Terrorismo, arrestati a Parigi quattro sospettati: “Progettavano imminente attentato”

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E’ ancora allerta terrorismo in Europa e ad essere sotto i riflettori è ancora una volta la capitale della Francia, ovvero Parigi già colpita da sanguinosi attentati terroristici lo scorso 13 novembre 2015. Negli scorsi mesi dopo gli attentati del mese di novembre nella capitale francese così come in altre capitali europee si sono susseguite varie azioni e blitz della polizia che hanno portato all’arresto di sospettati. Nella giornata di ieri la polizia francese haa arrestato quattro persone sospettate di essere coinvolte in un attacco terroristico imminente proprio nel centro di Parigi. La notizia è arrivata nella giornata di ieri in contemporanea alla notizia dell’avvenuta operazione congiunta tra le forze antiterrorismo di Parigi e Bruxelles.Quattro persone sono state fermate all’alba nella 18° circoscrizione di Parigi e nella vicina banlieue di Saint-Denis e secondo i media francesi si tratterebbe di quattro sospettati di terrorismo che sarebbero tre uomini ed una donna.

Si tratta di due fratelli francesi di origine turca, Aytac e Ercan B., un francese già conosciuto dai servizi antiterrorismo e la moglie. Si sa che si chiama Youssef e che nel mese di marzo del 2014 era stato arrestato e poi condannato a cinque anni di reclusione dopo un anno la pena era stata commutata negli arresti domiciliari.Sui luoghi dei 4 arresti di questa mattina non sono state trovate armi, secondo quanto si apprende da fonti dell’inchiesta: è stato invece trovato del materiale informatico che potrebbe contenere elementi di prova.

Durante le perquisizioni di questa mattina, gli agenti hanno trovato la cartuccia di un kalashnikov, una pistola, materiale informatico, chiavette Usb e una cassaforte. Tutto è nato da un’inchiesta aperta dalla procura parigini il 17 febbraio ed affidata alla Direzione generale della sicurezza interna (DGSI). I quattro sospetti sarebbero in stato di fermo nella sede della DGSI a Levallois-Perret”Il livello di minaccia resta molto elevato“. Lo abbiamo visto in queste ultime ore a Bruxelles. Lo si può vedere con questi arresti.Noi lottiamo contro il terrorismo e voglio ringraziare i nostri servizi, i nostri poliziotti, i nostri giudici che fanno un grande lavoro”, ha dichiarato ancora il Presidente francese Francois Hollande.

Mentre a Bruxelles continua la caccia ai due terroristi fuggiti dopo le sparatorie di martedì nel quartiere di Forest, a Parigi sono state arrestate ieri quattro persone sospettate di essere coinvolte in un piano per un attacco terroristico “imminente”. A dare la notizia è stata la principale rete francese, Tf1, che ha rivelato anche l’identità dei potenziali terroristi. Si tratta di di due fratelli francesi di origine turca, Aytac e Ercan B., di un islamista già noto all’antiterrorismo, Youssef E., e della compagna di quest’ ultimo. I quattro, tutti schedati “S” per radicalizzazione, sono stati prelevati dalla polizia ieri mattina all’alba, nel Seine-Saint-Denis, agglomerato periferico a nord di Parigi, e nel Diciottesimo arrondissement (la stessa circoscrizione dove a gennaio un tunisino aveva tentato di commettere un attentato in un commissariato di polizia, prima di essere freddato), e si trovano ora in stato di fermo.

Dei quattro sospetti, è Youssef E. l’elemento più pericoloso secondo l’intelligence, e probabilmente la mente del piano per un attentato terroristico nella capitale francese. 28 anni e di nazionalità francese, Youssef E. era stato condannato a cinque anni di prigione nel marzo 2014. La polizia lo aveva fermato nel 2012 all’aeroporto di Saint-Étienne, mentre si apprestava a raggiungere la Siria per fare il jihad assieme ad altri due complici. Poi però, come è spesso accaduto negli ultimi anni (si pensi solo a Amedy Coulibaly, il jihadista dell’Hyper Cacher, condannato sette volte a più di 22 anni di prigione, per poi essere rilasciato), è stato rapidamente rilasciato dalla prigione di Fresnes, nel ValdeMarne, nell’ottobre 2015, e dal 29 febbraio, nel quadro dello stato d’emergenza, era agli arresti domiciliari. Secondo quanto riportato da Tf1 sul suo sito internet, la Dgsi, i servizi segreti interni francesi, ha deciso di passare all’ azione perché i quattro sospetti costituivano una “seria minaccia”. L’inchiesta ha permesso di stabilire che almeno uno dei membri del commando, probabilmente Youssef E., aveva l’obiettivo di commettere un attentato a Parigi. Durante la perquisizione avvenuta ieri mattina, gli inquirenti hanno ritrovato cartucce per kalashnikov, materiale informatico e chiavette Usb che saranno ora oggetto di un’analisi minuziosa, nonché una cassaforte.

Si tratta dell’ennesimo progetto terroristico sventato in Francia, che continua a essere il principale bersaglio dei jihadisti. La scorsa settimana, sempre a Parigi, quattro adolescenti, tra i 15 e i 17 anni, sono state fermate dalla polizia francese: dialogavano su Facebook attorno a un progetto di attentato in una sala per concerti simile al Ba- taclan e contavano di procurarsi le armi per commere un’altra strage di “infedeli” nel comune di Molenbeek, in Belgio, città natale dei fratelli Abdeslam e di Abdelhamid Abaaoud. La minaccia di altri attentati, dopo il massacro del Bataclan del 13 novembre, resta altissima a Parigi, nonostante lo stato d’emergenza dichiarato dal governo francese e i diecimila soldati dispiegati sul territorio nel quadro dell'”opération Sentinelle”. I servizi segreti francesi, tramite la testimonianza in forma anonima di un agente all’Afp, avevano avvertito a gennaio che nel «2015 non abbiamo ancora visto nulla», che ci dirigiamo verso «una sorta di 11 settembre europeo» e che c’è «un orribile pessimismo tra tutti gli addetti ai lavori per il 2016».

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