Roma – Inter due tecnici che si sfidano dopo 8 anni live Tv diretta Streaming Gratis Rojadirecta (Serie A ora e Info – Mediaset e Sky)

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Mancini e Spalletti tornano a duellare in una partitissima sulle panchine di Inter e Roma. Nella seconda metà dello scorso decennio i due tecnici si giocavano lo scudetto, una sfida sempre finita a favore del nerazzurro. Il giallorosso si prese due rivincite consecutive in Coppa Italia (2007 e 2008). Adesso l’obiettivo è meno ambizioso – il 3° posto – ma ugualmente e forse perfino più vitale per il futuro dei propri club. Perché garantirebbe l’accesso ai preliminari di quella Champions che porta risorse fresche. E poi resta il sapore decisivo di 90’ impossibili da fallire. Con una statistica che sa di spareggio: finora sono stati 13 i precedenti tra Mancini e Spalletti alla guida di Inter e Roma. Bilancio: 5 successi a testa e 3 pareggi. Chi vince sabato sera all’Olimpico passa in testa.

Probabilmente è stata soltanto una battuta uscita male. Oppure, come trapela da Trigoria, un modo per stuzzicare alla vigilia Mancini che aveva provato a mettere pressione alla Roma indicandola più volta tra le favoritissime per lo scudetto. Quale fosse l’intento ieri di Spalletti, lo conosce soltanto il diretto interessato. Di certo, le sue parole su Erick Thohir non sono state gradite dall’Inter che però ha deciso di non commentare ufficialmente per smorzare sul nascere ogni polemica: «Questa partita è fondamentale per noi. Dobbiamo arrivare assolutamente in fondo a questa posizione. Ci sono due squadre fortissime che sono lì e se lo vogliono prendere, noi dobbiamo difenderlo e magari guardare a qualcos’altro. Ci garbano le pressioni, anzi ce le prendiamo da soli. Vogliamo arrivare più in là. Probabilmente c’è chi si accontenta e pensa di essere in linea con gli obiettivi pur essendo quinti in classifica. Loro dovevano vincere lo scudetto, Thohir mi sembra contento invece quando gli dicono che è quinto in classifica…».

A pensarci bene, da quando è tornato, è il primo passo falso che commette a livello di dichiarazioni. Perché la battuta ci sta, quale sia stato l’intento. Un po’ meno la riflessione su chi doveva vincere lo scudetto. A fine agosto infatti se c’era una squadra tra Roma e Inter che aveva come ambizione di vincere il campionato e si poneva come la principale antagonista alla Juventus, non erano certamente i nerazzurri ma i giallorossi. Che ora invece nonostante l’ottimo lavoro profuso dal tecnico toscano e le 8 vittorie consecutive si trovano (ancora) a rincorrere la seconda piazza del Napoli, distante 5 punti.

E arrivare secondi o terzi fa tutta la differenza del mondo. Perché non classificarsi tra le prime due in campionato, significa essere costretti a passare per gli spareggi di Champions ad agosto, con tutte le incognite del caso. A partire dalla preparazione della stagione e passando per le rivali. In caso di un sorteggio sfortunato e prendendo in considerazione le classifiche degli altri campionati in questo momento, alla terza italiana potrebbe capitare una tra Manchester City, Villareal, Porto, Olympiacos, Ajax, Hertha Berlino e Nizza (anche se il Lione, in rimonta, è ormai tornato a -1). Non una passeggiata di piacere.

Non vuol dare nessuna indicazione. Né in conferenza né, tantomeno, nell’allenamento del venerdì. Trigoria, seppur diventata con il passare del tempo un bunker, gode però ancora di mille spifferi. E allora, ieri, Spalletti ha provato un po’ di tutto: 4-3-1-2, 4-2-3-1, tridente leggero, tridente pesante, centrocampo a rombo, difesa ‘tre e mezzo’… Non è facile capire quali saranno le scelte del tecnico perché forse qualche incertezza stavolta ce l’ha anche lui: «Stavolta ci prendiamo il tempo che abbiamo a disposizione, diciamo che tutte le soluzioni sono possibili. Dzeko? Come abbiamo visto, entrambe le soluzioni funzionano e possono essere usate. La formazione, se gioca Edin o un centravanti più mobile, verrà messa a punto nelle ore che mi rimangono nella preparazione della partita». Ad eccezione di Gyomber, il tecnico ha tutta la rosa a disposizione e qualsiasi decisione prenderà, scontenterà qualcuno. Eppure la sensazione è che i ballottaggi alla fine siano due: El Shaarawy-Dzeko e De Rossi-Keita con i primi leggermente favoriti.

Il che equivale ad accantonare il 4-2-3-1 di Madrid e Udine e tornare al 4-3-1-2 e dunque al centrocampo a rombo, chiave in sei degli otto successi consecutivi in campionato. A sorpresa, in avanti, potrebbe rimanere fuori Dzeko. Spalletti sarebbe infatti intenzionato a puntare sulla velocità del suo tridente leggero Salah-Perotti-El Shaarawy, provando così a mettere in difficoltà il duo Miranda-Murillo più abile quando hanno dei punti di riferimento da marcare. Il testa a testa tra Keita e De Rossi invece è alla pari: ieri è stato provato più il centrocampista italiano, ma il maliano è stato il fulcro delle ultime prestazioni giallorosse. Quale sia la scelta, non è ancora arrivato il momento di rilanciare Strootman dal primo minuto: «Kevin sta migliorando di volta in volta, sta facendo sempre più contrasti e si sta arrabbiando molto in allenamento.

Quando voi parlate della sua faccia, dite il giusto. Quando entra nella partita d’allenamento e lotta per una punizione, un gol, qualsiasi cosa che gli va contro è qualcosa di spettacolare. Segno che è vicino a ritrovare tutte le sue qualità. E’ chiaro che ha bisogno della partita vera, di giocare qualche gara dove vada a riscontrare le situazioni reali». La realtà dice invece che oggi è uno spareggio. La Roma, con il ritorno di Spalletti in panchina, ha raggiunto e staccato l’Inter in classifica. In 10 partite, anche grazie alle 8 vittorie di fila, ha raccolto 25 punti. Mancini solo 15, senza mai vincere in trasferta nel girone di ritorno. Dal 17 gennaio, le posizioni, dunque, si sono ribaltate. I nerazzurri erano addirittura al secondi insieme con la Juventus e a 2 punti dal Napoli, all’epoca leader del torneo. I giallorossi, invece, partiti proprio dal quinto posto, con 5 punti in meno della squadra di Mancini (e 4 meno della Fiorentina), adesso hanno davanti solo la Juventus e il Napoli. Con la consapevolezza che vincere stasera, eliminerebbe i nerazzurri dalla corsa alla Champions.

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