Svizzera, il popolo boccia l’espulsione degli stranieri condannati colpevoli di reati

Interessanti novità in campo europeo e nello specifico in arrivo dalla Svizzera, dove gli elettori hanno bocciato la proposta di espellere gli stranieri che commettono reati promossa dal partito di destra dell’Unione democratica di centro.

Il testa per essere approvato aveva bisogno della doppia maggioranza dei votanti e dei cantoni, ma è stato respinto dalla maggioranza dei 26 cantoni, è questo quanto riferito dall’agenzia di stampa svizzera Ats. La Svizzera, così dice no così alla proposta di legge per espellere gli stranieri che commettono reati sul territorio elvetico.In testo della proposta nello specifico “Chiede che gli stranieri che commettono determinati reati siano espulsi automaticamente, a prescindere dalla gravità del reato, dall’entità della pena comminata e da altre circostanze ed è quindi contrario alle regole della democrazia elvetica poiché elude il Parlamento e limita le competenze dei giudici.

E’ questo, sostanzialmente, il risultato del referendum tenutosi oggi nella Confederazione e che il governo di Berna ha accolto con un sospiro di sollievo. Si tratta di una proposta avanzata dall’Udc, ovvero il partito nazionalista e di destra che proprio alle elezioni parlamentari dello scorso autunno era uscito vincitore, che chiedeva l’allontamento degli stranieri che avessero commesso un reato sul territorio svizzero, un meccanismo ancora oggi contestato dagli oppositori. Rimandare queste persone al loro paese d’origine per quanto avessero infranto la legge, avrebbe significato riportarle in zone di guerra o dove sarebbero stati indotti a persecuzioni di natura politica e proprio per questo motivo le autorità elvetiche avevano invitato la popolazione a votare contro questa proposta dell’Udc. Ma la proposta era stata al centro di tante polemiche non soltanto per il suo contenuto quanto anche per il manifesto scelto per pubblicizzarla, nel quale è raffigurata una pecora bianca che allontana con un calcio dalla bandiera elvetica una pecora nera.

Nel corso dei mesi scorsi in tanti si erano pronunciati contro la proposta, sia esponenti del mondo politico che appartenenti al mondo politico e culturale; nel corso dei mesi, inoltre, sono stati anche firmati oltre 200 appelli per il No al referendum , tra cui 180 giuristi e 18 ex ministri. Contro la proposta si era schierata anche l’associazione dei procuratori svizzeri, mentre 54 organizzazioni non governative hanno formato un comitato di opposizione. Proprio nei giorni scorsi era intervenuto Clude Longchamp, dell’Istituto di ricerca e sondaggi Gfs.bern il quale aveva dichiarato: “La tendenza è chiaramente nella direzione dei No”. “Gli stranieri che commettono reati gravi e gli stranieri recidivi non meritano di essere accolti nel nostro Paese e devono essere espulsi”, hanno dichiarato i fautori del testo. Come abbiamo avuto di anticipare però nel corso delle scorse settimane in tanti si sono opposti e proprio in segna di protesta sui muri svizzeri sono comparsi specialmente negli ultimi giorni manifesti dove la croce della bandiera svizzera su fondo rosso è stata disegnata a forma di svastica.

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