Streaming Gratis MotoGp Argentina diretta live Tv Rojadirecta 3 aprile 2016

E’ prossima ormai l’apertura della nuova stagione di MotoGP, che potrebbe vedere la continuazione della rivalità iniziata l’anno scorso. E così mentre i piloti riscaldano i loro motori, le persone cercano un modo per seguirne le gare. Certo, sarà possibile seguirle in modo classico via Tv , ma se non avrete a disposizione la TV, nessun problema! Potete sempre usare il vostro PC o il vostro tablet, e vedere le gare in diretta utilizzando la modalità streaming presente in rete.

Per farlo basta saper utilizzare a livello basilare i vostri dispositivi elettronici, e, conoscendo i giusti siti, godersi le gare mozzafiato in streaming dal vostro smartphone è un gioco da bambini.

Ecco qua dunque qualche sito per guardare MotoGP in streaming.
La prima, e sicuramente la più interessante opzione, è dedicata a TVdream. Questo ha una tecnologia che permette di seguire le gare in tempo reale, peer to peer. Come per quanto riguarda una normale TV, da la possibilità di vedere i tempi, e per alcune gare permette anche di seguire l’intero processo dalle prove libere, passando per i warm up e le qualifiche, fino alla gara stessa. La seconda opzione a costo zero è myp2p. Un sito web semplice da capire e utilizzare, che ci offre gratuitamente la possibilità di vedere i piloti nei box e farci seguire la gara. La terza opzione si chiama coolstreaming, ed è un aggregatore per la Tv online. Questo raggruppa in diverse categorie molti programmi, e tra di essi anche la Moto GP.

La quarta, e la più famosa opzione, è rappresentata da RojaDirecta. E’ un sito spagnolo che permette di vedere in streaming tutti gli sport, tra i quali ovviamente la MotoGP. Accedendo alla pagina principale del sito è possibile scegliere la lingua di commento tra le moltissime disponibili, scegliere la qualità del video e gustarsi la gara in diretta.
Tra tutte le opzioni possibili, possiamo trovare anche la livetv. Qui è possibile trovare tutti gli avvenimenti della MotoGP e selezionarli da una finestra che visualizza gli eventi in live.
I siti di streaming che danno in onda la MotoGP pertanto non sono pochi e per chi volesse seguire questo sport dallo schermo del proprio PC, c’è soltanto l’imbarazzo della scelta. Magari con una bella pizza e tanto spirito sportivo.

Ma risolto un problema ne arriva subito un altro: con più grip e tanto caldo vanno in crisi le nuove gomme Michelin e a metà dell’ultima sessione delle prove libere, quella che anticipa le qualifiche, si disfa in pieno curvone (la sesta piega del circuito argentino) la posteriore della Ducati Pramac di Scott Redding, che con grande abilità e fortuna riesce a compiere il miracolo di non decollare. In compenso prende una frustata su un fianco da un pezzo di battistrada che si stacca. Nel paddock si rivive il dramma sfiorato da Baz nei test a Sepang. «Il primo incidente poteva essere una casualità, il secondo no. Serve un’analisi approfondita e risposte certe» dice Davide Tardozzi, il team manager Ducati. Bandiera rossa, si riparte con i tecnici Michelin che “suggeriscono” di non usare le morbide, ma tutti sono in pista con quelle. Altra sospensione a 4 minuti dalla fine. «Preferisco lo stop per capire cosa è successo, specie in vista della gara» dice Loris Capirossi, rappresentante per la sicurezza. Discussioni, ripresa e Lorenzo va in terra. Nicolas Goubert, capo della Michelin, prende tempo: «Dobbiamo analizzare le gomme, non posso dire nulla. Ma per la gara abbiamo altre soluzioni, non siamo preoccupati». I piloti sì. «Michelin deve lavorare tantissimo per ridarci tranquillità» sibila il maiorchino. 

Si arriva così, alle qualifiche. «Ci sono pochi giri, non c’è pericolo» dicono dalla Michelin. Si fa finta di nulla. Marquez spara subito il tempone, Valentino e Lorenzo scelgono i tre tentativi per rispondere. Faticano all’inizio, poi si avvicinano progressivamente. Specie Rossi, che s’arrampica fino alla seconda casella della griglia a 3 decimi da Marc, 2 meglio del compagno però. Una prima fila di nemici, con tutto nato un anno fa qui con lo scontro tra Vale e Marquez. Il primo scattò dall’8ª casella e rimontò il secondo, partito in pole. Stavolta sono lì, attaccati. «La prima fila è meglio, ma non è una posizione comoda scattare in mezzo a Marquez e Lorenzo e davanti a un gruppo di scalmanati… L’importante è fare una bella partenza» sorride sornione Rossi. 

La vera arma, come l’anno scorso (anche se la differenza tra le allora Bridgestone e le attuali Michelin è enorme), è la possibilità che il Dottore possa sfruttare le gomme dure, specie se le Michelin, come sembra ritirerà le morbide. «Sulla Yamaha funzionano meglio, ma io ho provato anche le dure e non è andata male…» mette lì Rossi. «Io ci ho fatto solo un giro, vedremo» ammette Marquez, che per tutti (Vale compreso) è il favorito (si vede dal sorriso), ma che potrebbe dover gestire una questione tecnica nuova. Oltre alle due cadute (identiche, d’anteriore) collezionate ieri alla curva uno. «Ho spinto un po’ troppo… La verità è che noi della Honda facciamo ancora fatica e devo spingere molto» spiega. 

Per terra nello stesso punto, proprio all’ultima ripresa delle ultime libere, c’è finito anche Lorenzo, che un po’ ha pagato nelle qualifiche. «Avevo una moto sola, ho dovuto usare la stessa anteriore per sette giri. La prima fila va benissimo» dice il maiorchino, che però ci regala anche la chiave di lettura per la gara. «Si corresse di mattina, con meno caldo, andrei forte come Marquez. Al pomeriggio invece esce Valentino». 

E’ il GP delle verità. Per la Michelin, per il Mondiale e quei tre che scattano ruota a ruota. Non perdetevelo. 

Marc Marquez a sinistra, Jorge Lorenzo a destra e in mezzo lui, Valentino Rossi. Nel giorno in cui il cedimento della Michelin posteriore della Ducati di Scott Redding fa esplodere un altro caso gomme, la qualifica regala una prima fila stellare, coi tre grandi litiganti degli ultimi mesi separati da pochi metri, per un spegnete le luci del GP d’Argentina da cardio palma: dalla piazzola della pole di Marquez, alla prima curva, ci sono 260 metri e in un momento dove in palio, oltre ai 25 punti, ci sono soprattutto l’orgoglio di non cedere il potere e la voglia rabbiosa di affermarsi come il maschio alfa del branco, nessuno dei tre campioni sarà disposto a fare sconti.

GRAN RITMO Marquez, che qui un anno fa cadde dopo l’impietosa rimonta di Valentino «Maradona» e lasciò il circuito facendo intendere che quel contatto tra la sua Honda e la Yamaha era dovuto più a una furbata di Rossi con non alla sua incapacità di accontentarsi, proverà a ribadire che nonostante la RC213V non sia più l’arma infallibile dei Mondiali 2013 e 2014, il suo enorme talento gli permette di compensare ogni limite tecnico. Le due cadute di ieri, la prima al mattino in FP3, la seconda, più brutta, nel finale della qualifica, non hanno intaccato la sua sicurezza. Oggi partirà come uomo da battere dopo due giorni dove è sembrato avere qualcosa più di tutti gli altri.

Il quarto posto del Qatar gli aveva fatto piovere addosso qualche critica, come se mancare il podio fosse chissà che disastro, ma il Rossi che ieri in qualifica ha conquistato un ottimo secondo posto, è la conferma che anche quest’anno sarà un osso duro da battere. Era dalla Malesia, 3°, che non partiva in prima fila, ma al di là del tempo ottenuto nel giro veloce, è soprattutto la crescita costante sua e della M1 su una pista con sempre più aderenza a dire che oggi sarà pericoloso. «Serve un altro piccolo passo ma sono competitivo, lotterò per il podio», promette Rossi.

BEFFATO Sempre più sotto la luce dei riflettori del mercato, con radio box che un giorno lo dà in Ducati e quello successivo lo fa restare in Yamaha, Lorenzo era pronto a venire battuto da Marquez, ma non si aspettava la beffa di Valentino. La mossa di tentare tre gomme morbide, stavolta non ha funzionato. «Ma Marquez non è lontano» pronostica Jorge. Che oggi difficilmente riuscirà a imprimere alla gara il suo marchio di fabbrica, una fuga iniziale e gara solitaria. «Marc è quello che sembra messo meglio, poi c’è Valentino e poi ci siamo io, Pedrosa, Iannone e  Lorenzo. Sarà una gara incerta», si sbilancia Andrea Dovizioso, 5° tra Pedrosa e Iannone. Come le Yamaha, col miglioramento dell’aderenza anche le Ducati sono cresciute e oggi puntano il podio. «Ma siamo tutti al limite», sintetizza Iannone.

GOMME La Michelin, dopo che ieri in FP4 il battistrada della gomma posteriore morbida di Redding si è disintegrato, ha deciso di ritirare i due tipi di gomme posteriori per sostituirle con una di costruzione diversa, sempre di mescola morbida. L’inconveniente capitato all’inglese, in piedi per miracolo, ha fatto interrompere le prove, che poi sono state riprese e quindi interrotte una seconda volta per ragioni di sicurezza su impulso di Loris Capirossi, prima che i tecnici francesi autorizzassero la mescola più morbida per le qualifiche. «Non è lo stesso problema sofferto da Baz in Malesia, la costruzione è rimasta intera, non c’è stato un calo di pressione», assicura Pietro Taramasso della Michelin. «Seguivo Redding, la gomma mi è esplosa davanti e non è stato simpatico. Bisogna risolvere questa cosa, non si può correre con questa incertezza», esige però il Dovi.

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