Streaming Gratis MotoGP, GP Mugello 2016 dove vedere in tv e in diretta Live Tv

42884-valentino-rossi-al-mugelloIl «rosicamento» dei rivali, per dirla alla Valentino Rossi, gli ha dato gusto. Anzi doppio. Perché nel giorno in cui il Mugello — pardon il Mugiallo, come da casco speciale realizzato da Aldo Drudi per il GP d’Italia — vede Valentino tornare in po- le dopo 8 anni, le accuse di Jorge Lorenzo («Quanto successo tra Rossi e Vinales è difficile sia una coincidenza, è come copiare gli appunti a scuola durante un esame») e Marc Marquez («Sembra che Valentino e Maverick si parlino e facciano una strategia») sull’aiuto decisivo fornito dal pilota Suzuki, caricano ancor più il nove volte campione del mondo. Che poi, ciliegina sulla torta di una giornata che sarà impossibile dimenticare, alla consegna dell’orologio destinato al poleman, si trova a ricevere il premio dalle mani di Eleonora Pedron, l’ex compagna del nemico che fu Max Biaggi. Tra i
due grandi sorrisi e scambi di complimenti («È un piacere vederla, è sempre bella, sono fortunato», dice Vale. «A me lui piace tantissimo, ogni volta che vengo a un GP vince, magari torno a Valencia», ammicca l’ex Miss Italia), mentre, come un Pierino nella foto di classe, Andrea Iannone alle loro spalle mima con le mani un cuore. Se mai dovesse venire fuori che Biaggi, seduto davanti al televisore, aspettando la pole dell’amico Jorge (che ha firmato da poco un accordo proprio con la marca di orologi), abbia tirato uno zoccolo contro lo schermo, non ci sarebbe da stupirsi.
AMMISSIONE Era dal 2008, l’anno della nona e ultima vittoria su questa pista, che Valentino qui non scattava dalla pole. E fu anche l’ultima volta che a Rossi riuscì di qualificarsi in prima fila. «Ammetto di essere stato fortunato a sfruttare la scia di Maverick, che forse è arrabbiato perché sennò in pole ci sarebbe stato lui», riconosce Rossi. Autore comunque di un percorso in crescita che dopo un giro fantastico lo ha portato a conquistare la seconda partenza davanti a tutti in tre gare: con quale cavalcata trionfale finì un mese fa a Jerez, casa di Lorenzo e Marquez, se lo ricordano tutti.
MILLESIMI Una pole forse neppure immaginata e per questo ancor più bella, perché oltre a Lorenzo, che da queste parti è sempre andato fortissimo — 4 vittorie gli ultimi 5 anni, mai peggio di secondo dal 2009 a oggi, 1 pole e 6 partenze
in prima fila —, Valentino sul giro secco temeva la potenza di fuoco Ducati. Invece alla fine Iannone, il migliore di Borgo Panigale e poleman un anno fa, si è dovuto accontentare di chiudere la prima fila, beffato per soli 9 millesimi anche da Vinales, al quale l’aver trainato Rossi è «costata» per 94 millesimi la prima pole in MotoGP. «La squadra ha fatto un gran lavoro — ha detto Ma- verick —. In gara però sarà dura, la Ducati va molto forte e siamo in tanti vicini. Io alleato di Rossi? Sono entrato tardi in pista solo per evitare il traffico e lui ha fatto lo stesso. Tutto qui».
STRATEGIA Di Iannone, al quale l’ufficializzazione del divorzio dalla Ducati sembra aver dato ulteriore carica, non si è invece capita la strategia nei 15’ della pole. Perché dopo avere girato nelle libere a un ritmo impossibile per tutti, in qualifica anziché andarsene per la sua strada a caccia del colpo grosso, in entrambi i tentativi veloci si è piazzato nella scia di Lorenzo. Se la mossa gli sia costata la pole, è impossibile saperlo, sicuramente ha irritato i vertici della rossa. Peggio ha fatto Andrea Dovizioso, fuori dai 10 dopo i tre turni di libere, che incredibilmente non è
passato attraverso le forche caudine della Q1, primo degli esclusi alle spalle di Scott Red- ding e Aleix Espargaro, con un tempo che in Q2 gli sarebbe valso la seconda fila. Oggi scatterà 13o, ultimo di un quintetto di Desmo (Petrucci 9o, Redding 10o, Pirro 11o e Hernandez 12o) in una gara infuocata.
BATTAGLIA Perché lì davanti i primi hanno dimostrato di avere un passo simile che molto difficilmente permetterà la fuga. Vale è uscito dalle difficoltà del venerdì crescendo a ogni turno; Vinales ha dimostrato che il podio di Le Mans suo e della Suzuki non sarà un caso isolato; Iannone può contare su una velocità paurosa (per lui 349,6 km/h sul rettilineo, con le 8 Ducati davanti a tutti); Lorenzo proverà a cercare nella telemetria quella fiducia perduta che lo ha fatto retrocedere al 5° posto; Marquez tenterà di guidare ancora sopra ai problemi di una Honda che continua a mostrare grossi limiti in tutti i settori: motore, telaio ed elettronica. Una gara vietata ai cuori deboli con l’ultima impresa di Valentino che ha scatenato la corsa agli ultimi biglietti in un «Mugiallo» che traboccherà passione.

Pole position al Mugello dopo 8 anni e premiazione con «carrambata» di Eleonora Pedron, ex moglie di Max Biaggi, il nemico più… caro. Valentino Rossi è davvero troppo contento per buttarsi in una polemica con Jorge Lorenzo che aveva poco prima definito il gioco di scie con Maverick Vinales «una cosa poco elegante come copiare a un esame» e aveva evocato le teorie complottistiche sull’epilogo 2015 e il presunto biscottone con Marc Marquez. Il Dottore così prima la butta sul ridere: «Vorrà dire che mi daranno la nota sul registro». Poi distingue: «Attenzione, quei fatti lì avvennero in gara a Valencia non in qualifica. Comunque il rosicamento da sempre gusto, è sempre figo». Infine, dà la sua versione: «Sono uscito tardi dai box soltanto perché volevo evitare il traffico e mi sono ritrovato dietro Maverick. Non c’era nulla di pianificato. Ho seguito le traiettorie della sua Suzuki in tranquillità perché sapevo che lui è uno che non chiude mai il gas ed è venuto fuori quel tempo fantastico. Ma penso che Vinales non sia stato affatto contento di avermi portato davanti a tutti: oggi era lui il più forte, io ho solo preso il suo treno». E Maio Meregalli, direttore sportivo Yamaha, non a caso parla nel box di «maniera intelligente di correre» da parte del pesarese che dovrebbe consentirgli di stare fuori dalla bagarre «in una pista sulla quale è difficilissimo sorpassare».
ATTESA Rossi sa anche che oggi sarà atteso all’impresa da una marea di tifosi: «Speriamo che in gara ci siano le stesse condizioni, che le Moto2 ci lascino un asfalto buono. Durante le qualifiche c’era il sole, la pista era fantastica. Era proprio il… Mugiallo (riferimento al casco speciale creato da Aldo Drudi; n.d.r.), con tutta quella gente sulle colline. Certo partire in pole è importante perché questa è la pista preferita di Lorenzo e perché qui nei primi giri bisogna stare davanti per trovare il ritmo, anche se la scelta della gomma posteriore morbida renderà il finale della gara imprevedibile un po’ a tutti. Sono comunque ottimista perché negli anni scorsi le mie qualifiche che sono sempre state tribolate, mentre questa volta avevo un buon passo e sentivo un gran feeling con la moto». Sul teorema che vede in questa stagione l’autore del miglior tempo vincitore del GP, il pesarese ha però dei dubbi: «Guardate che anche l’anno scorso, col vecchio fornitore, partire col miglior tempo era importante. Anche se mi è successo a Jerez, per me questa cosa è del tutto casuale e, comunque, non ci farei affidamento perché poi mi fanno il c…o e si prendono delusioni».
SCUOLA In realtà quella di ieri è stata una giornata magica per
tutto la banda di Tavullia con la pole di Romano Fenati e la prima fila di Andrea Migno (ambedue del VR46-Sky Racing team) in Moto3, il terzo tempo di Lorenzo Baldassarri (Kalex) in Moto2. «Sono veramente orgoglioso, non mi aspettavo un affollamento di gente dell’Academy nelle prime file. Negli ultimi giorni siamo stati tanto insieme ad allenarci e parlare è inevitabilmente è salita la pressione, una brutta bestia in genere da gestire, ma finora è andata bene».

La grande domanda è: perché il pilota più veloce del weekend, in grado di far segnare temponi senza aiutini, ha deciso di giocarsi le chance di pole — sarebbe stata la seconda in carriera — mettendosi in scia a Lorenzo per tutti e due
i tentativi? Andrea Iannone esclude una volontà di innervosire il più accreditato candidato all’accoppiata pole-vittoria («non sono così dispettoso») e proprio come Rossi invoca il fato: «Volevo uscire prestissimo, ma siccome Jorge è sempre il primo a farlo, mi sono ritrovato dietro. La mia tattica era quella di fare un giro e fermarmi a cambiare gomma, idem lui e cosi…».
SERENO Il pilota di Vasto non pare però particolarmente turbato dall’aver mancato l’appuntamento con la prima piazzola: «Anche se l’anno scorso il risultato è stato migliore, parados-
salmente mi sento più tranquillo perché mi aspettavo di fare fatica sul giro secco con la moto che scivola davanti e con lo sterzo che tende a chiudersi quando cerco la velocità in curva. Mi sono preso qualche rischio quando ho provato a forzare e non avevo il potenziale di Vinales e Rossi. Stupito della pole? No, perché Vale è Vale». Per la gara Andrea però è ottimista: «Il passo è buono e nelle FP4 nonostante temperature molto alte la moto aveva un comportamento ottimo». E sembra archiviata anche l’amarezza per il «taglio» da parte della Ducati: «Ci siamo visti con l’a.d. Claudio Domenicali (alla consegna di una targa della Federmoto per i 90 anni dell’azienda; n.d.r.). Non accadeva da un po’. Cosa ci siamo detti? L’ho ringraziato per la fiducia in questi anni e lui
mi ha augurato il meglio per il futuro».
MALE Non è stato un gran weekend finora quello del vincitore del derby per il posto 2017 accanto a Lorenzo. I problemi di rigidità al collo hanno compromesso la prestazione, tanto che Andrea Dovizioso ha mancato la Q2. «Anche se non ho più dolore, al mattino non sono riuscito a trovare il feeling e il fatto di non entrare nei primi 10 ha complicato le cose. Però in FP4 abbiamo fatto un gran passo in avanti e il tempo in Q1 con la gomma morbida mi avrebbe garantito la seconda fila. Parto 13o perché manca all’appello un turno di prove, altrimenti avrei tutto per stare coi primi». E sono saltati anche i piani di Michele Pirro, la wild card che dopo un bellissimo venerdì si è dovuta arrendere a un guasto agli scarichi della sua Desmosedici: «Sono dovuto rientrare subito, ho cambiato moto ma mi sono reso conto di avere sensazioni diverse. Peccato, ho perso la possibilità di girare con gomme nuove». Il pilota di San Giovanni Rotondo ha perso anche il primo atto del derby dei poliziotti con Danilo Petrucci (Pramac) che però lamenta ancora guai fisici («non ho preso antidolorifici, quindi alla fine mi mancava la forza»), si lamenta per un giochetto di Iannone («si è lanciato per un giro insieme a me e poi ha subito mollato, boh»), ma alla fine è contento: «Il mio miglior tempo fatto al Mugello. A momenti la terza fila ci sta stretta». Te lo aspetti indiavolato per essere stato seguito da Andrea Iannone in qualifica, invece Jorge Lorenzo è indispettito soprattutto per la «collaborazione» tra Valentino Rossi e Maverick Vinales, con Valentino che prima ha «tirato» Maverick e poi ha conquistato la pole grazie al traino del futuro compagno di squadra. «Dietro a Vina- les, Rossi è migliorato di un secondo: è come copiare a scuola, io non lo farò mai, continuerò a fare la mia strada, a cercare di fare il tempo da solo», replica duro a chi gli chiede un commento su quanto accaduto durante le qualifiche. Un episodio assolutamente normale nei 15 minuti decisivi — praticamente in ogni qualifica si assiste a qualcosa del genere — viene invece interpretato e giudicato da Lorenzo come un qualcosa studiato a tavolino.
LEGITTIMO Il campione della Yamaha ci tiene a sottolineare più volte «che è tutto regolare, non viene infranto il regolamento, si può fare», ma il suo giudizio è comunque molto pesante. «Io corro per me stesso, loro non lo so: se è una coincidenza, allora è ripetitiva, perché è già accaduto altre volte durante la stagione. Vinales ha sempre ammirato molto Rossi e Valentino ha spesso migliorato il suo tempo, seguendo Ma- verick: è una buona strategia». Dice esattamente così: «E’ una buona strategia», come se l’aiuto che si sono dati i due in qualifica sia stato studiato a tavolino. E’ logico che non è così, ma Lorenzo, evidentemente, la pensa diversamente. «Ripeto, è tutto legittimo, ma è strano che venga fatto tra due piloti di squadre diverse», chiosa Lorenzo, accusato da Rossi alla fine della scorsa stagione di aver fatto un «biscotto» con Mar- quez. «La teoria del biscotto è di Valentino dopo una gara nella quale io ero stato in testa dal primo all’ultimo giro. Non credo che qui ci possa essere un accordo tra Rossi e Vinales, ognuno vorrà vincere».
SECONDA FILA Dopo le ottime prestazioni di venerdì, sembrava scontata quanto meno la prima fila per Lorenzo, che invece si deve accontentare della quinta posizione. «Venerdì eravamo partiti con lo stesso assetto di Le Mans, con il quale mi ero trovato molto bene. Poi, però, nelle FP3 i rivali hanno migliorato tanto e io no: così, per le FP4 abbiamo deciso di modificare la messa a punto per rendere più stabile la moto, soprattutto in frenata, ma non ha funzionato. Se miglioriamo durante il warm up, siamo pronti per una gara d’attacco, se non ce la facciamo siamo comunque pronti per giocarcela con Rossi, Vinales, Iannone e Marquez».
INSEGUIMENTO Anche al pilota della Honda viene chiesto un commento su quanto accaduto in qualifica tra Rossi e Vinales. «Ognuno fa la sua strategia, io cerco di fare sempre la mia strada da solo», taglia corto Marquez, riconoscendo che Valentino è molto competitivo. «Lui, Vinales, Ian- none e Lorenzo hanno un buon ritmo: il mio obiettivo, pensando al campionato, è provare di finire davanti a Jorge. Le Ducati sono velocissime in rettilineo, ma perdiamo in accelerazione anche rispetto a Yamaha e Suzuki. Continuo ad avere fiducia nella Honda: sono convinto che, prima o poi, arriveremo al livello dei nostri avversari».

Alla fine riesce pure a dare una bottarella, involontaria per carità ma pur sempre tale, a Max Biaggi, che su tutti i siti e i giornali del mondo è costretto a guardare l’ex moglie Eleonora Pedron, bellissima in un tubino bianco a strisce che lasciano molto intravvedere, premiare Valentino Rossi per la pole nel GP d’Italia. E’ la chiusura del cerchio di un sabato del villaggio tricolore delle due ruote che ha di nuovo un solo colore e che, come annuncia il casco speciale (un altro colpo azzeccato dei suoi), trasforma questa pista incastonata tra le colline toscane in Mu…giallo.
E’ una pole importante e significativa come poche volte, forse mai, quella di Valentino. Una pole record (63ª assoluta, riagguantato Jorge Lorenzo), ottenuta non solo nel “posto” giusto (il GP di casa) e nel “momento” giusto (dopo essere tornato in corsa per il titolo con la caduta di Marquez a Le Mans, ma col maiorchino in rampa di lancio da fermare), ma pure nel “modo” giusto, con una strategia che Vale dichiara essere casuale e fortunata (lui per la verità utilizza molto chiaramente la terminologia «una botta di culo»), ma che fa riesumare, stavolta dagli spagnoli (i giornalisti, con Lorenzo a cadere chissà perché nella “trappola”) di Biscottone. Sì, il termine utilizzato proprio da Valentino sei mesi e mezzo fa a Valencia per descrivere l’aiuto dato da Marquez a Lorenzo per vincere il Mondiale che lui aveva in mano dalla prima gara.
Rossi infatti conquista la pole all’ultimo tentativo utile sfruttando la scia di Maverick Vinales, il giovane spagnolo che il prossimo anno sarà il suo compagno di squadra in Yamaha (Lorenzo come si sa ha firmato per la Ducati) e che (dopo aver utilizzato il treno di Valentino nel tentativo precedente) lo affianca in prima fila col secondo tempo di giornata. Una prima fila chiusa da Andrea Iannone, uscito sconfitto come la Ducati dopo aver guardato sempre dall’alto tutti nei precedenti tre turni di prove libere, e dalla quale restano esclusi proprio i rivali per il titolo di allora e adesso Marquez (4° a due decimi e mezzo) e Lorenzo (5° a quasi quattro).
Davvero una giornata perfetta per Valentino, come una sceneggiatura che manco a immaginarla poteva essere scritta in modo così felice ed efficace. Diciamolo pure: diabolica. Con questo infinito Peter Pan a mettere i panni del Jocker, brandendo colpi in pista e ancora più nell’anima, guarda caso nel gran premio caratterizzato alla vigilia dai guardiaspalle (quelli veri e muscoli), il termine utilizzato da Rossi per definire il comportamento dell’ex amico Marquez con Lorenzo.
Il problema è che mentre Marc, confermando di essere maturato (in pista indossa i panni del ragioniere, a parole – come di legge nell’intervista che ha dedicato ieri a Tuttosport – dice di aver voltato pagina), non si mostra come chi è colpito dalla pole ad effetto di Valentino, Jorge invece conferma di patire psicologicamente il quasi ex compagno e va giù duro nella polemica man mano che le domande si susseguono.
«Sì, sembra che Valentino e Vinales si siamo parlati, però non sono sorpreso – afferma Marquez -. Io preferisco guidare da solo, soprattutto in vista della gara, ma alla fine ognuno fa la sua strategia. E onestamente sia Valentino sia Vinales, e pure Iannone che ha seguito Lorenzo, prima delle qualifiche hanno mostrato di avere un buon ritmo girando da soli. Sarà una gara dura, tanti saranno davanti a giocarsela. Spero pure io. L’obiettivo? Fare la mia gara per il Mondiale. Se vincerà Valentino, l’importante sarà stare davanti a Lorenzo».
Il quale invece parte più o meno con i toni e i concetti del connazionale, per poi sgasare. Contro Valentino. «Il gioco di scie tra Rossi e Vinales per me non è una coincidenza. Se lo è, è una coincidenza ripetuta cinque o sei volte… – ironizza Lorenzo -. A me è sembrata una chiara strategia, ma va anche detto che per regolamento sono liberi di farlo. Certo è strano che due piloti di due Case diverse inseguano lo stesso obiettivo aiutandosi, ma va bene così». Poi gli chiedono se non sia un gioco di squadra, ma della Yamaha 2017-2018. «Diciamo che Vinales ha sempre detto di ammirare Valentino… E poi alla fine guardandola dalla parte di Rossi è stata una strategia molto buona: con la scia di Vinales ha abbassato il suo tempo di un secondo. Farlo anch’io? No, io corro sempre per me stesso e farò sempre così. Sfruttare la scia in questo modo è come copiare a scuola, non è elegante». Infine il contagiri della polemica tocca il picco quando un collega spagnolo domanda espressamente se non si possa parlare di Biscottone, come ha fatto Valentino l’anno scorso a Valencia. «E’ una teoria che ha inventato Rossi, quindi è legittimato a farla sua… – risponde il maiorchino -. Io so che a Valencia ho vinto da solo, come il Mondiale che ho meritato. Comunque non credo che Rossi e Vinales abbiamo un piano anche per la gara, ma credo che cercheranno di vincerla entrambi». Pure lui («ho sbagliato strada e sono tornato indietro, se nel warm up riesco a migliorare un po’ posso puntare alla vittoria e pure per distacco» afferma), che come ultimo colpo deve commentare una statistica che parla chiaro: quest’anno chi ha conquistato la pole ha sempre vinto. «Bene, è l’occasione per infrangerla».

Girandola di caschi e livree speciali (bella quella del team Forward di Moto2 con Baldassarri e Marini, il fratello di Rossi) per il GP d’Italia. Il più atteso e riuscito è quello di Valentino, il 15° della serie inaugurata nel 2002, anno del primo di sette successi consecutivi in top class. Semplice ma efficace: tutto giallo con una scritta a caratteri cubitali sulla fronte: MUGIALLO. Sì, perché quest’anno il Mugello è e sarà tutto per il Dottore, atteso a un trionfo (sarebbe il decimo qui) che manca dal 2008. Guarda caso l’anno dell’ultima pole qui prima dell’impresa di ieri e del casco più famoso, quello col suo faccione a bocca aperta. Sulla nuca non potevano mancare gli amati cani Cesare e Cecilia e il gatto, colorati di verde bianco e rosso come il tricolore che Rossi vuole fare sventolare qui.
Omaggio al tricolore anche per Iannone, con la sua grafica (il mirino) ricolorata. Francamente non un granché, come la sua strategia che l’ha penalizzato nelle qualifiche dopo grandiose prove libere. Anche Dovizioso ha sfoderato un casco speciale per travestirsi da Sylvester Stallone. Sulla nuca due cavalli (uno bianco e uno nero, ovvero ragione e follia) che da due anni sono il simbolo del forlivese e che diventano un unica testa di stallone arrabbiato: l’Italian Stallion del primo film di “Rocky Balboa”. Peccato che un problema al collo e il ritardo nel set up abbiano relegato il Dovi in quinta fila (13°). «Qui è difficile superare, ma si può fare una bella gara». Anche sotto gli occhi di Maurizio Arrivabene, ex capo del mega sponsor in comune con la Ferrari e ora team principal a Maranello, e di Fernando Alonso, due anni fa qui come uomo rosso e ora come ospite Honda.

Allora Valentino, come ci si sente ad essere come chi copia a scuola?

(ride) «Sì, ho copiato. Mi daranno una nota, sono preoccupatissimo…».

E che effetto fa sentire i parlare gli spagnoli di Biscottone?

«Dovrebbero avere il pudore di non parlare di biscotti. E’ meglio per tutti, specie per loro, non tirare fuori quello che è successo l’anno scorso. La grande differenza è che allora è successo in gara, qui solo in qualifica…».

Quindi ammette di aver pianificato l’aiutarsi reciprocamente con Viñales?

«No, è stata una casualità. Anzi, una botta di culo. All’ultima uscita me lo sono trovato lì davanti e ho provato a sfruttarlo. Un po’ per capire come guida, un po’ perché so che lui non è uno che quando dà la scia chiude il gas. E poi non credo che Maverick sia contento: senza la sua scia non avrei fatto la pole, ma l’avrebbe ottenuta lui».

Anche Viñales dice che è stato un caso, perché avevate la stessa strategia d’uscita dai box. Marquez e soprattutto Lorenzo non la pensano così. (sorride) E’ più la soddisfazione per averli fatti rosicare o per aver conquistato la pole?

«Diciamo che il loro rosicamento dà gusto, è sempre figo… Però è più la soddisfazione per aver fatto la pole qui, in un Mugello con il sole, davanti a tutta questa gente. E in gara ce ne sarà ancora di più».

Già, il casco Mu…giallo è così semplice ma azzeccatissimo.

«Volevo omaggiare tutti i miei tifosi. Per ora ci sono riuscito…».

Anche uno dei suoi pupilli Fenati, al “palo” in Moto3 davanti a Migno, entrambi del team fatto con Sky e della sua Academy…

«E pure Morbidelli è in prima fila in Moto2, con mio fratello vicino… Sì, sono molto orgoglioso del lavoro che stiamo facendo, di come i ragazzi hanno reagito alla pressione della gara di casa».

E poi lei la pole qui non la centrava da otto anni, dal 2008 della sua ultima vittoria al Mugello…

«Questo tifo, questa gente, ti dà un’adrenalina speciale. E’ tanto tempo che qui prendo la paga, vorrei proprio provare a vincere».

Farà caldo e tutti sono vicini: si aspetta una gara tattica?

«Non credo, tutti proveranno a spingere fortissimo: la partenza e i primi giri saranno fondamentali, poi verrà fuori chi ha più passo, chi ha lavorato meglio nelle prove. A dirla tutta il ritmo migliore ce l’ha Viñales per un pelino. Poi ci siamo io e Iannone, ma anche Marquez e Lorenzo verranno fuori. Molto dipenderà dalle condizioni della pista, che di solito la domenica peggiora».

Preoccupato da Viñales?

«Da un po’… E’ un pilota tosto, mi piace il suo atteggiamento. E poi è del 1995. Io nel 1995 avevo già il mal di schiena…».

Dica la verità: un po’ di sana battaglia psicologia in un Mondiale aiuta…

«I rapporti dall’anno scorso sono cambiati e aver fatto la pole e vinto a Jerez è stato molto importante, come averla ripetuta qui, su una delle piste preferite di Lorenzo… Ma è solo sabato, se in gara Lorenzo mi fa il culo…».

Beh, quest’anno chi è scattato dalla pole ha sempre vinto.

«Eh, speriamo che la statistica continui».

Comunque sia non è stato male farsi premiare da Eleonora Pedron, l’ex compagna del suo ex rivale Biaggi…

(ride) «Già, sono stato fortunato… Mi ha fatto piacere rivederla, è sempre molto bella».

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