Streaming Gratis Moto Gp 2016 Le Mans diretta Live Tv Web, streaming gratis

Moto-Gp-Le-Mans-744x445Sull’esito del GP di Francia, quinta tappa del Mondiale, conta più il cronometro martellato in due giorni di prove o l’animale da gara che risiede intimamente nel fenomeno delle due ruote? E ancora: sul mercato conta di più il “pacchetto offerto (moto e soldi) o pesano il volere dei megasponsor e ancora di più degli organizzatori preoccupati di infrangere il duopolismo Honda-Yamaha?

Se tutto fosse semplice e lineare oggi Jorge Lorenzo (63ª pole, di nuovo recordman assoluto) dominerebbe con una mano sola a Le Mans e Maverick Viñales firmerebbe con la Yamaha, come secondo pilota del team ufficiale. Compagno di Valentino, insomma. Per fortuna però nelle moto non è tutto scontato, così dopo pranzo (specie se nel warm up mattutino troverà quei due decimi di passo che gli mancano) possiamo ancora tifare per un’impresa di Valentino anche se scatterà dalla terza fila («Pedrosa mi è caduto davanti, sono rientrato ai box e ho dovuto cambiare strategia. Poi mi sono incasinato nel traffico e mi sono trovato con un’ultima chance, ma ho fatto un errore alla curva 6» racconta Rossi) e delle ritrovate Ducati (Iannone in prima fila nonostante una caduta per perdita d’acqua nell’ultimo tentativo, Dovizioso in seconda ma con un ottimo passo).

Allo stesso modo l’altra grande partita di questo campionato, quella dei rinnovi contrattuali che si gioca fuori dalla pista, non è per nulla finita come assicura El Pais. Il quotidiano spagnolo giura sul fatto che Pedrosa abbia già firmato per la Yamaha. «Non chiedetemi nulla sul mio futuro perché non ho niente da dire» replica il piccolo Dani, caduto e solo 11° in qualifica. A volerlo in Yamaha è la Movistar (pay-tv di Telefonica, il marchio dei suoi successi nelle classi minori, prima di sposare Honda e Repsol), il top sponsor del team di Iwata. In realtà sembra un modo per mettere pressione a Viñales, il vero pezzo ambito del mercato con i suoi 21 anni di puro talento (Pedrosa ne ha 30…). La Yamaha (ovvero Lin Jarvis) lo vuole, ma non è disposta a pareggiare l’offerta fatta dalla Suzuki per trattenerlo (5 milioni l’anno: follia per uno che non ha vinto nulla tra i “grandi”), quindi è interessata a che si decida in fretta. A sua volta la Dorna (ovvero Ezpeleta) spinge perché Maverick resti in Suzuki, perché sia competitiva e non ci sia il rischio di un altro ritiro dei giapponesi di Hamamatsu di fronte ad altre stagioni non vincenti.

Alla finestra c’è Valentino, ovviamente. «Per Viñales la Suzuki ha un sapore romantico, potrebbe ripetere quello che ha fatto Schwantz, ma sarebbe più difficile. In Yamaha troverebbe una moto più competitiva, è un altro tipo di sfida. La scelta spetta solo a lui. Pedrosa? Credo che la maggior parte dei piloti si taglierebbero un mignolo per venire nel team ufficiale Yamaha. E’ vecchio? Non penso che fra due anni avranno troppi problemi a trovare un giovane competitivo…», il suo solito lucido riassunto della situazione. Ma alla finestra ci sono pure Iannone e Dovizioso. Il primo sembra più vicino alla conferma, il secondo pronto a sfruttare la situazione per trovare la moto migliore. Forse la Honda, più della Suzuki. Ecco perché tra quelli a fare il tifo per Pedrosa in Yamaha c’è pure lui.

Dal giorno alla notte, o come lui stesso si descrive sui suoi caschi e la sua tuta, dal sole alla luna. E’ davvero la stagione dei cambiamenti. Repentini e imprevedibili, anche nelle prestazioni. Così Valentino Rossi passa dal weekend trionfale di Jerez, iniziato subito con un venerdì da favola, a un approccio da dimenticare sullo storico circuito Bugatti di Le Mans, dove vede da lontanissimo il compagno Jorge Lorenzo (10° a oltre un secondo, con appena 3 millesimi di vantaggio sul rietrante Danilo Petrucci e quindi il taglio teorico dall’accesso diretto alla Q2) e si trova a dover gestire una M1 che sembra un’altra Yamaha rispetto a quella esaltata due settimane fa in Spagna.

«Già la mattina non era andata bene, nel pomeriggio poi ho faticato. Avevamo qualche idea per migliorare il set-up, soprattutto per la frenata e l’inserimento in curva, ma invece abbiamo peggiorato altri aspetti. E come se non bastasse abbiamo perso tempo per una gomma anteriore montata male» racconta Valentino che pare davvero in difficoltà e con poche speranze. E non tanto per il banale errore di aver dimenticato un peso nel cerchione.
Il vero problema erano e restano le gomme. Le Michelin più rigide introdotte dopo l’Argentina e amate da Rossi qui non ci sono. E i nuovi pneumatici francesi più morbidi (anche perché a Le Mans non ci sono le temperature del sud della Spagna) hanno messo in difficoltà Valentino e il suo team. Non Lorenzo. E per gli stessi motivi (ma opposti) che hanno reso complicato per il maiorchino il weekend di casa a Jerez.

Il problema è che nella MotoGP di oggi, come in Formula 1, non ci si può permettere il lusso di arrivare al sabato senza aver messo a punto il mezzo. Figuriamoci perdere tempo in tentativi che portano sulla strada sbagliata. Cosa che per altro ha impedito a Rossi di provare anche le nuova gomma posteriore più morbida. «Mi sono concentrato sulla più dura, pensando che potesse essere quella giusta per la gara, ma non aveva aderenza – racconta il nove volte campione del mondo -. Con la morbida sono andato meglio, ma sono comunque lontano dai migliori».

Luca Cadalora, il coach a bordo pista che finora è stato prodigo di consigli utili, ha passato le prove a prendere appunti. Specie alla curva 1, dove Valentino perde molto tempo nei confronti di tutti i suoi principali avversari. Ducati comprese. E ieri la riunione tecnica del venerdì s’è protratta fino a tardi più ancora del solito.
Rossi & C. sanno che non possono più sbagliare nulla in questo GP. Stamattina bisognerà trovare in fretta il giusto bilanciamento in chiave gara senza rischiare di dove affrontare il primo atto delle qualifiche, che al pomeriggio toglie gomme fresche ed energie, condannando chi deve passarci a una partenza difficile. Per questo Valentino parla apertamente di “ultima spiaggia”. Davvero un’anomalia per lui. Specie dopo il weekend da padrone di Jerez ed essere arrivato qui convinto di poter fare bene, se non conquistare la seconda vittoria consecutiva che gli manca dal 2009.
«Dobbiamo trovare un’altra strada – spiega il Dottore -. In questo momento sono abbastanza lento e non ho un gran passo. Penso che le terze libere saranno l’ultima possibilità per capire se potrò avvicinarmi, sarà un turno cruciale Sì, una specie di ultima spiaggia. Se riuscirò a fare un passo avanti sarà tutto più facile, altrimenti le cose saranno difficili».
E nel frattempo Lorenzo vola e Marquez (3° a mezzo secondo dal maiorchino) continua a fare il ragioniere. Con molto profitto.

Vogliono vietare le ali? Gigi Dall’Igna si presenta in Francia con un’ulteriore evoluzione delle appendici aerodinamiche sulla Ducati. Più eleborate, più ampie. E, complice in parte anche la nuova gomma Michelin (qualcuno ha protestato per il test del Mugello, ma gli uomini rossi spiegano che non hanno provato la gomma portata a Le Mans dai francesi), Iannone e Dovizioso ritrovano la strada per le parti alte della classifica: 2° l’abruzzese, 5° il forlivese che il venerdì non spinge mai veramente a fondo. «Abbiamo capito meglio il comportamento della mia DesmosediciGP e l’abbiamo adattata alle caratteristiche di questo circuito. Sono abbastanza soddisfatto. Anche la Michelin sta dimostrando di essere molto reattiva. La situazione è migliorata molto rispetto a Jerez» dice Iannone. «Sono piuttosto soddisfatto: siamo partiti bene e siamo abbastanza veloci, anche se forse mi sarei aspettato qualcosa di più dal turno del pomeriggio. Sono convinto che abbiamo ancora un margine di miglioramento e il passo è in linea con i piloti più veloci» sostiene Dovizioso. Ritrova il sorriso anche Danilo petrucci, che al rientro con la mano infortunata due volte ancora gonfia è ad appena 3 millesimi dalla top-ten (e da Valentino Rossi nello specifico). «Ho subito sentito la mano più stabile e in pista non ci pensavo neanche – afferma il ternano della Pramac -. E’ andata bene, è stato bello tornare a guidare. Non ho tanta forza nel braccio e nelle dita. So che in gara farò fatica, ma voglio finirla a tutti i costi. Soprattutto in vista del Mugello».

guardare la facilità con la quale Jorge Lorenzo disegna magie lungo i 4185 metri del circuito intitolato a Ettore Bugatti, ai suoi avversari scapperebbe quasi da piangere. Delicato ma incisivo, preciso come un compasso nel pennellare le traiettorie, ma allo stesso tempo brutalmente efficace in frenata e veloce come un gatto nello scappare fuori dalle curve, in sella a quella Yamaha che nelle sue mani ha l’agilità di una bicicletta, Jorge oggi alle 14 scatterà per la prima volta qui in Francia dalla po- le position con una grande certezza: se si escludono invasioni di cavallette, tornado improvvisi o smottamenti tellurici, tanto per riandare a una scena indimenticabile dei Blues Brothers, il pilota da battere sarà lui e solamente lui.
INCREDULO La superiorità di questi due giorni e una qualifica da cineteca, che lo ha visto
realizzare il nuovo record della pista, hanno stupito anche lui. «Ho fatto un giro incredibile, non mi sarei aspettato di andare così veloce, scendere sotto il muro dell’1’32”» si gode l’attimo il futuro pilota Ducati. Che sin da venerdì ha mostrato qualcosa in più di tutti. «La squadra ha fatto un gran lavoro, siamo partiti da una buona base di assetto e siamo cresciuti sempre più.
Adesso so di avere una gran moto e un passo veloce. Devo solo sperare che il tempo non peggiori e che gli altri non migliorino troppo».
FUGA Soprattutto, gli altri, devono sperare che a Jorge non riesca una delle partenze delle sue, via dalla prima curva a condurre il ritmo. «Se gli facciamo fare il primo giro davanti è la fine» è la cruda analisi di Andrea
Dovizioso. Il forlivese è solo 5° sulla griglia per un errore all’ultima frenata, una scivolata alla curva 13 per una perdita d’acqua causata dall’eccessiva pressione del circuito di raffreddamento avrebbe invece potuto costare molto più cara ad Andrea Iannone, riuscito a
«salvare» la qualifica grazie a un ottimo crono nel primo tentativo che gli è valso l’ultima casella della prima fila, battuto per 53 millesimi da Marc Mar- quez.
RITORNO Con l’introduzione della nuova gomma posteriore
Michelin dalla carcassa più morbida che ha risolto in gran parte i problemi di pattinamento, la Ducati dopo i guai di Jerez è tornata a fare la voce grossa: il passo gara dei due Andrea è cresciuto col passare dei turni e le aspirazioni da podio per entrambi sono decisamente legittime. Del resto, se si esclude il passo monstre di Lorenzo, che se oggi non sarà bloccato nelle prime fasi, appare destinato a una cavalcata solitaria, alle sue spalle la lotta sarà feroce. A partire da Marquez, che coi soliti equilibrismi ha artigliato il 2° tempo: «La prima fila era il mio obiettivo, la Honda non è facile da guidare, qui fatichiamo e sappiamo che ci aspetta una gara difficile. Lorenzo ha un altro ritmo, ma se riesco a seguirlo qualche giro… Però il mio obiettivo è il podio, sarebbe comunque un buon risultato».
RINCORSA È il traguardo anche di Valentino Rossi, che dopo tre prime file consecutive oggi scatterà 7°. Il pesarese è riuscito a risalire la china dopo un venerdì nero, ma in qualifica prima l’incidente, quasi davanti alla sua M1, di Pedrosa che lo ha costretto ad abortire il primo giro veloce con la seconda gomma, poi il traffico e infine un errore alla curva 6 lo hanno fatto sprofondare in terza fila. Decisivo sarà il lavoro questa mattina nel warm-up, dove Silvano Galbusera e Matteo Flamigni cercheranno di trovare quel paio di decimi di passo che consentirebbero a Vale di tornare minaccioso. «Non so cosa può controllare o meno, anche se è già successo altre volte» ha punto velenoso Lorenzo imbeccato dai giornalisti spagnoli sulla possibilità di Rossi di copiarne i dati della telemetria. «Anche in qualifica ha provato a seguirmi, ma io l’ho passato e sono andato via». No, decisamente questi due non si ameranno mai.

Non sono mai tranquille le giornate in Ducati, anche quando c’è da celebrare, per la prima volta quest’anno, la prima fila: Andrea Iannone (3°) e Andrea Dovizioso (5°) hanno entrambi qualcosa da recriminare, seppure per motivi differenti. Una scivolata, causata probabilmente da un altro inconveniente tecnico, ha impedito a Iannone di fare anche meglio, mentre un giro non perfetto costringe Dovizioso a scattare dalla seconda fila.

SVOLTA Piccolezze, rispetto ai grandi problemi emersi a Jerez: in Francia è tutta un’altra Ducati, il podio torna a essere un obiettivo concreto e non un sogno. «Ho fatto un buon giro con la prima gomma, ma sapevo che bisognava migliorare, mi aspettavo che Marquez, Dovizioso, Rossi e Pedrosa tirassero giù parecchi decimi. Quando sono ripartito dai box con la seconda gomma posteriore nuova, mi sono trovato a terra, senza sapere perché» dice Iannone, senza entrare nel merito della rottura. Sul cruscotto della sua Ducati si è accesa la luce rossa di allarme e dell’acqua è finita sulla gomma posteriore, causando la caduta del pilota: in pratica, lo stesso problema all’origine del ritiro di Dovizioso a Jerez. «Ma la nostra moto ha una buona affidabilità, a parte qualche episodio nel 2015, giustificato perché la moto era nuova», aggiunge Iannone. PODIO Andrea, giustamente, preferisce pensare agli aspetti positivi di una giornata per lui sicuramente soddisfacente: primo nelle FP3, quarto nelle FP4, terzo nelle Qp. «Alla fine poteva andare peggio, ma la prima fila e la competitività della moto mi danno una grande fiducia: l’obiettivo è salire sul podio, un risultato che ripagherebbe l’ottimo lavoro svolto da tutta la squadra in questi giorni. Ci manca qualcosina nell’ultima parte dell’accelerazione e sarebbe fondamentale fare una buona partenza: nei primi GP ho sempre faticato un po’ al via, stiamo lavorando per risolvere il problema. Bisognerebbe non far scappare Lorenzo e provare a stargli davanti».
CONCRETO Anche Dovizioso è convinto delle proprie possibilità. «È stata una giornata positiva, le mie sensazioni con la moto sono migliorate, anche in frenata: riesco a tenere un passo costante. Lorenzo sembra avere un altro ritmo, ma possiamo giocarci il podio con il secondo gruppo. In qualifica ero veloce, ma ho fatto un errore all’ultima curva, finendo un po’ largo» svela Andrea, ottimista sul fatto di poter recuperare al via quanto perso in qualifica: qui ci sono parecchi metri dalla partenza alla prima curva e il super motore della Ducati può dare una mano. «Ci mancano un paio di decimi per essere veramente competitivi, ma in partenza possiamo superare qualche avversario. Devo migliorare nell’ultimo settore, quello decisivo, e bisognerebbe impedire a Lorenzo di fare il primo giro in testa: sarebbe la fine, con il passo che ha dimostrato di avere in prova». Dovi è convinto che, come al solito, solo in gara si potrà capire veramente chi potrà gestire al meglio le gomme nel finale.

Venerdì aveva detto che le «FP3 sarebbero state l’ultima spiaggia per risolvere i problemi». Stando al risultato delle qualifiche – 7° a 0”854 dal compagno di squadra, peggior risultato 2016 dopo il 5° posto in Qatar e tre prime file consecutive – sembrerebbe che Valentino Rossi non sia riuscito a trovare la messa a punto che cercava, in difficoltà e ancora troppo lontano dai rivali. La realtà è un po’ differente: Lorenzo a parte, che sembra avere un altro passo sia sul singolo giro sia sulla distanza, Rossi è allineato a Marquez e alle Ducati. Il podio, quindi, non è una chimera, ma una possibilità concreta, seppure tutt’altro che semplice perché, come conferma Valentino, «Partendo dalla terza fila, tutto si complica». Ecco, come spesso in passato, il pilota della Yamaha ha sbagliato nei 15 minuti cruciali, ma il suo ritmo è decisamente migliore del piazzamento ottenuto sullo schieramento.
RAMMARICO «In effetti, con la velocità e il potenziale delle libere, avevo la possibilità di partire più avanti, diciamo tra la terza e la quinta posizione. Purtroppo abbiamo sbagliato strategia e quando Pedrosa mi è caduto davanti, sono stato costretto a rallentare e a rientrare ai box. Tornato in pista, mi sono trovato nel traffico: per la verità, avevo a disposizione un altro tentativo, ma ho commesso un errore nel terzo settore, sono arrivato lungo alla curva 6 e mi è sfuggita la seconda fila» si rammarica Rossi. Parole confermate dai dati: il tempo ideale nei vari settori in qualifica (1’32”476) gli avrebbe consentito di conquistare il 5° tempo. Qualche problema, però, rimane: Lorenzo riesce a essere molto più efficace. «Lui è più forte soprattutto in frenata, ma anche in accelerazione e in rettilineo: dipende tutto dalla messa a punto. Ci sono ancora 2-3 punti dove poter migliorare» spiega, perfettamente conscio che il compagno potrebbe tentare la fuga. Ma Valentino spera di avere ancora tempo per ridurre il distacco. «Lorenzo sta andando forte: sicuramente proverà a scappare. Speriamo che qualcuno riesca a dargli fastidio in partenza, mentre io, dalla terza fila, avrò altri problemi. C’è comunque la possibilità di fare una buona gara, ma dobbiamo fare un passo avanti nel warm up, recuperare un paio di decimi». Certo, c’è differenza rispetto a Jerez, dove Rossi era stato competitivo dal primo turno.
INSEGUIMENTO Qui, al contrario, fino ad adesso è sempre stato costretto a inseguire. «In Spagna avevamo fatto delle mosse coraggiose e le avevamo azzeccate, stavolta abbiamo fatto degli errori e perso tempo. Purtroppo, in MotoGP non ti aspetta nessuno: lo svantaggio che accumuli nella prima giornata te lo porti dietro, anche se io sono quello che ha migliorato di più rispetto a venerdì. C’è ancora la possibilità di fare una buona gara» chiude provando a essere ottimista. Non ci sono più le stagioni di una volta. Vale per il meteo, ma anche per il mercato piloti, infiammatosi in Qatar con il rinnovo di Valentino Rossi con la Yamaha. Partita la giostra, ecco Lorenzo salire sul carrozzone Ducati e il tormentone su chi occuperà la M1 di Jorge (Vinales o Pedrosa?) e su chi tra i due Andrea, Iannone e Dovizioso, sopravvivrà in Ducati. Ieri El Pais ha dato per certo
Dani a Iwata («Non rispondo, oggi è sabato, domani domenica e penso alla gara» la difesa affannata dello spagnolo), anche se molti indizi fanno pensare che sarà Maverick a correre con Vale, abbandonando la Suzuki. «Pochi piloti in MotoGP non si taglierebbero il mignolino per avere una Yamaha ufficiale» la battuta di Rossi, mentre per Vinales parla il manager Paco Sanchez: «A Jerez abbiamo trovato un accordo economico sia con Suzuki sia con Yamaha. Quella che Maverick farà forse dopo la gara, sicuramente
entro il Mugello, è una scelta di cuore». Lo pensa anche Davide Brivio, team manager Suzuki: «Noi abbiamo fatto il possibile, abbiamo migliorato la moto ma il tempo ci gioca contro. Lui deve solo crederci».
E LA ROSSA… Entro il Mugello si attende anche la scelta Ducati. «Presto inizieremo a parlare coi piloti » promette il d.g. Gigi Dall’Igna, ma l’impressione è che le azioni di Iannone, che piace a Suzuki e Aprilia, siano cresciute. Dovi, nel frattempo, oltre che con la Ktm, ha iniziato
a parlare con la Honda per sostituire Pedrosa e con la Suzuki.
CRISI FENATI Rossi intanto deve preoccuparsi anche della sua squadra in Moto3. Perché, dopo sole 5 gare, nel team targato Sky è esploso il caso Romano Fenati, tentato di cambiare strada a fine stagione, nonostante già a Misano sia stato annunciato come il pilota della VR46 nella Moto2. Alla 5a stagione in Moto3, Fenati ha finora deluso molte attese. Il talento non si discute, ma i limiti caratteriali sono emersi. Nel creare la VR46 Riders Academy, Valentino gli ha riservato un ruolo importante, eppure di tutto il gruppo, Romano, è quello che si è integrato di meno. Se Pecco Bagnaia si sottopone a lunghi viaggi in treno da Torino per allenarsi, Fenati fatica ad adeguarsi alla disciplina. La Ktm lo ha invitato dopo Jerez a provare e lui si è rifiutato, mentre Idalio Gavira (tecnico di pista dell’Academy) gli dà consigli che fatica ad accettare. In più, ecco Bulega: le scintille tra i due sono scoppiate in Qatar e vedere Nicolò diventare la stellina del team è qualcosa che Fenati non sopporta. Tanto da farlo pensare a un incredibile divorzio.

Aveva bisogno solo di un poco di grip, Jorge Lorenzo. La Mi- chelin glielo ha dato con una nuova gomma chiamata a risolvere i problemi lamentati nel Gran Premio di Spagna – un marcato pattinamento in accelerazione – e lui ha rifilato mezzo secondo al… secondo. Non uno qualsiasi: Marc Mar- quez. Dopodiché ha osservato: «la Michelin ha veramente fatto un gran lavoro, non siamo tornati al livello di aderenza del Qatar, ma ne abbiamo recuperata un buon 40%. Ho visto che con la 47 (la sigla della nuova copertura francese ndr) è migliorata molto anche la Ducati…». Ci stà, visto che sarà la moto che guiderà il prossimo anno. Con la pole di ieri, la seconda dell’anno, “Giorgio” – come lo chiama Gigi Dall’Igna – ha messo una seria ipoteca sul
«Abbiamo capito tardi che la nuova gomma aveva risolto i problemi di aderenza: è dura»
Gran Premio di Francia, con tanto di nuovo record della pista. «Devo solo partire bene, ma soprattutto non sbagliare. L’importante sarà non cadere perché una cosa è la gara, un’altra le prove».
VICINI. La puntualizzazione non è peregrina. Al di là del vistoso distacco inflitto agli avversari in qualifica, infatti, il passo dei piloti delle prime due file è molto vicino e poiché a Le Mans la partenza è parecchio distante dalla prima curva, il velocissimo curvone Dunlop, il gruppone si ricompatterà in tempo per l’ingresso nella prima esse. In quel punto vedremo i primi sorpassi, nonostante Marquez si sia lamentato che il proliferare delle ali li renda più difficili a causa della perdita di deportanza nelle scie. Una teoria confutata non solo dal veloce Iannone, capace di portare la pluripin- nata Desmosedici in prima fila con il terzo tempo nonostante una scivolata, ma anche da Valentino Rossi che causa traffico
e strategie sbagliate si ritroverà oggi a partire dalla terza fila con il settimo tempo. «Sapete che gli spoiler non mi piacciono, ma non hanno alcuna influenza sui sorpassi – ha pre- cisaro Rossi -. Piuttosto sono le Michelin, e le nuove regole sul controllo di trazione che costringono a guidare in modo diverso, a renderli più difficili. E pensare che quando il regolamento è stato modificato si voleva al contrario renderli più facili»,
PREOCCUPAZIONE. L’inferno, si dice, è lastricato di buone intenzioni. «La posizione sullo schieramento non riflette il mio potenziale – ha continuato Vale – sarei potuto stare tra il 3° ed il 5° posto, ma come a Jerez abbiamo fatto mosse coraggiose ed è andato tutto bene, qui è stato il contrario. Venerdì scorso ci siamo concentrati sull’elettronica per recuperare aderenza, per poi capire che il nuovo pneumatico aveva risolto il problema. Servirebbe una bella partenza, ma quando scatti dalla terza fila diventa tutto più complicato: il podio sarebbe già un buon obiettivo». E’ preoccupato il nostro: sa che dovrà contare sui suoi avversari per cercare di frenare il solito tentativo di fuga di Giorgio. «Spero che qualcuno lì davanti possa dargli fastidio nei primi giri. Io avrò altri problemi partendo così indietro». Oltre a Marquez e Iannone, Vale pensa a Pol Espargarò, AndreaDovizio- so e Bradley Smith. «Tre alleati all’inizio della gara, ma anche tre avversari da saltare il prima possibile. Il rischio è quello di perdere il treno».
IL RITORNO. Non ci sarà solo la rimonta di Rossi, comunque, da tenere d’occhio. Osservati speciali nel Gran Premio di Francia saranno anche Mave- rick Vinales, sempre in bilico fra Suzuki e Yamaha, che scatterà al fianco di Vale ed il nostro Danilo Petrucci che dopo lo stop forzato per la frattura alla mano destra che lo tiene lontano dalle gare dall’inizio del campionato è rientrato con un ottimo decimo tempo e sogna la pioggia, nonostante il meteo di LeMans per oggi preveda solo nuvole diffuse

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.