Svolta nel giallo di Rodero, Fermato il cognato di Nadia Arcudi la maestra uccisa nel bosco a Como

svolta-nel-giallo-di-rodero-fermato-il-cognato-della-maestra-trovata-morta-nei-boschiSono trascorsi ormai diversi giorni dalla scorsa domenica quando, nei boschi di Rodero, comune italiano di 1.276 abitanti della provincia di Como in Lombardia è stato trovato privo di vita il corpo di una donna di 35 anni di origini svizzere di nome Nadia Arcudi. A notare il cadavere della giovane maestra era stata una escursionista e sin da subito diverse ‘stranezze’ avevano insinuato il dubbio che potesse essersi trattato di un omicidio in quanto, al momento del ritrovamento del suo corpo privo di vita la donna aveva una ferita alla falange del dito e una ferita superficiale alla testa oltre che non era in possesso dei suoi documenti di identità. E se pochi giorni fa la morte della giovane maestra era avvolta dal mistero ecco che nelle scorse ore vi è stato un vero e proprio sviluppo nell’inchiesta sul giallo di Rodero in quanto, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sul caso, sembra proprio che una persona sia stata fermata e si trovi indagato per la morte della donna con l’accusa di omicidio intenzionale e occultamento di cadavere.

Stiamo parlando del cognato, marito della sorella della vittima, ovvero un uomo di 42 anni cittadino svizzero di Coldrerio, tecnico informatico della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana e scrittore di romanzi gialli, le cui iniziali corrispondono a M.E al quale gli investigatori sono arrivati attraverso i tabulati che lo localizzavano in Italia e proprio mentre stava tentando di rientrare in Svizzera è stato fermato dagli agenti di Polizia alla dogana. Ed ecco che i rappresentanti delle forze dell’ordine italiani e svizzeri, nel corso di una recente conferenza stampa,congiunta italo/svizzera si sono espressi sulla questione affermando nello specifico “Un’operazione coordinata tra polizia cantonale, carabinieri italiani e procure: in meno di 48 ore una persona è stata fermata, segno che le forze dell’ordine sanno lavorare e riescono a superare le frontiere”.

In seguito alla scoperta del cadavere sono subito partite le indagini da parte delle forze dell’ordine che hanno ascoltato tutti i familiari e le persone vicine alla donna e così, da alcuni rilievi scientifici e tecnici effettuati è stato possibile identificare il presunto responsabile della morte della giovane maestra e, nella serata di martedì 18 ottobre l’uomo è stato fermato e ascoltato dalle forze dell’ordine e proprio a tal proposito si è espresso il tenente Marco Zambetti della polizia cantonale il quale ha nello specifico dichiarato “L’uomo ha fatto alcune parziali ammissioni ma le indagini proseguono per capire le modalità e il movente di questo omicidio”. L’uomo dunque sembrerebbe avere ammesso parte delle sue responsabilità e, secondo gli investigatori svizzeri l’insegnante è stata uccisa presso la propria abitazione a Stabio e successivamente abbandonata nel bosco nella serata di venerdì. Bisognerà adesso chiarire i numerosi e misteriosi aspetti che avvolgono la vicenda.

Uccisa in casa, forse strangolata, e poi gettata nei boschi dal cognato. È questa la ricostruzione fatta dagli inquirenti comaschi che da tre giorni indagano sul caso di Nadia Arcuri. Così nella notte tra martedì e mercoledì, la polizia Cantonale di Chiasso, a ridosso della dogana di Gaggiolo, Io ha arrestato per la morte della giovane maestra, il cui corpo era stato trovato nei boschi di Roderò (Como) nel pomeriggio di domenica 16 ottobre. I carabinieri di Como hanno confermato conte l’uomo sottoposto a fermo sia effettivamente il cognato della vittima. Si tratta di un uomo di 42 anni, svizzero, marito della sorella di Nadia, che vive a Coldrerio e lavora in una scuola universitaria in Canton Ticino. Lunedì era entrato in Italia per ragioni personali, quindi non era in fuga, e martedì sera stava rientrando in Svizzera quando è stato intercettato e fermato dagli investigatori. Tenuto sotto controllo dai carabinieri di Como, il presunto omicida è arrivato al valico italo-svizzero del Gaggiolo, proprio vicino al luogo del ritrovamento del cadavere dove è stato arrestato dalla polizia elvetica. Interrogato dagli inquirenti, avrebbe ammesso di avere trasportato il cadavere a Roderò, ma non di essere l’autore dell’omicidio. Restano pertanto molti aspetti da chiarire, tra cui il movente è il tipo di rapporti che intercorrevano tra vittima e presunto carnefice. Secondo gli investigatori svizzeri la donna sarebbe stata uccisa nella sua casa di Slabio ira il tardo pomeriggio c la serata di venerdì.

l corpo era nei pressi della strada provinciale 20, nelle vicinanze del valico del Gaggiolo. La donna è stata identificata dopo la segnalazione delle colleghe che questa mattina non l’hanno vista a scuola. Il ritrovamento del corpo solo domenica da parte dei carabinieri di Como e Olgiate, quando una ragazza durante una passeggiata a cavallo si è imbattuta casualmente nel cadavere per poi chiedere l’immediato intervento delle forze dell’ordine. Gli accertamenti tossicologici in corso dovranno stabiliri se ci sono tracce di stupefacenti, farmaci o veleni. A Stabio, la polizia ha invece sentito i parenti stretti della donna, e il fidanzato, per comprendere ogni sua abitudine e frequentazione.

Successivamente è stato comunicato che il cadavere ritrovato apparteneva ad una donna svizzera di 35 anni di nome Nadia Arcudi di professione maestra e residente nello specifico a Stabio, comune svizzero del Canton Ticino. A scoprire il corpo privo di vita della maestra è stata nella specifico una donna che stava facendo un’escursione a cavallo e che, avendo notato il cadavere ha immediatamente lanciato l’allarme.

Il fidanzato della donna nelle ore successive al ritrovamento del cadavere è stato ascoltato per diverse ore dagli inquirenti e insieme a lui anche i familiari e stando a quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sul caso sembrerebbe che nella ricostruzione dei fatti fornita dall’uomo vi siano delle incongruenze che stanno facendo dubitare molto gli inquirenti e soprattutto a far nascere qualche sospetto è proprio il fatto che, sempre secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni, nel fine settimana l’uomo non avrebbe denunciato la scomparsa della fidanzata e non avrebbe nemmeno avvisato i familiari. Secondo le prime informazioni emerse dopo i rilievi dei carabinieri a Rodero è probabile che la donna non sia morta nel bosco dove è stato ritrovato il suo cadavere ma, al contrario che il suo corpo privo di vita potrebbe essere stato trasportato sul posto in seguito alla sua morte, e se realmente le cose fossero andate in questo modo ecco che allora potrebbe confermarsi la pista dell’omicidio.

A far nascere il sospetto che possa trattarsi di omicidio è, come precedentemente anticipato, il fatto che la donna al momento del ritrovamento del suo cadavere non aveva con se i documenti e che, tale ritrovamento, è stato effettuato sotto un dirupo che però risulta schiacciata come se qualcosa o qualcuno vi fosse rotolato sopra. E’ importante precisare però che, i risultati dell’autopsia hanno rivelato che a causare la morte della ticinese è stato un edema polmonare a seguito di un attacco cardiaco, ma al momento non sembrerebbe essere chiaro cosa lo abbia provocato e proprio per tale motivo il magistrato comasco ha disposto una serie di accertamenti tossicologici nella speranza di capire se la maestra abbia assunto sostanze che possano aver provocato la sua morte. Alcune indiscrezioni sulla vicenda rivelano inoltre che una équipe di psicologi si sta impegnando nel seguire gli allievi della giovane maestra e i loro familiari, sconvolti dalla tragica notizia.

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