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milan-pescaraVincenzo Montella spera di recuperare Niang alle prese con l’influenza (in caso di forfait iniziale, Bonaventura in attacco e Sosa a centrocampo), ma prima di ogni altra cosa confida di ritrovare il Carlos Bacca goleador che ha contributo con i suoi 6 gol alla scalata in classifica dei rossoneri. Il bomber colombiano, infatti, non segna da quasi un mese: Milan-Sassuolo 4-3 del 2 ottobre scorso, quando realizzò il momentaneo rigore del 2-3 che diede il via alla clamorosa rimonta contro l’undici di Di Francesco.

Da allora Bacca ha giocato cinque partite, quattro da titolare, compresa la sua nazionale, senza trovare il gol. A secco contro Paraguay (in campo l’intero match) e Uruguay (58 minuti), e poi al ritorno in Italia anche con Chievo (8, con Montella che lo ha mandato in campo al 43′ della ripresa), Juventus (96) e Genoa (58). Il colombiano – con le polveri bagnate dunque da oltre 330 minuti – ha provato a chiedere con forza la paternità della rete del 3-1 che ha chiuso il match con il Chievo, ma il suo tiro destinato a uscire, fu deviato in porta in maniera decisiva da Dainelli e la Lega diede autogol. Quindi, soprattutto se Montella dovrà fare a meno di Niang, ci sarà assoluto bisogno di Bacca e dei suoi gol per superare il Pescara dell’ex Oddo. E l’ostacolo, per il Milan, è più grande di quel che si pensi. 

 Il Pescara, infatti, è la prima neopromossa che il club rossonero si trova ad affrontare in questa stagione a San Siro; poi toccherà, sempre nel girone di andata, al Crotone il 4 dicembre e il Cagliari l’8 gennaio). C’è già chi fa gli scongiuri. Già, perché il Milan fra le mura amiche negli ultimi due campionati ha avuto un rendimento pessimo contro le formazioni provenienti dalla Serie B. La scorsa annata contro Bologna (0-1), Carpi (0-0) e Frosinone (3-3, una rete di Bacca) i rossoneri di Mihajlovic prima e Brocchi poi misero insieme solo 2 punti sui 9 a disposizione. Leggermente meglio nella stagione ’14-15 con 4 punti collezionati da Inzaghi con Palermo (0-2), Empoli (1-1) e Cesena (2-0). In totale, dunque, 6 punti su 18: una miseria. E il rendimento, allargandolo alle gare in trasferta, migliora un po’, anche se i punti diventano 18 su 36, dunque 1.5 di media nelle 12 partite affrontate. 

Fra l’altro oggi il Milan affronterà un’avversità in più oltre a quella offerta dalla squadra di Oddo. Nelle ultime 86 partite di campionato (stagioni ‘14-15 e ‘15-16 più le 10 gare di questo torneo), la squadra rossonera ha giocato alle ore 15 in sedici occasioni e sette volte ha perso, l’ultima l’11 settembre scorso con l’Udinese. Nel campionato scorso a San Siro si giocarono all’orario odierno cinque partite (una vittoria, tre pareggi e una sconfitta) e Bacca andò a segno in tre circostanze. Un motivo in più per sperare nel suo risveglio.

Rischia di essere nostalgico il primo incrocio di Gianluca Lapadula in Serie A contro la squadra con cui è esploso in Serie B. Un anno fa di questi tempi, l’attaccante aveva già messo a segno 6 gol in 11 partite, tutte giocate da titolare, ponendo le basi per la promozione del Pescara e per il titolo di capocannoniere del campionato. Oggi pomeriggio Lapadula abbraccerà a San Siro i suoi ex compagni e poi, salvo sorprese, si accomoderà in panchina, dove sta vivendo gran parte della sua avventura rossonera. Non esattamente lo scenario immaginato quando a giugno ha preferito la proposta del Milan a quella del Napoli. Ma d’altronde erano diverse anche le prospettive del Milan: in quel periodo l’addio di Carlos Bacca pareva inevitabile e il ventiseienne avrebbe automaticamente ereditato il posto del colombiano. L’evoluzione estiva del mercato ha cambiato le carte in tavola e il salto di categoria di Lapadula è stato condizionato anche dai postumi di un problema alla caviglia, che hanno rallentato la sua preparazione atletica. Così al momento il giocatore nato a Torino ha messo insieme solo due presenze da titolare, senza mai incidere particolarmente, dovendosi accontentare del ruolo di vice-Bacca in un modulo che prevede solo una punta centrale. Chissà che fra un paio di mesi il Milan non possa cambiare struttura, magari per inserire Marco Verratti, altro talento esploso a Pescara. «E’ prematuro parlare di mercato» ha frenato Montella, ricordando che nel 2012 il centrocampista della Nazionale, oggi ai ferri corti con il Paris Saint Germain, era il suo «primo obiettivo» per la Fiorentina: «Siamo stati a un passo, avevamo pattuito le cifre, ci avevo messo qualcosa anche io ma non bastò… – ha scherzato -. Poi Psg fece l’offerta migliore».

Dici Milan e a Oddo si apre un libro di storie e ricordi. Che partono da Pescara, ventitre anni fa, valigia in mano e la Primavera del Milan ad aspettarlo. Da li la carriera rossonera che tutti sognano, tra fascia di capitano, scudetto, supercoppa, Champions League, non manca nulla insomma in bacheca. Un ritorno dalle emozioni forti: «perché nasconderlo, è una partita molto particolare per me, sarà un bel impatto emotivo» che lo vedrà non più con gli scarpini ma in giacca (poca, se la toglie spesso e volentieri…) e cravatta, in panchina alla guida del suo Pescara. Un’attualità che ha il volto tirato e l’angoscia di chi non riesce a ribaltare un’inerzia complicata (1 punto nelle ultime 4 partite).  

«Siamo in difficoltà, e la paura ci attanaglia. Dobbiamo scrollarcela di dosso e tornare a giocare a calcio. Abbiamo sì dei limiti ma anche qualità, e questo mi fa rimanere fiducioso». Difficoltà acuite da una sequenza interminabile di infortuni, l’ultimo in ordine di tempo durante la rifinitura, di Zuparic. «Imprevisti che non mi permettono di fare delle scelte ma adeguarmi» ammette Oddo. Non sta bene Manaj, che partirà dalla panchina, con Caprari che tornerà a prendersi sulle spalle il peso dell’attacco e il rumeno Mitrita a far coppia con Benali sulla trequarti. Non è ancora pronto Pepe, panchina ancora per lui, dove avrà al suo fianco anche Aquilani, la cui condizione non consente tre partite in otto giorni. In difesa lo squalificato Campagnaro, sarà sostituito da Coda mentre a sinistra ballottaggio tra Crescenzi e Biraghi, con il primo favorito. Scelte che probabilmente sentiranno il peso della sfida salvezza tra sette giorni contro l’Empoli, dove il Pescara non potrà sbagliare. Sulla massima fiducia incassata da Oddo in settimana da parte del presidente Sebastiani, il tecnico biancazzurro ringrazia e dice la sua. «Se io fossi un presidente metterei in discussione un allenatore in due casi: se uno impazzisce o se la squadra non segue più il suo tecnico. La nostra realtà dice che non ci sono nessuna delle due ipotesi, ma statene certi che sarò io il primo a mettermi da parte – chiude con onestà Oddo – nel caso vedessi che non riuscirei più a incidere».

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Marco Verratti è e resta uno degli obiettivi dei Milan di Vincenzo Montella. Ieri, presentandola sfida odierna (ore 15, a San Siro) contro il Pescara, il tecnico milanista ha ammesso e ricordato che, fin dai tempi del suo insediamento sulla panchina della Fiorentina (estate 2012) aveva cercato il giovane mediano del Pescara, chiedendo alla Fiorentina di partecipare all’asta poi vinta dal Psg. «È prematuro parlare di mercato – ha detto Montella – Nel mio primo anno alla Fiorentina siamo stati a un passo dal prenderlo, avevamo pattuito le cifre (circa 10 milioni di euro; ndi ), poi il Psg ha fatto l’offerta migliore ( 14 più bonus ; ndi ). In quel primo periodo era il mio primo obiettivo, ci avevo messo qualcosa anche io ma non bastò…».

PSG ADDIO? Non è un caso die Montella abbia colto al volo l’occasione per ricordare la sua grande stima nei confronti di Verratti quasi in contemporanea con lo sfogo del procurato re del giocatore, Donato di Campii, che in una intervista a RaiSport ha ammesso che «Marco vuole vincere con il suo club. Però, se continuano questi attacchi da parte della stampa francese nei suoi confronti, io e Marco faremo delle valutazioni. Potremmo anche lasciare Parigi». Sicuramente questa possibilità scatenerebbe un’asta incredibile a livello europeo. Il Milan potrebbe ave re qualche possibilità, a fronte di una valutazione di 60 milioni di euro del campione azzurro che percepisce anche un ingaggio superiore ai 6 milioni all’anno, se riuscisse, già quest’anno, a qualificarsi per la Champions.

BACCA. Il Milan potrebbe, però, essere avvantaggiato da una contropartita tecnica che rientra nei progetti di Unay Emeri che ha sostituito Pep Guardiola sulla panchina dei francesi. L’attaccante colombiano Carlos Bacca non vede l’ora, come ha ammesso anche il suo procuratore Sergio Barila, di cogliere l’occasione giusta ricomporre la coppia vincente con linai Emery che con il Siviglia aveva conquistato due Europa League consecutive. Poi il Milan dovrebbe sostituire Bacca, ma nei progetti del Milan «all inclusive» italiano già la scorsa estate figurava il nome di Pavolett i al fianco di quello di Lapadula

TURNOVER. Nonostante l’esperimento fallito di Poli e Honda al posto di Abate e Suso dall’inizio della sfida con il

Genoa, Montella potrebbe fare un paio di cambi anche oggi. Dì prima sostituzione è forzata a causa della squalifica di Paletta. Al suo posto ci sarà Vangioni. Tornerà titolare anche Sosa. A centrocampo Locatelli. L’argentino dovrebbe prendere il posto di Bonaventura che, a sua volta, potrebbe sostituire in attacco il febbricitante Niang se il francese non dovesse riprendersi in tempo per il fischio d’inizio. Ieri Montella ha detto di Sosa che «ha fatto due ottime partite quando

ha giocato, stava crescendo nella condizione, poi è stato penalizzato dall’esplosione di Locatelli. Ma sono sicuro: diventerà una risorsa». A breve potrebbe esserci un altro esordio importante. «Pasalic (il croato arrivato in prestito dal Ghelsea; ndi) sta crescendo – ha spiegato Montella – per come si sta allenando meriterebbe di giocare: in lui si intravedono potenzialità importanti, se potessi lo comprerei…».

STRATEGIA. A proposito della gara di oggi, l’allenatore milanista ha ammesso che «martedì mi è piaciuto lo spirito messo in campo a Genova quando siamo rimasti in 10. Prima era stato sufficiente, ma non encomiabile. Dobbiamo giocare sempre con questo spirito. Lo spirito fa la differenza – ha ribadito – Ci aspetta una partita estremamente diffìcile se non fai tutto al 100%. Fra le squadre medie, il Pescara è quella che esprime un calcio più pulito e complicato da affrontare».

Massimo Oddo oggi torna a casa. Per lui il Milan è una famiglia ed è quasi certo che San Siro lo circonderà d’affetto. «Inutile negarlo, per me questa sarà una partita particolare, torno in un posto che fa parte del mio passato». Magari anche del futuro, ma questo non lo sappiamo. Comunque, l’aspetto romantico della vicenda si ferma qui. Un po’ più diffìcile che la squadra con cui ha vinto la Champions possa andare oltre nelle concessioni: applausi sì, punti no. Però al tecnico del Pescara servirebbero soprattutto i secondi, a maggior ragione dopo le due sconfitte in quattro giorni che ne hanno ridimensionato la baldanza. Sorvoliamo sullo stop di Udine, ma la sensazione di impotenza contro l’Atalanta rischia di produrre qualche strascico, perciò Oddo è intervenuto con una terapia d’urto. «Ho chiesto ai ragazzi di scrollarsi di dosso la paura, a me basta che diano tutto. Nell’ultima contro l’A-talanta abbiamo fatto bene la fase difensiva e malissimo quella offensiva, soprattutto mi sono preoccupato dopo il gol subito quando li ho visti tornare a centrocampo con la testa bassa, allora ho capito che non saremmo stati in grado di reagire. Non deve più succedere, dobbiamo tornare a fare quello che sappiamo con la solita spensieratezza. Perciò contro il Milan proveremo a fare il nostro gioco, a prenderli etiti». Le probabilità di riuscita sono tuttavia molto basse e Oddo lo s a Lui non cade dal pero: «Credo sia superfluo parlare dell’avversario, tutti possiamo immaginare quello che accadrà in campo, nessuno si meraviglierà se saremo costretti ad “abbassarci”. Ma il punto è un altro, cioè che io resto imperterrito a pensare positivo. E lo faccio con convinzione. La classifica dice che abbiamo appena 7 punti, eppure nulla è perduto. Spero, piuttosto, di recuperare presto qualche giocatore, perché adesso siamo parecchio in difficoltà. Mi piacerebbe perlomeno avere la possibilità di fare qualche scelta, cosa impossibile quando si è contati».

ASSENZE. In effetti, un altro tema caldo è quello della strisciante emergenza che sta diventando insopportabile. Alle reiterate assenze di Bahebecke Verre vanno aggiunti la squalifica di Campagnaro e il forfait dell’ultim’ora di Zuparic. Situazione grottesca, anche se l’allenatore adriatico trova la forza di scherzarci su. «Cosa penso di Coda? E’ un difensore fortissimo, anche perché… è l’unico che ci è rimasto oltre a Fomasier». A margine della spruzzata di ironia, si profilano nubi all’orizzonte per il Pescara soprattutto in considerazione del calendario. A questa proibitiva trasferta seguiranno, infatti, lo scontro diretto con l’Empoli e poi le visite a Juventus e Roma. Vietato fare tabelle, potrebbero seguire crisi isteriche. Allora tanto vale considerare il Milan un indicatore utile per verificare il grado di reazione, a prescindere dal risultato (nessuno si fa grandi illusioni). Semmai l’unica certezza è che la panchina di Oddo è più salda che mai. Lo ha annunciato il presidente Daniele Sebastiani e il tecnico l’ha presa ovviamente bene. «Beh, i presidenti ogni tanto sono bugiardi, però una società coerente può scegliere di esonerare solo per due motivi, o l’allenatore improvvisamente impazzisce o la squadra non lo segue più. Io sono ancora sano e la squadra mi segue. D’altronde, se mi accorgessi del contrario sarei il primo a farmi da parte».

Dei tanti giovani rossoneri cresciuti a Milanello e oggi in campo uno solo ha esordito con il botto. Non è Locatelli, che ha giocato la prima da titolare con San Siro intorno che salutava con i fischi l’ultima del campionato scorso. Non è De Sciglio, il più esperto dei baby, che pure Italiana ancora prima di metter piede in campo. E neppure Gigio Donnarumma, che ha debuttato tra i grandi a 16 anni. Non è Calabria, non è Antonelli e neppure Abate, che da giovane milanista conobbe prima la Champions del campionato. Nessuno ha avuto il merito di Bryan Cristante, giovanili rossonere e oggi al Pescara, che insieme al debutto dal 1’ segnò anche il primo gol in A: lui e Kakà furono i marcatori del successo del 6 gennaio 2014 sull’Ata- lanta. Il Milan cercò di blindare Cristante, poi ceduto al Benfica per 6 milioni di euro: ci fu tensione perché il club non era entusiasta della vendita ma Bryan, passaporto canadese, aveva già voglia di calcio estero. La cessione fece anche arrabbiare i tifosi al solito in rinvolta sul web.

LOCATELLI PLAY

Oggi invece il Milan fa il pieno di giovani italiani cresciuti nel vivaio, riassunto della volontà di Berlusconi, e anche il tifo rossonero sembra conquistato. Silvio apprezzerebbe a tal punto da esser di nuovo titubante sulla cessione del club: ieri l’indiscrezione è stata smentita da Fininvest. Saranno i nuovi padroni a godersi tanto talento: da Donnarumma, già indicato come erede di Buffon, a Locatelli, che ha richiamato i primi paragoni con Rivera. Chiamato in causa, Rivera, ha testimoniato a favore: «Se il buongiorno si vede dal mattino…».

Locatelli sarebbe da 10, come le partite in A: ora è a 9, due la passata stagione, e 7 con 2 gol in questo campionato. A Genova, nel turno infrasettimanale, Locatelli si è presentato più fresco degli altri (Montella: «E’ giovane e se non recuperano i giovani.») e il discorso resta valido. Il diciottenne Locatelli sarà play anche oggi, alla quarta da titolare di fila. Le prove dell’allenamento di ieri parevano escluderlo ma non è il caso di rinunciare a certe geometrie. Anche lui è per la prima volta chiamato al riscatto dopo l’insufficienza con il Genoa: prima aveva ricevuto solo elogi, per il gol da subentrato contro il Sassuolo, poi per le giocate semplici contro il Chievo (richieste da Montella) e poi, soprattutto, per la regia e il colpo che hanno steso la Ju- ve. Locatelli ci sarà, il 21enne Pasalic arriverà presto (magari già oggi, ma in corsa). Spiega l’allenatore: «Per come sta crescendo meriterebbe di giocare. La mia intenzione è quella di inserirlo, sta acquisendo fiducia». Locatelli giocherà in una mediana diversa dalle ultime uscite, stavolta con Kucka e Sosa. Bonaventura dovrebbe invece avanzare nel tridente per prendere il posto del febbricitante Niang.

NAZIONALE Cristante potrebbe invece iniziare in panchina. Si aspettava la decima presenza, dopo le 7 giocate fin qui da titolare e le due da subentrante. Il Pescara avrà modo di riflettere sul riscatto dal Benfica fissato a 5 milioni di euro, Cristante avrà tempo per riprendersi il posto da titolare e anche di sciogliere il dubbio nazionale: il Canada lo vorrebbe pilastro della nazionale maggiore; Bryan, che ha fatto tutta la trafila giovanile azzurra, aspetta Ventura.

L’ arma del delitto era il termometro. Montella ieri I in conferenza stampa ha annunciato una sorpresa in formazione e per qualche ora il mondo milanista si è chiesto a chi si riferisse. Un giallone. Si pensava a Sosa, in campo per Bonaventura o Locatelli, ma in

serata si è saputo: dentro Sosa, giusto, ma al posto di Niang. Il francese ha la febbre, Montella in mattinata si informerà ma le speranze sono poche: probabile possa giocare solo nel finale. Il Milan si preoccupa, un po’ perché i problemi fisici hanno già condizionato le ultime partite, un po’ perché Niang è insostituibile. Senza M’Baye, poco cambio di ritmo, pochi strappi, pochi uno contro uno in velocità. A sinistra avanzerà Bonaventura, con Sosa e Locatelli a dividersi l’impostazione, di fianco a Kucka: 4-3-3 era e 43-3 resterà.

CLASSIFICA DEL GIOCO Montella chiede sei punti alle due partite con Pescara e Palermo. Vincendo oggi scavalcherebbe

il Napoli e salirebbe al terzo posto, piena zona Champions. Nell’altra classifica, quella del gioco espresso, il Milan secondo il suo allenatore ha una posizione simile: «Credo che più o

meno rispecchi la classifica vera. A me piacciono molto la Samp, il Napoli, il Pescara, il Sassuolo. Ecco, il Sassuolo gioca meglio del Milan». Il turnover a Genova non ha aiutato, sia

per il gioco sia per i punti: cambiando due giocatori, è cambiato anche il risultato. Oggi torneranno Abate e Sosa, anche perché Montella non ha recuperato gli infortunati: «Mati si allena col gruppo parzialmente, ha voglia smisurata di giocare ma è presto. Zapata deve ancora ritrovare il ritmo in allenamento, dopo la sosta starà meglio». Aggiungendo che Bertolacci farà un altro esame in settimana, si capisce: fino al derby, uomini contati. Piuttosto, Pasalic contro il Pescara dovrebbe giocare i suoi primi minuti ufficiali col Milan.

SINO-EUROPE Il resto è società. Marco Fassone, l’a.d. scelto dalla cordata cinese, è pronto a partire per la Cina: resterà una settimana, sarà in almeno 4-5 città diverse, vedrà sponsor e partner. Una gran corsa. Quando tornerà, si saprà di più sui tempi di chiusura della trattativa. La febbre di Niang, closing o non closing, sarà un ricordo.

Milan-Pescara si giocherà domenica alle ore 15.00 nell’11a giornata di Serie A.Ecco dove seguirla in diretta tv e streaming gratis.

I rossoneri dopo la sconfitta contro il Genoa vogliono riscattarsi davanti al proprio pubblico per portare a casa i 3 punti e per continuare a lottare per lo scudetto; per i pescaresi sarà un match difficile ma voglio provare a ottenere qualche punticino per la salvezza.

Milan-Pescara, dove vedere la diretta tv?

La partita, che si giocherà alle ore 15.00, sará visibile in diretta tv sulla piattaforma satellitare di Sky, su Sky Calcio 1 HD e sulla Pay-Tv di Mediaset Premium, sul canale Premium Sport 2 HD.

Milan-Pescara, dove vedere lo streaming gratis?

La partita potrà essere seguita anche in streaming gratis sul sito Rojadirecta, dove sono presenti diversi link (anche in HD). Il live stream è disponibile anche per gli abbonati di Sky e Mediaset Premium. Questo tramite le applicazioni per dispositivi mobili, come smartphone, tablet e PC, ovvero Sky Go e Premium Play.

Attenzione: Si tratta di un metodo alternativo alle pay tv che sconsigliamo. Alcuni dei link potrebbero non essere conformi alle leggi italiane. Il nostro è un articolo solo a scopo informativo e non ci assumiamo nessuna responsabilità. Ricordiamo che la visione su Rojadirecta potrebbe non essere legale. Per questo ci teniamo ad informare tutti che il nostro è solo un articolo informativo.

Milan-pescara, le probabili formazioni

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Abate, Gomez, Romagnoli, De Sciglio; Kucka, Locatelli, Bonaventura; Suso, Bacca, Niang; Squalificati: Paletta; Indisponibili: Antonelli, Vangioni, Mati Fernandez, Bertolacci, Montolivo.

PESCARA (4-3-3): Bizzarri; Crescenzi, Coda, Fornasier, Biraghi; Memushaj, Brugman, Aquilani; Zampano, Caprari; Manaj; Squalificati:Campagnaro; Indisponibili: Gyomber, Bahebeck.

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