“Tasso occupazione Italia tra i più bassi in Ue”, l’allarme della Cgia

C_2_articolo_3005845_upiImageppTra i 28 paesi dell’Unione europea solo la Croazia(55,8%) e la Grecia (50,8%) presentano un tasso dioccupazione piu’ basso del nostro (56,3%).

VENEZIA, 30 APR -A festeggiare l’1 maggio sono 22.500.000 italiani (lavoratori dipendenti più autonomi) e sebbene i dati Istat sulla disoccupazioneindicano un miglioramento l’Italia continua ad avere ritardi occupazionali preoccupanti. Questo tasso – specifica infine l’Associazione degli artigiani -, è ottenuto rapportando il numero degli occupati presenti in un determinato territorio e la popolazione in età lavorativa tra i 15 e i 64 anni. E’ laCgia di Mestre a fotografare così la situazione del mercato del lavoro che al netto didisoccupati, scoraggiati e inattivi registra un gap con la Germania di 17,7 punti percentuali con la Germania, di 16,4 punti con il Regno Unito e di 7,9 punti con la Francia.

In realta’ il tasso di occupazione e’ piu’ importante, perche’ lega questo indice a doppio filo con il livello di produzione di ricchezza di un’area. Calabria (- 11,9 per cento), Molise (-9,7 per cento), Sicilia (-8,5 per cento) e Puglia (-8,4 per cento) sono le regioni dove la contrazione in termini percentuali del numero degli occupati è stata la più preoccupante in questi 8 anni. “Altrimenti, c’e’ il pericolo che il nostro paese perda la sfida dell’innovazione, della ricerca, della competitivita’ e scivoli in una stagnazione economica senza vie d’uscita”. E assieme agli occupati, ai disoccupati, agli inattivi, ormai un esercito di 14 milioni, la Cgia calcola anche “i lavoratori non dichiarati”, quelli in nero, i dopolavoristi, i pensionati, i disoccupati, e anche i cassaintegrati che al Sud registrano un mini-boom: anche se le ultime statistiche disponibili sono riferite al 2013, infatti, si legge nel Report, di contro ad una media nazionale del 12,8% laCalabria ne ‘denuncia’ il 22,9%, in Campania il 21,4% e in Sicilia il 20%. Va anche peggio se si confrontano il tasso di occupazione medio femminile e giovanile dell’Ue con il nostro Paese: il differenziale è di 13,2 punti (pari in Italia al 47,2 per cento), mentre in quello giovanile (attestatosi nel 2015 al 15,6 per cento), è di 17,5 punti percentuali.

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