Taranto, allarme diossina nel quartiere Tamburi: stessa quantità di una discarica

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Allarme diossina nel quartiere Tamburi di Taranto dove sono stati rilevati grosse quantità di questa sostanza pari solo a quanto campionato al centro di una discarica della Terra dei Fuochi e simili a quelle presenti nei filtri dei camini dell’Ilva. L’allarme è stato lanciato direttamente da Arpa Puglia attraverso una nota diffusa nella giornata di martedì ed inviata al Presidente della Regione Michele Emiliano il quale aveva invitato l’Agenzia regionale per la protezione ambientale ad intervenire dopo la sconcertante relazione prodotta dallo stesso siderurgico in seguito a una campagna di monitoraggio durata 18 mesi.

Nessun pericolo di inquinamento dell’aria però quegli alti livelli di diossina sono pericolosissimi perchè si possono depositare sul terreno ed essere ingeriti in maniera diretta dei bambini.”Il mio bilancio sull’Ilva è che abbiamo vinto diverse battaglie. Ma la guerra l’abbiamo persa perché oggettivamente, se non fosse intervenuta la magistratura oggi, sarebbe ancora l’Ilva a fare il bello e il cattivo tempo. Questa è una personale drammatica conclusione”, ha raccontato il direttore di Arpa Puglia, l’Agenzia regionale per l’ambiente, Giorgio Assennato che tra pochi giorni abbandonerà l’incarico.

Nella relazione inviata al Presidente della Regione Puglia, si esclude categoricamente che quei picchi siano stati prodotti dall’attività del siderurgico, ma proprio a tal riguardo ci si interroga sul cosa abbia potuto determinare questo alto livello di diossina, e la prima cosa che viene in mente riguarda la gestione delle polveri. A tal riguardo, Assennato dichiara che le polveri dovrebbero essere sigillate e smaltite in impianti del Nord Italia e non dovrebbero impattare nell’area residenziale circostante. Intanto questi altissimi livelli di diossina ritrovati nel quartiere Tamburi, preoccupano moltissimo, ed a tal riguardo il direttore dell’Arpa aggiunge: “È come aver trovato un cadavere con un buco gigante sul corpo, provocato da uno strano colpo di pistola e in città c’è soltanto uno che possiede quel tipo particolare di pistola”.

Una volta ricevuta la relazione il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano ha predisposto che vengano effettuati ulteriori accertamenti in modo da capire il motivo di tali picchi di diossina; i dati verranno pubblicati entro la fine del mese di marzo.In realtà nella giornata di ieri il direttore di Arpa Puglia, ovvero Giorgio Assennato nel corso di una conferenza stampa convocata in mattinata ha attaccato Ilva per la mancanza di collaborazione. “Se avessimo avuto prima i dati avremmo potuto eseguire indagini più accurate. Anzi, per ottenere i rapporti di prova ho dovuto inviare un ufficiale di polizia giudiziaria e questo non è sicuramente un buon esempio di pratica ambientale”, ha aggiunto Assennato.“Il mio bilancio sull’Ilva è che abbiamo vinto diverse battaglie ma la guerra l’abbiamo persa, perché oggettivamente, se non fosse intervenuta la magistratura, oggi sarebbe ancora l’Ilva a fare il bello e il cattivo tempo”, ha concluso Assennato. 

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