Terremoto, il Cdm approva il decreto legge: stanziati 4,5 miliardi per la ricostruzione

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Nella giornata di ieri è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il Decreto per la ricostruzione post-terremoto. Il Premier Matteo Renzi nella giornata di ieri proprio mentre il Consiglio dei Ministri varava il decreto per la ricostruzione, si è recato nelle zone del terremoto, e nello specifico ad Amatrice, sotto la pioggia, visitando la zona con il commissario alla ricostruzione Vasco Errani ed il Capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. Assente il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi il quale ha mantenuto la sua promessa di non voler rimettere più piede tra le macerie di Corso Umberto I, almeno fino a che non avverrà la ricostruzione del borgo. “Non vi lasceremo soli, non vi abbandoneremo la nostra presenza qui è la testimonianza che il Governo c’è e ci sarà. Ora inizia la fase della ricostruzione vera e propria“, ha ripetuto il Premier Renzi ad amministratori e cittadini. Riguardo il decreto approvato, possiamo dire che l’ammontare totale per la ricostruzione delle zone del centro Italia colpite dal terremoto del 24 agosto sembra essere più consistente rispetto alla somma stanziata dal Consiglio dei Ministri, ovvero 300 milioni.

A spiegare nei dettagli il decreto è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, il quale ha dichiarato che la somma totale sarà di circa 3,5 miliardi per la ricostruzione degli edifici privati e di circa 1 miliardo per quelli pubblici.”Si tratta di risorse aggiuntive già previste nella Legge di Bilancio che approveremo sabato prossimo. Il contributo della Commissione europea è massimo il 6% della spesa complessiva, il resto sono risorse nazionali”, ha aggiunto ancora il sottosegretario. Ecco qui di seguito elencate una serie di misure previste nel decreto approvato dal Cdm, nella giornata di ieri e incluse in 53 articoli che fissano i capisaldi di tutti gli interventi necessari alla ricostruzione e al sostegno, alla ripresa economica delle zone colpite dal terremoto: risarcimento integrale per le case e gli edifici colpiti, prestito d’onore per il riavvio delle attività produttive, cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese coinvolte nel sisma, rinvio di imposte e tasse per singoli e imprese in grado di documentare che l’impossibilità del pagamento è strettamente connessa al terremoto.

“Sono 62 i Comuni interessati dalla ricostruzione e stiamo definendo due criteri: intensita’ del danno subito da queste aree e come invertire il processo di spopolamento”, così il commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Secondo quanto emerso dal decreto, le piccole e medie imprese potranno richiedere prestiti agevolati per riprendere la loro attività fino a 30 mila euro che potranno essere rimborsati in dieci anni; coloro i quali vorranno mettere su una nuova impresa potranno chiedere fino a 600 mila euro che andranno rimborsati in 8 anni con tre anni di preammortamento.

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