero aspettare senza patemi l’esito di Roma-Inter, se dovessero superare Empoli e, appunto, Atalanta.
CERTEZZE Ne ha più di una, Maurizio Sarri. Sul piano tattico, il suo credo è inappuntabile, il 4-3-3 continua a reggere e dare risultati eccellenti. Per quanto riguarda gli uomini, invece, l’allenatore napoletano cambierà qualcosa per un turnover obbligatorio considerato il numero di partite (6) che il Napoli ha disputato nello scorso mese di settembre. Qualcuno dei titolari non ci sarà. Le indiscrezioni arrivate ieri, dopo la rifinitura e prima della partenza per Bergamo, parlavano di Zielinski in campo dal primo minuto, e di Gabbiadini in sostituzione di Milik, mentre Maksimovic sostituirà Albiol, infortunatosi contro il Benfica: dovrà stare fermo almeno tre settimane per il problema muscolare al bicipite femorale della coscia destra. Di certo, anche questa volta, Sarri non dovrebbe rinunciare al suo asse portante, a cinque giocatori sui quali ha sempre puntato in questo inizio di stagione. Reina, Koulibaly, Jorginho, Hamsik e Callejon non sono mai stati messi in discussione. Finora, sono sempre stati presenti, sia in campionato sia in Cham- pions. Il solo Jorginho ha saltato la prima giornata, a Pescara, per squalifica ed è stato sostituito da Valdifiori, poi ceduto al Torino.
CONTINUITÀ Per loro cinque, dunque, conta poco il minutag- gio e la necessità di fermarsi. Nei calcoli dello staff tecnico, probabilmente, hanno il fisico e le energie necessarie per sopportare le fatiche a cui sono stati sottoposti in quest’inizio di stagione. Tra i pali, Reina non ha concorrenza: alle sue spalle ci sono Rafael e Sepe, che potrebbero trovare spazio in Coppa Italia. Il portiere spagnolo ha avuto un inizio incerto, con qualche errore di troppo, ma non per questo tale da «evitargli» di giocare titolare. E la fiducia accordatagli dall’allenatore è stata tutta ripagata con un paio di prodezze nelle ultime esibizioni. L’INSORMONTABILE Davanti a Reina c’è la coppia Albiol- Koulibaly. Il primo salterà la gara di oggi pomeriggio, contro l’Atalanta, perché indisponibile. Il colosso franco-senegalese, però, sarà al suo posto a garantire l’apporto difensivo che Sarri gli chiede. Fisicamente, Koulibaly ha pochi rivali, blocca gli avversari puntando molto sull’anticipo e, di tanto in tanto, si propone pure in uscita.
IRRINUNCIABILI Callejon e Hamsik, invece, sono gli irrinunciabili, quei giocatori che l’allenatore considera indispensabili nei suoi schemi. Non è un caso se proprio lo spagnolo sia il giocatore col rendimento più alto nel Napoli. Quest’anno, ha ripreso pure a segnare, sono già 5 i gol realizzati in campionato: meglio di lui ha fatto soltanto Icardi, capocannoniere, a quota 6. Dal turnover di oggi Callejon dovrebbe essere esentato, se Sarri dovesse schierare Insigne o Giac- cherini, lo farà in sostituzione di Mertens. La regia del gioco, infine, è affidata ai piedi di Jor- ginho che non ha entusiasmato nelle ultime settimane. In panchina c’è Diawara sul quale Sarri sta lavorando per un inserimento graduale. E chissà che non possa proprio essere Bergamo il campo del suo esordio con la maglietta del Napoli. Magari, a partita in corso perché, pronti via, lì mezzo ci sarà l’ex metodista del Verona. Ed in panchina c’è anche un altro giovane, il croato Rog, in attesa di esordio. Per lui potrebbe riparlarsi dopo la sosta. Atalanta di oggi è una squadra in grado di rove- I sciare gerarchie e scale di merito. Attesi protagonisti che si accomodano in panchina e onesti comprimari che si prendono copertine e maglie da titolare: il golpe del posto fisso è iniziato con un Kessie diventato in fretta fondamentale a suon di gol e prestazioni monstre (per la prima volta, contro il Napoli, non ci sarà, perché squalificato) ed è proseguito, ben più sorprendentemente, con le scalate di Berisha e, in ultimo, di Petagna. Il portiere albanese sembrava destinato alla panchina, ma è alla quarta di fila al posto dell’ex intoccabile Sportiello, mentre l’ex milanista si è preso in fretta i riflettori e, a questo punto,
anche il ruolo di prima punta titolare.
LA SCALATA Non era facile prevederlo un paio di mesi fa, quando Paloschi era per tutti l’uomo più atteso, l’investimento da salvaguardare, mentre il bisonte triestino (1.90 m per 85 kg) faticava in un precampionato fatto più di ombre che di luci. Il nodo del centravanti è stato fin dall’inizio un tema dell’estate atalantina: Paloschi era l’intoccabile, d’accordo, ma chi sarebbe stata la sua alternativa, con un Pinilla dato per partente? Voci di mercato continue, fino alla conferma, imprevista, del cileno e all’arrivo, in punta di piedi, dell’oggetto misterioso Pesic (oggi alla prima convocazione, dopo un infortunio). Paloschi l’eroe atteso, Pinilla l’usato sicuro come prima alternativa, Pesic la possibile sorpresa in caso di evenienza. E Petagna? Sullo sfondo, tanto per fare gruppo e maturare un po’ di esperienza, senza che nessuno si attendesse chissà che da lui.
UN GOL ALL’ORA Invece, l’avvio di stagione ha stravolto le gerarchie: Paloschi ha faticato ad ingranare, si è arenato su un inizio senza gol e sul rigore sbagliato a Cagliari e Gasperini non gli ha concesso ulteriori chance dall’inizio. Dentro Pi- nilla, però lontano dalla migliore forma, tanto che ieri si è fermato nuovamente per il mal di schiena. Per loro, zero gol in due. E, allora, cosa fare per garantirsi le reti delle punte? Largo a Petagnone, che aveva già timbrato alla prima con la Lazio e che si è ripetuto contro il Crotone, in una partita che valeva più di una partita. Risultato: 112’ in campo finora e già due gol, alla media di una rete ogni 56’. E riecco che Petagna è tornato, improvvisamente, quello che ai tempi delle giovanili sembrava destinato a fare sfracelli, quello che era un po’ Vieri e un po’ Ibra, quello cresciuto alla scuola di Inzaghi nel Milan e non quello che si era un po’ eclissato successivamente (nella girandola tra Samp, Latina e Vicenza), salvo ripartire lo scorso anno in B con l’Ascoli, guadagnandosi le attenzioni del- l’Atalanta. Al momento (e contro il Napoli), dunque, il titolare di Gasp è Andrea Petagna, quello che ha ventuno anni ma pure la faccia di chi ne ha già viste tante: gioca lui semplicemente perché il più in forma è lui. Quello che doveva essere, nel migliore dei casi, una terza scelta.

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ATALANTA-NAPOLI: probabili formazioni

ATALANTA (4-3-3): Berisha; Masiello, Toloi, Zukanovic, Konko; Freuler, Grassi, Kurtic; D’Alessandro, Paloschi, Gomez. All. Gasperini
Squalificati: Kessié
Indisponibili: Carmona, Caldara

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Maksimovic, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Milik, Mertens. All. Sarri
Squalificati: Nessuno
Indisponibili: Chiriches, Albiol

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