Tangenti settore sanità in Lombardia: 21 arresti tra cui un membro dello staff di Maroni

Un nuovo scandalo in sanità si è abbattuto sulla Regione Lombardia, nel quale è rimasto coinvolto anche un membro dello staff del governatore lombardo ovvero Mario Longo, Fabio Rizzi 49enne ex senatore finito in manette, le compagne di Rizzi e Longo ed 11 funzionari pubblici i quali avrebbero favorito sempre e soltanto l’Odontoquality dell’imprenditrice Maria Paola Canegrat, ovvero un gruppo specializzato in servizi e forniture dentistiche. «Per il bene suo, della verità, della Lega e dei cittadini della Lombardia, il consigliere Fabio Rizzi è sospeso dalla Lega Nord», ha annunciato nella giornata di ieri il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini.

Dalle indagini è emerso un sistema caratterizzato non solo dalla violazione dei principi cardine di trasparenza, imparzialità, legalità, indispensabili per una buona amministrazione pubblica. Episodi di corruzione nei confronti di 10 funzionari pubblici, ma anche condizionamento nell’aggiudicazione e nello svolgimento di appalti indetti da azienda ospedaliere della Lombardia, ingerenze nelle procedure di contrattazione con importanti strutture sanitarie private accreditate con il sistema sanitario nazionale, questo e tanto altro è emerso dalle indagini che hanno portato all’arresto di molte persone anche illustri della regione Lombardia.

Ha commentato lo scandalo anche Roberto Maroni, soprattutto riguardo l’arresto di Fabio Rizzi coinvolto nella vicenda, e nello specifico ha dichiarato: «Sono molto incazzato per quello che è successo, fermo restando la presunzione di innocenza e la fiducia nella magistratura.Fermo restando che stiamo leggendo gli atti e verificando nel dettaglio le imputazioni il mio primo sentimento è di stupore e di grande delusione se le accuse fossero confermate nei confronti di Fabio Rizzi. Non vogliamo coprire nessuno, non abbiamo nessuno da difendere, chiunque abbia sbagliato mi risponderà», ha aggiunto il governatore Maroni, il quale ha anche aggiunto che la Regione in questa circostanza si pone come parte offesa aggiungendo di sentirsi offeso anche a livello personale.

Il Movimento 5 Stelle ha chiesto le dimissioni di Maroni, e proprio il capogruppo del M5s in Consiglio Stefano Buffagni ha chiamato il Presidente della regione Lombardia in Aula augurandosi che faccia un passo indietro. Lo stesso Buffagni ha aggiunto: “Aspettiamo Maroni in aula perché chiarisca la situazione. Non deve venire a difendere la sua poltrona o a ribadire il garantismo costituzionalmente sancito, il problema politico e’ enorme: venga ad annunciare che si dimette per il bene dei lombardi. Dopo l’arresto dell’ex assessore alla Sanità Mantovani durante la giornata della legalita’ e quello del presidente della Commissione Sanità, Rizzi e autore della riforma durante il giorno della memoria è un colpo durissimo per la Lombardia”.Anche il deputato M5S Di Battista ha commentato la vicenda, dichiarando:«Quale differenza c’è tra Maroni e Marino? Soltanto una vocale. Salvini, che fu il secondo, dopo di noi, a chiedere le dimissioni del sindaco di Roma, ora chieda quelle di Maroni».

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