Ministro Alfano aumenta i controlli nelle zone a rischio: “Nuclei speciali in 20 città, rafforzati i controlli ai valichi”

Terrorismo, dopo l'attacco a Nizza il Ministro Alfano convoca il Comitato di vigilanza "Nuclei speciali in 20 città"

In seguito ai fatti accaduti a Nizza anche in Italia è scattata l’allerta terrorismo tanto che il Ministro Angelino Alfano ha annunciato nella notte tra giovedì e venerdì su Twitter di aver convocato per ieri mattina alle ore 9 al Viminale il Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo.

Alfano inizialmente ha esordito esprimendo il “più profondo e sentito cordoglio e vicinanza al popolo francese. Questo è l’ennesimo dolore prodotto a quel grande popolo e questa volta in occasione del festeggiamento della loro ricorrenza nazionale”. “Abbiamo deciso di rafforzare ulteriormente i nostri sistemi di vigilanza e di presidio degli obiettivi sensibili e costituito una forma di riunione permanente del Casa, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo”, è questo quanto riferito dal ministro dell’Interno Angelino Alfano al termine della riunione del Comitato nel corso della quale si è fatto il punto sulle misure di sicurezza nel paese.

“Il nostro livello di allerta è già allo stato precedente a quello dell’evento terroristico in corso e non si può innalzare. Nonostante ciò abbiamo ulteriormente deciso di inviare una nota a prefetti e questori per sollecitare ulteriori valutazioni dei rischi sul territorio e per rafforzare ogni forma di controllo sugli obiettivi sensibili”, ha aggiunto ancora il Ministro dell’Interno. Proprio giovedì, il Ministro Alfano aveva presieduto il Comitato nazionale della sicurezza e dell’ordine pubblico ed aveva predisposto un’intensificazione delle attività informative avvalendosi proprio del contributo del Casa. Alfano non ha perso occasione di sottolineare gli sforzi fatti dalle forze dell’ordine e dall’intelligence, così come i controlli, che sono stati implementati, da parte della Gdf per quanto riguarda i trasferimenti di denaro e da parte della polizia delle telecomunicazioni “sempre nel rispetto delle regole” per quanto riguarda il web.

Ampia autonomia ai Prefetti ed anche a questore, i quali dovranno decidere in base al proprio territorio cosa fare e dove fare qualcosa a proposito delle misure di prevenzione che si possono adottare soprattutto per i luoghi di grande aggregazione, sono queste le parole dichiarate sempre dal ministro Alfano nella conferenza stampa di ieri.  Le forze dell’ordine in Italia sono in stato di allerta e per 17 aeroporti italiani è stato predisposto l’impiego delle forze armate e si può fare affidamento su una vigilanza che vede l’impegno di 7050 uomini delle forze armate ed ancora il ministro Alfano ha aggiunto che proprio nelle ultime ore si sono monitorate le carceri perché considerato il luogo di radicalizzazione.  L’aspetto positivo da sottolineare è che a differenza di altre circostanze, ovvero a differenza degli altri attentati questa volta, non si sono verificati segnali di sostegno o di solidarietà per quanto accaduto da parte di soggetti di fede islamica o di altre fedi nel nostro paese. Il ministro ha ribadito la totale ‘‘solidarietà e la totale collaborazione dell’Italia a sostenere la Francia”, ricordando come “lo abbiamo fatto anche mandando Forze armate in Iraq per alleviare la Francia dopo il Bataclan”.

L’allerta degli apparati di sicurezza questa volta riguarda in particolare le carceri e le frontiere esterne. Ma rischia di modificare anche le abitudini più comuni degli italiani, obbligandoli a sottoporsi a zone di «rispetto» e «prefiltraggio» per qualunque manifestazione pubblica.

Le decisioni su come modificare, ancora una volta, i protocolli di sicurezza italiani, sono partite dall’analisi delle notizie arrivate dalla Francia. E la mancanza di legami specifici tra l’attentatore e il radicalismo islamico se da un lato tranquillizza, dall’altro preoccupa gli esperti perché conferma che il rischio di emulazione di modelli visti in rete o in tv sia potenzialmente esponenziale. Per questo motivo, anche ieri mattina, alla riunione tra il premier Renzi, il sottosegretario con delega all’intelligence Marco Minniti e i vertici dei servizi, prima, e a quella del Comitato analisi strategica antiterrorismo con il ministro Angelino Alfano si è continuato a definire Bou- hlel, l’attentatore di Nizza, un «lupo solitario».

Quella dell’emulazione “liquida” come l’ha chiamata il titolare del Viminale è ovviamente la minaccia più pericolosa perché imprevedibile. Per questo motivo la circolare diffusa ieri a prefetti e questori introduce novità significative sul piano della sicurezza. Oltre ad invitare «a un’attività di ricognizione degli obiettivi sensibili» per «procedere a incrementare i meccanismi di vigilanza e protezione degli stessi», il capo della Polizia Franco Gabrielli ha dato indicazione di «prestare particolare attenzione ai luoghi con elevata concentrazione di persone» e quindi le manifestazioni «religiose, sportive, musicali e le iniziative turistiche». Per ciascuna di queste dovranno essere organizzate zone di «rispetto» e «prefiltraggio» «per lo svolgimento di mirati controlli sulle persone». La circolare si chiude con un invito ad avere «cura della propria persona e delle persone presenti sui luoghi da controllare», insomma un appello a mantenere sangue freddo in un clima che sta diventando sempre più difficile. Ma il prefetto Gabrielli ha anche deciso di inviare a tutti i questori d’Italia una mail più «informale». Un testo, rivolto personalmente a ciascun questore, con cui il capo della polizia esprime il proprio sostegno incondizionato agli uomini sul territorio.

Tra le iniziative annunciate ieri dal ministro Angelino Alfano c’è l’aumento degli uomini alla frontiera con l’Italia: 200 uomini in più molti dei quali ieri erano tra Ventimi- glia e il Piemonte.Da alcuni mesi in campo ci sono anche nuove unità operative di pronto intervento. Gruppi specializzati, a metà tra la pattuglia e le unità speciali, inviate in venti città con attrezzature e preparazione più specifiche di quelle alle quali sono abituati gli uomini sul territorio. Gireranno le città su mezzi blindati e con giubetti a prova di kalasnikov, pronti ad intervenire prima dell’arrivo dei corpi speciali. Gis e Nocs, in ogni caso, sono tecnicamente in «condizione di allerta», ovvero teoricamente pronti ad entrare in azione in qualunque momento.

Una preoccupazione specifica, poi, tocca le carceri. Sia alla riunione del Casa, sia a quella coi vertici dell’antiterrorismo, è stato invitato il capo del Dap Santi Consolo. La preoccupazione infatti è che con l’estate e quindi con condizioni di detenzione che col caldo diventano particolarmente disagiate, qualcuno possa soffiare sullo scontento dei detenuti, molti dei quali con origini straniere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.