Tassista picchiata, violentata e derubata: aggressore condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione

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Era l’8 maggio del 2015 quando Simone Borgese, un giovane di appena 34 anni è salito su un taxi facendosi accompagnare nella zona periferica a Sud di Roma finendo poi per picchiare, derubare e violentare la tassista che aveva avuto la sfortuna di incontrarlo.

I giudici della V sezione penale del Tribunale di Roma  hanno condannato l’uomo, con l’accusa di lesioni, violenza sessuale e rapina a sette anni e sei mesi di reclusione. Grazie ad un lavoro attento e preciso della Squadra Mobile e grazie alla testimonianza di un tassista è stato possibile risalire all’uomo e arrestarlo per il terribile crimine commesso appena 48 ore dopo l’accaduto. Infatti, un collega della donna violentata e rapinata, tramite l’identikit fornito dalla Questura, aveva riconosciuto un giovane che alcuni giorni prima si era fatto accompagnare nella stessa zona dove si era recato con la tassista aggredita ovvero a Ponte Galeria e dopo essere arrivato sul posto, dove vive il nonno, aveva raccontato al tassista di non avere i soldi per poterlo pagare ma di avere assolutamente intenzione di pagare il debito e per convincerlo di ciò aveva deciso di lasciargli, come garanzia, il suo numero di telefono.

E’ stato proprio grazie a tale numero fornito dal tassista agli inquirenti che è stato possibile risalire all’uomo e arrestarlo dopo solo 48 ore dal crimine commesso. L’uomo poco dopo l’arresto ha subito confessato il crimine in questione ma davanti ai giudici oltre ad aver confessato e aver sottolineato di essersi pentito di quanto fatto ha anche cercato in tutti i modi di giustificarsi affermando che quel giorno aveva preso della cocaina, una giustificazione questa alla quale gli stessi giudici non hanno creduto dato che, indagando nella vita dell’uomo, sono stati scoperti altri due casi di violenza. Un caso di violenza riguarda una tassista che avrebbe subito delle molestie durante una corsa mentre invece, l’altro caso riguarda una giovanissima donna di appena diciassette anni che sembrerebbe essere stata molestata da Borgese proprio dentro un’ascensore nel mese di giugno dello scorso anno. Quest’ultima, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni, avrebbe riconosciuto l’uomo dalle fotografie pubblicate sul giornale in seguito all’aggressione ai danni della tassista.

“Mi ha ripetuto più volte le stesse parole: ‘Fai così, dai, dai, dai e poi te ne vai’. Era un animale, cattivo e violento, aveva un tono della voce crudele. Con veemenza ha mollato i miei capelli, ha abbassato completamente il sedile e mi ha sferrato un pugno con la mano sinistra, poi mi ha ripreso per i capelli. L’altra mano me l’ha infilata nella maglietta e ha iniziato a tastarmi ovunque sul seno. Poi è sceso ai jeans”, era stata questa parte della confessione che la tassista aveva rilasciato agli Uomini della Squadra mobile, una confessione ancora più lunga e con particolari ancora più agghiaccianti motivo per il quale, la condanna a soli sette anni e mezzo di reclusione ha suscitato numerose polemiche.

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