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JuvePalermoLasciategli i giovani: Morata, Pogba, Dybala, Sturaro, Zaza, Lemina e Alex Sandro. E lui proverà a vincere la Champions: «Perchè assieme ai miei terribili vecchietti questi ragazzi possono ancora crescere». Massimiliano Allegri ha le idee chiare. Li vuole tutti per ridare l’assalto alla coppa più prestigiosa perchè «il prossimo anno l’Europa diventerà il nostro obiettivo principale». Ed in effetti questi giocatori hanno ancora un largo margine di miglioramento e possono diventare i numeri uno nel loro ruolo. Già quest’anno ci sono andati vicini. Adesso lo scudetto e magari la Coppa Italia, poi partirà la campagna rafforzamento. 

Massimiliano Allegri preferisce evitare di cominciare la prossima stagione con sei-sette elementi nuovi come è successo quest’anno quando ne ha avuti dieci. Infatti ci ha messo un bel po’ prima di mettere le cose a posto. E la sua Juve ha pagato più del dovuto, soprattutto in Italia, prima di ritrovarsi. Questo lavoro di amalgama e affiatamento l’allenatore non lo vuole interrompere. Sa bene che il mercato è imprevedibile e come lui stesso ha ammesso dipende tanto dalla volontà dei giocatori. Su Cuadrado nessuno potrà fare niente mentre per Morata e Pogba la situazione non è facile. Il Real è intenzionato ad esercitare la ricompera mentre l’attaccante pare abbia chiesto garanzie tecniche per restare mentre il francese continua a ricevere proposte stratosferiche. Sui due, comunque, i giochi sono ancora aperti. Beppe Marotta sta lavorando per non dover fare un’altra rivoluzione.

Di sicuro Dybala non si muoverà. L’argentino, infatti, dopo Pogba è il più richiesto. Lo vuole addirittura il Barcellona. Messi sogna di averlo al suo fianco e ha espressamente chiesto ai suoi dirigenti di acquistarlo. I catalani lo hanno richiesto ma il club di corso Galileo Ferraris ha risposto che l’argentino non è in vendita. Per nessuna cifra al mondo. E lui, in più di una circostanza, ha ribadito di voler rimanere a Torino per vincere tutto. Continuando di questo passo tra un paio di stagioni diventerà uno dei più forti giocatori al mondo. Anche da Alex Sandro i bianconeri si aspettano molto: acquistato dal Porto per una cifra importante il brasiliano la prossima stagione comincerà da titolare. Evra gli darà il cambio in caso di necessità. Lemina, Sturaro e Zaza dovrebbero restare. Allegri vorrebbe tenere anche il francese che in questa stagione ha giocato poco ma dimostrato di avere delle grandi qualità. La Juve chiederà al Marsiglia di poterlo tenere ancora per una stagione per poi riscattarlo nel giugno del 2017. Giovani e forti. La Juve li vuole tenere tutti per costruirsi un futuro ancora più importante.

Ma per compiere un ultimo e definitivo salto di qualità ci vuole il contributo dello zoccolo duro, quella vecchia guardia che quest’anno è stata decisiva. Nei momenti difficili ha ricompattato l’ambiente, spronato i giovani, riportato le cose al loro posto. E la Juve ha ripreso a vincere, una partita dopo l’altra senza mai fermarsi sino a riprendersi il primo posto in classifica per poi portarsi a più sei sul Napoli. Una rimonta che ha dell’incredibile. Ecco perchè in casa bianconera si parla di grande impresa, nessuno si aspettava una rincorsa del genere. La partita di oggi contro il Palermo riveste un’importanza particolare. Facile sulla carta ma fondamentale per la volata scudetto. Novanta minuti in cui i bianconeri hanno poco da guadagnare e tanto da perdere. Se vincono è normale amministrazione ma se dovessero perdere apriti cielo: proprio per questo motivo durante la settimana Buffon e i big hanno lavorato duro sulla testa dei compagni più giovani. Ed è proprio questa la forza dei campioni d’Italia. Una compattezza che Massimiliano Allegri vuole mantenere anche per l’anno che verrà. E tra un po’, quando incontrerà a dirigenti, parleranno proprio di questo.

L’Inter ha messo ko il Napoli: meglio di così non poteva andare. Massimiliano Allegri si è goduto il match di San Siro dalla postazione privilegiata del salotto dell’hotel che ospita la Juventus alla vigilia delle partite casalinghe, ma al di là della netta sconfitta dei campani il diktat del condottiero non cambia di una virgola: il discorso scudetto va chiuso nel più breve tempo possibile. Il motivo è presto detto: al 21 maggio mancano 35 giorni e non ci sarebbe ragione per peccare di irresponsabilità. Prima si cancellano le residue velleità del Napoli di rientrare in corsa, prima ci si può concentrare anima e corpo sulla finale di Coppa Italia contro il Milan all’Olimpico. E prima, magari, si potrà godere appieno di un trionfo miracoloso per la dinamica di una stagione talmente stramba da non avere precedenti: nessuna squadra era stata capace di rimontare 11 punti dalla Roma in testa alla classifica dopo 10 turni e poi balzare in testa. La Juventus è riuscita nell’impresa, ora servono gli ultimi ritocchi. 

Il tecnico juventino ama cimentarsi nei calcoli con vista sul tricolore, però alla squadra il messaggio è giunto forte e chiaro: vietato perder tempo nello stilare tabelle, indipendentemente dal risultato di San Siro. Perché sarebbe un atteggiamento tafazzista risparmiarsi nel momento clou della stagione. E dunque occorre vincere tutte le 6 partite che mancano, perché non si può fare affidamento sui “chiari di luna” di una concorrenza comunque distante. La Juventus ha la Coppa Italia quale estremo pensiero, ma verrà il tempo per ponderare il tutto in maniera esclusiva ed approfondita. Adesso conta scavare la voragine aritmeticamente perfetta tra sé e il Napoli. E al tifoso i numeri interessano da morire: dunque, mancano 10 punti alla festa. Se oggi i bianconeri battono il Palermo, intanto, allungano a +9 sugli azzurri. A quel punto mancherebbero 7 punti al gong: in caso di vittorie dei campani contro Bologna e Roma e degli juventini con Lazio e Fiorentina, il 1° maggio basterebbe un pari con il Carpi allo Stadium per stappare lo champagne. Poi è chiaro che alla gente juventina farebbe molto piacere vedere i propri beniamini laurearsi campioni d’Italia al Franchi: si può, nel caso in cui (partendo sempre da un eventuale +9) i bianconeri sbancassero Firenze il 24 aprile e il Napoli non vincesse a Roma il 25. A quel punto (+10 con tre giornate dalla fine) i giochi sarebbero fatti. In caso di arrivo a pari punti in classifica, conterà la differenza reti generale: +41 la Juventus, +37 il Napoli ma con una partita in più, oggi contro il Palermo c’è la possibilità di allungare ancora. 

E il concetto di vincerle tutte non è strettamente collegato a quello dei 94 punti conquistabili nell’arco del campionato: sarebbe la seconda Juventus più forte della storia, subito dietro i 102 della corazzata di Antonio Conte. Ad Allegri simili traguardi non interessano tanto quanto l’opportunità di accaparrarsi lo scudetto numero 34, il quinto consecutivo, per pareggiare la squadra del Quinquennio d’Oro. Conterà la testa, ora come ora, oltre al fisico. La volata riparte dal Palermo: proibito fermarsi, a un passo dal mito.

Da sempre la Juventus segue i giovani più bravi. Intanto ha già preso Rolando Mandragora, 18 anni, centrocampista del Pescara e della Nazionale Under 21. Il ragazzo era di proprietà del Genoa e proprio dalla società rossoblù è stato acquistato a titolo definitivo per 6 milioni più 6 di bonus. Nell’ultimo periodo il suo allenatore Oddo lo ha impiegato da centrale difensivo e il ragazzo ha fatto benissimo, tant’è che il Pescara si è rimesso a vincere ed è tornato nelle zone nobili dei playoff. Di sicuro Mandragora sarà convocato per il ritiro precampionato di Vinovo dopodiché i bianconeri decideranno se inserirlo subito in prima squadra oppure se girarlo in prestito a qualche club amico di serie A. Il Sassuolo si è già fatto sotto. Allegri però lo vuole studiare con calma perché un giovane con le sue caratteristiche può crescere restando con i bianconeri. Il discorso verrà approfondito in seguito con molta calma. 

 A Pescara è ormai Lapadula-mania. Tutti stravedono per lui, l’ultimo gol su rovesciata è stato addirittura eccezionale. In questo campionato ha raggiunto quota 22 gol ed è corteggiato da tutti i più grandi club. E sono venuti a vederlo anche osservatori del Leicester. Non è più giovanissimo con i suoi 26 anni, ma ha ancora un largo margine di miglioramento. Genoa e Napoli lo stanno seguendo da tempo. Anche la Juve lo sta valutando. Se continuerà di questo passo il club di corso Galileo Ferraris potrebbe farci un pensiero importante. Magari girarlo in serie A per poi richiamarlo la stagione successiva. E sempre in serie B, Fabio Paratici ed i suoi più stretti collaboratori continuano a monitorare le prestazioni di Stefano Sensi, 20 anni, centrocampista del Cesena. Giovanissimo e dal futuro importante. Juventus e Sassuolo, come hanno fatto per diversi giocatori, potrebbero gestirlo assieme. Quindi in Emilia la prossima stagione con vista Torino. Questo è il meglio che in questo momento sta offrendo la serie B e la Juve è pronta ad approfittarne. Intanto si è già presa Mandragora, forse il più bravo in prospettiva Juventus. Che può fare sia il difensore centrale sia il centrocampista. Non male, vero? E ha solo 18 anni.

Max Allegri, come da consuetudine, prenderà una decisione a poche ore dall’inizio della partita dopo una valutazione generale del gruppo in mattinata. Nel frattempo la notte avrà portato consiglio e i dubbi in attacco saranno fugati. Certo, ritrovare Paulo Dybala tra i convocati è già di per sé un’ottima notizia: calendario alla mano, l’argentino non vede il campo da un mese, praticamente. Per la precisione dal derby della Mole datato 20 marzo e quindi dal giorno in cui ha sentito il muscolo tirare e si è fermato precauzionalmente. Da allora ha saltato gli impegni in nazionale e anche due partite di campionato. Vero, la Juventus non ne ha risentito in maniera pesante nei risultati, considerato che sono arrivate due vittorie per una squadra che ha ritrovato i gol di Mario Mandzukic (oggi in campo con maschera protettiva). Ma riabbracciare la Joya permette ad Allegri di avere la possibilità di rilanciare la coppia (teoricamente) titolare. In effetti le sensazioni della vigilia portano a pensare che il tecnico livornese opti per il rilancio del tandem composto da Dybala (che non segna dal Sassuolo e quindi da metà marzo) e dal centravanti croato, tuttavia la decisione finale di questa mattina sarà condizionata da diversi fattori, pure dalle esigenze di un calendario che impone tre impegni in una settimana: mercoledì allo Stadium arriva la Lazio e poi c’è la delicata trasferta di Firenze per i bianconeri con un pezzo di scudetto in ballo. Anche tali aspetti possono modificare le scelte definitive, senza dimenticare che – nel caso di Mandzukic-Dybala come coppia d’attacco titolare – a rimanere fuori sarebbe Alvaro Morata. Non una novità nella stagione dello spagnolo, il quale resta in ballottaggio aperto però nella posizione di outsider per il ruolo da titolare. 

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