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Sinisa, indovina chi viene a pranzo: il tifoso Silvio Berlusconi. La visita a sorpresa del patron accende la vigilia di Milan-Torino. Sia per il ritorno gradito dopo la festa per i 30 anni al timone, ma soprattutto per le lodi inattese riservate al tecnico dopo gli scambi al vetriolo di questi mesi. Un’apertura verso la conferma? Forse, visto anche l’accordo praticamente fatto tra il Chelsea e il favorito del presidente Antonio Conte («Sinisa ha un contratto al 2017», l’unico commento di Galliani sul tema). Sarà decisiva la qualificazione in Europa, ma se non altro Sinisa può godere nella rimonta dell’appoggio della società. E anche dello spogliatoio, a sentire il senatore Abbiati: «Mihajlovic è l’uomo giusto per noi, stiamo costruendo qualcosa di importante. Interrompere il processo sarebbe un errore».

Incassata questa doppia inattesa fiducia, il serbo può pensare al Toro e alla rincorsa Champions: «Abbiamo dimostrato che quelle davanti non hanno nulla più di noi. Nelle prossime 3-4 partite si decide la nostra stagione, anche perché le altre hanno diversi scontri diretti». Torna Romagnoli tra i convocati, ma in difesa dovrebbe esserci ancora Zapata. Confermato il resto della formazione nonostante l’apparente abbondanza: Menez, Boateng e Balotelli, infatti, sono in condizioni davvero precarie. E proprio per Mario – anche lui promosso o quasi dal patron in settimana – sono le ultime parole del mister: «Io lo vedo come tutti gli altri giocatori, deve dimostrare la sua maturazione».

E’ stata una visita a sorpresa, messa in piedi all’ultimo momento. E questo è un ottimo segno: se Berlusconi si presenta senza preavviso a Milanello per il semplice piacere di stare un po’ con la squadra e respirare l’aria dello spogliatoio, adesso molto più pulita, significa che critiche, sbadigli e arrabbiature hanno lasciato il posto a sensazioni decisamente più piacevoli.

Anche (e forse soprattutto) nei confronti dell’allenatore. Dubitiamo che Silvio si sia arreso di fronte all’evidente impossibilità di comandare il gioco come vorrebbe lui, ma la partita di Napoli è stata comunque molto importante per gli umori presidenziali. L’ultima volta che aveva fatto visita alla squadra due volte in sei giorni era stato a gennaio di un anno fa (è successo anche in questa stagione, ma uno dei due blitz era a carattere commerciale e non sportivo). Buon segno anche questo, così come l’unica – ma fondamentale – dichiarazione fatta a Milan Channel al momento di lasciare Milanello: «Ho detto alla squadra di andare avanti così».

ATTEGGIAMENTO Mihajlovic esce dunque rinforzato da questa visita dopo mesi di critiche o, peggio ancora, indifferenza. Per trovare le ultime punzecchiature di Silvio basta rileggersi le dichiarazioni di una settimana fa, sul gioco e sulla necessità di vincerle tutte per «essere convinto». Ieri invece il presidente, dopo aver pranzato con allenatore e staff, ha convocato squadra e tecnico in sala video e si è complimentato per la prestazione di carattere a Napoli, per la capacità di essere riusciti a imbrigliare un avversario ferito, e quindi ancora più pericoloso. Un atteggiamento vigoroso molto gradito a Silvio, che ha avuto parole di elogio anche per Sinisa. Poi ha posto l’attenzione sulla gara di oggi, ritenuta fondamentale, e ha chiesto un’altra prova di sostanza. In altre parole, ha finalmente concesso un’apertura al tecnico. Cosa che autorizza scenari positivi impensabili fino a poco tempo fa, nel caso in cui il Milan si comportasse bene sino a fine stagione.

MOMENTO CRUCIALE Vale lo stesso discorso per Balotelli. Berlusconi ha aperto anche a lui in chiave futura, ieri ci ha parlato qualche minuto a tu per tu per stimolarlo e motivarlo, e sempre ieri Galliani ha confermato: «Se c’è possibilità che resti? Perché no. Dipenderà da tante cose, dal Liverpool. In estate parleremo». Aggiunge Mihajlovic: «A Napoli ha avuto un altro atteggiamento. Dipende da lui, deve sempre dare il massimo, che siano due minuti o novanta. Si deve meritare tutto». Sinisa ha poi fatto un punto sui miglioramenti costanti della squadra e ha fissato il punto X sul calendario: «Nelle prossime 3-4 partite si decide la nostra stagione perché ci sono alcuni scontri diretti fra chi ci precede. Noi ovviamente non possiamo permetterci di perdere punti come all’andata». Il riferimento è ai passi falsi con squadre di rango inferiore («Ho più timore delle squadre che ci seguono di quelle che ci precedono», ha commentato Galliani). Troppi, con troppi punti persi: «Abbiamo dimostrato che là davanti non hanno nulla più di noi, l’obiettivo adesso è fare con le piccole quei punti che non siamo riusciti a fare all’andata, in modo da essere pronti per il rush finale per il terzo posto». Con una buona base di partenza: «Napoli ci ha dato la consapevolezza dei nostri mezzi, di essere una squadra con anima e gioco. Merito mio? No, merito dei ragazzi. Ogni allenatore ha il suo metodo, io l’ho cambiato soprattutto a livello di intensità».

La quadratura della squadra al centro di tutto ed è per questo motivo che Sinisa Mihajlovic, stasera, cambierà solo un giocatore rispetto alla partita di lunedì giocata contro il Napoli. Rispetto alla gara del San Paolo, infatti, ci sarà Andrea Bertolacci, in mezzo al centrocampo, a dettare i tempi della manovra milanista prendendo così in eredità le mansioni di Riccardo Montolivo, appiedato per una giornata dal giudice sportivo dopo aver ricevuto la quinta ammonizione contro il Napoli. Al suo fianco agirà Juraj Kucka. Keisuke Honda e Giacomo Bonaventura, come da prassi consolidata, agiranno sugli esterni mentre la coppia offensiva sarà composta da Carlos Bacca e M’Baye Niang, con Balotelli, Boateng e Menez pronti in panchina a dare il loro contributo a gara in corso.

In difesa, invece, verrà confermata la linea a quattro che ha saputo ben respingere gli attacchi del Napoli nell’ultimo turno di campionato. In particolar modo, davanti a Gianluigi Donnarumma, c’è grande attenzione per la conferma, nel cuore della retroguardia, di Cristian Zapata come partner di Alex il che significa che Alessio Romagnoli, che ieri sembrava pronto a ritornare titolare dopo aver smaltito la febbre che lo aveva debilitato la scorsa settimana, andrà nuovamente in panchina. Per lui, con ogni probabilità, il rientro dal primo minuto si concretizzerà martedì sera contro l’Alessandria nella semifinale di ritorno della Coppa Italia dove, per una questione anche di rotazioni e dosaggio delle forze, quasi sicuramente riposerà Alex che verrà preservato per la sfida di domenica prossima sul campo del Sassuolo dove, lo scorso anno, segnò il suo primo gol con la maglia del Milan.

Al termine della rifinitura di ieri mattina Giampiero Ventura ha convocato venti giocatori per la sfida di stasera a San Siro contro il Milan di Sinisa Mihajlovic, rinunciando allo squalificato Marco Benassi, ai due convalescenti Cesare Bovo e Alessandro Gazzi e al lungodegente Danilo Avelar. Stamattina è previsto un allenamento leggero e probabilmente, dopo questa mini seduta “di risveglio muscolare”, lo staff tecnico deciderà la formazione da mandare in campo anche se qualcosa potrebbe cambiare in extremis, poco prima dell’avvio della gara, in base all’undici deciso da Mihajlovic. Il nodo da sciogliere resta sempre quello relativo agli esterni e in particolare l’impiego di Bruno Peres. Se l’estroso brasiliano si muoverà sulla corsia mancina, come a Palermo, a destra agirà Davide Zappacosta.

Se invece l’ex Santos sarà confermato a destra come contro il Carpi, sulla fascia mancina tornerà Cristian Molinaro. Afriyie Acquah, salvo contrattempi, giocherà dal primo minuto e agirà a centrocampo con il compito principale di irrobustire un settore altrimenti muscolarmente un po’ leggerino. La tattica granata dovrebbe essere conservativa per gran parte della partita, d’altronde il Milan di questi tempi è un collettivo in forma e molto temibile, quindi meglio evitare al minimo i rischi. Meglio sarebbe provare ad aspettarlo e cercare di colpire con veloci ripartenze. A tal fine saranno fondamentali la compattezza difensiva, sperando che non si ripetano più certi cali di tensione com’è successo nel recente passato, e la capacità di innescare velocemente Bruno Peres e soprattutto Ciro Immobile. Daniele Baselli, talento ancora alla ricerca della brillantezza mostrata in avvio di stagione e ultimamente perduta, potrebbe risultare decisivo. Almeno così si augurano i tifosi granata.

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