Taranto, tensioni e contestazioni anti-Renzi: Sindacati e cittadini contestano il Premier

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143654253-4f2fcd97-e7cb-4b85-8cf9-277761f729d1Nella giornata di ieri il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi insieme al Ministro dei beni culturali Dario Franceschini hanno inaugurato la nuova ala del Museo archeologico nazionale, ovvero il Marta, così chiamato, sigla che sta ad indicare Museo archeologico Taranto. Il Museo di Taranto è considerato uno dei più importanti per comprendere la storia e la civiltà della Magna Grecia e proprio per questa particolarità l’anno scorso il Museo di Taranto è stato inserito nella lista dei 20 Musei nazionali cha hanno una propria autonomia gestionale e finanziaria.

“Su Taranto non molliamo di un millimetro. Siamo decisi e determinati ad andare avanti nell’operazione di rilancio. In questa città c’è chi protesta ma ci sono anche tanti uomini tante donne che chiedono una speranza per il futuro”, ha affermato il premier concludendo in Prefettura a Taranto la riunione per fare il punto sullo stato di avanzamento del contratto istituzionale. Lo stesso Premier Matteo Renzi inoltre dopo aver visitato il Museo si è lasciato andare ad alcune dichiarazioni, riguardanti proprio la città di Taranto sostenendo che troppo spesso purtroppo la politica a Taranto ha pagato con assegni a vuoto.Il presidente del Consiglio, arrivato insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e ai ministri Graziano Del Rio e Dario Franceschini, ha evidenziato che la loro presenza nel capoluogo pugliese ‘non è una passerella’ ma è voluta proprio per ‘verificare i risultati concreti e cosa manca’.

Intanto, durante la visita del Premier Renzi, per le vie della città circa 200 persone hanno manifestato per il lavoro e per l’ambiente.Non sono mancate anche le proteste nei confronti del Presidente del Consiglio e soprattutto riguardo il decreto Ilva varato proprio questa settimana; la parola maggiormente utilizzata dai manifestanti è stata quella di Assassino, insulto al quale il Premier ha risposto di essere pronto a prendersi gli insulti appunto ma che è bene che ci sia uno sforzo collettivo.”La firma del Patto sulla Puglia potrebbe avvenire in settembre, in occasione della Fiera del Levante”, ha dichiarato ancora il Premier. Alcuni momenti di tensione si sono registrati all’arrivo e alla partenza del premier: alcuni manifestanti hanno cercato di forzare il posto di blocco delle forze dell’ordine; registrato anche un tentativo di aggressione per il deputato tarantino pd Michele Pelillo.

Proprio riguardo l’Ilva il govenratore pugliese Michele Emiliano ha precisato che la Regione sta valutano la possibilità di ricorrere alla Corte Costituzionale sul nuovo decreto. “Con Emiliano sul decreto Ilva abbiamo opinioni diverse – ha rilevato Renzi – la linea del governo è quella espressa dal viceministro Teresa Bellanova” che poco prima aveva ribadito la linea di coniugare ambiente, salute e lavoro. “Non c’è nessuna dilazione di tempi, non c’è nessuna fuga di responsabilità – ha detto il viceministro – ma ci sono impegni più serrati”.

II futuro dell’acciaio e dell’Ilva, lo sviluppo del porto, le scuole che cadono a pezzi, il recupero della città vecchia, le proteste degli ambientalisti. É stata una lunga giornata, a tratti carica di tensione e con una tentata aggressione in piazza al deputato dem Michele Pelillo, quella trascorsa dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Taranto, dove è atterrato con i ministri Graziano Delrio (Infrastrutture) e Dario Franceschini (Beni Culturali) e i sottosegretari Claudio De Vincenti e Teresa Bellanova, per ribadire che «lo Stato c’é» e che il governo «non abbandonerà Taranto, i suoi cittadini e i lavoratori dell’Ilva». Renzi, che ha posto la sua firma sotto al Patto con la città già stipulato dal governo a fine 2014, ha illustrato interventi per il porto che «sono decuplicati: 418 milioni dal 2014 mentre fino al 2012 erano stati appena 35». Eppure, il governatore Michele Emiliano, che di Renzi secondo alcuni vorrebbe

essere competitor per la guida del Pd, ha gelato i suoi ospiti alla cerimonia in prefettura: «Da quanto mi sembra di capire per Taranto non c’è un lira in più. Si tratta di soldi già stanziati in precedenza. Qui oggi abbiamo fatto un riepilogo. Una ri-firma…».

Renzi non ha polemizzato con il governatore, ed ex sindaco e prima ancora procuratore di Bari. Ma chi conosce Taranto, come il deputato Ludovico Vico (Pd), ricorda che quei soldi stanziati nel 2014 rischiavano di non essere spesi a causa di «una classe politica locale poco attrezzata». Ecco allora la cura per non perdere quei fondi affidata a De Vincenti: «Mentre il governo fa, Emiliano si distrae. Mi fa piacere vederlo al tavolo dopo una lunga assenza…».

Un gruppo di persone (ambientalisti, mamme di bambini che si sono ammalati a causa dei miasmi dell’Ilva, aderenti a centri sociali) ha seguito passo passo la visita di Renzi («Assassino», hanno gridato davanti alla prefettura) e ha aggredito verbalmente anche Emiliano che, affacciato a una finestra, tentava di placare gli animi.

Carica di entusiasmo, invece, l’accoglienza riservata al premier dai ragazzi della Summer School FutureDem, parallela al partito e nata nel 2014. Renzi ha voluto che l’incontro («Non siamo i giovani del Pd», ci tiene a precisare il presidente Giulio Del Balzo) avvenisse a porte chiuse e senza lo streaming, annullato all’ultimo minuto: «Ha ascoltato molto, e quando un catanese gli ha chiesto qual è il film che, a suo avviso, meglio rappresenta la nostra epoca, ha risposto: Biade Runner… per l’impatto che hanno le nuove tecnologie» ha spiegato Del Balzo. Renzi ha spronato i ragazzi a rileggere il discorso di Obama alla convention democratica e ha fatto il punto sui comitati «generazione 30/Basta un Sì» che a settembre saranno operativi per dare la caccia alla generazione che strizza l’occhio ai grillini. Il premier si affida ai suoi fedelissimi anche perché nel Pd la campagna stenta a decollare. E Pierluigi Bersani ieri ha battuto un altro colpo: «La gente non mangia pane e referendum, quando sento lo slogan “Basta un Sì”, penso se davvero “Basti un Sì” per risolvere i problemi che interessano la gente…». E di Luigi Di Maio, anch’egli ieri nel tarantino per incontrare i sindaci M5S, ha detto: «È un bel democristianone».

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