Tangenti a Milano, appalti soldi escort e legami con la ‘ndrangheta: tra gli indagati anche un funzionario di Calenda

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Scoperto un giro di tangenti che ha interessato la città di Milano. Nello specifico la Guardia di Finanza di Milano con l’indagine in questione fa riferimento ai lavori nell’aeroporto internazionale di Malpensa, è questo almeno quanto emerso dalle carte dell’inchiesta dell‘Antimafia di Milano su tangenti, ‘ndrangheta e subappalti in Lombardia che nella giornata di lunedì ha portato a 14 arresti. Coinvolto nella vicenda Salvatore Piccoli, ovvero un imprenditore di origine calabrese, ed anche Venturino Austoni, altro imprenditore lombardo; nella giornata di ieri, invece, sembrano essere stati diffusi altri nomi e pare che tra gli arrestati ci sia anche un funzionario del Ministero dello Sviluppo Economico Pierpaolo Tondo. “Abbiamo giocato sempre a carte scoperte Vento, gli dice Piccoli, mai fatto i furbi e mai niente… C’è da mangiare per tutti”.

Piccoli spiega a Austoni che c’è “l’ok per poter inserire sia a noi che a voi”.Quest’ultimo sembra essere accusato di aver ricevuto dall’imprenditore lombardo Austoni, prestazioni di escort, viaggi e cene gratis in cambio di alcuni favori definiti “millantati” dagli inquirenti. “Va bene senza stare a romperci la testa, Vento (diminutivo di Venturini andiamo tutti insieme. Solo i primi lavori sono gia’  a 78 milioni di euro Vento, perche’ il T1 e il T2 e’ il piu’ grosso della stazione. Sono minimo tre milioni il T1 e tre milioni il T2, la prima tranche. Sono tre anni di lavoro, non e’ un anno, sono tre anni di lavoro“, afferma Piccoli.  Raineri è accusato di aver utilizzato il denaro ricevuto anche “per l’organizzazione di cene e pranzi asseritamente necessari per coltivare tali relazioni millantate, nonché per l’acquisto di monili e monete coniate dalla Città del Vaticano, procurate tramite conoscenze presso lo Stato Pontificio, col pretesto di comprare i favori dei pubblici ufficiali“.

Nello specifico l’indagine in questione riguarda un presunto giro di tangenti messo in piedi da un gruppo di imprenditori bresciani e bergamaschi molto vicini alla ‘ndrangheta che si sarebbero così spartiti la torta dei sub-appalti di opere pubbliche in Lombardia; sarebbero finite sotto inchiesta anche la linea ferroviaria che collegherà il terminal 1 al terminale 2 dell’aeroporto di Malpensa. Raineri pare avesse utilizzato il denaro ricevuto anche per organizzare cene e pranzi necessari per coltivare relazioni millantate, e per l’acquisto di monili e monete coniate dalla Città del Vaticano procurate tramite conoscenze presso lo Stato Pontificio, con il pretesto di comprare i favori dei pubblici ufficiali.  Nell’imputazione, poi, vengono elencati anche una serie di soggetti delle istituzioni, non indagati, e i cui nomi sarebbero stati utilizzati per le presunte millanterie: il generale di brigata della Gdf Fabio Migliorati, Carlo Visconti, magistrato e segretario presso la Corte Costituzionale, Antonio Lucido, ex capo controlli e riscossione della Direzione regionale della Lombardia Agenzia delle Entrate, Francesco Paolo Tronca “all’epoca dei fatti Prefetto di Milano” ed ex commissario straordinario a Roma, e altri due militari della Gdf.

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