Terrorismo, Mohamed Abrini ha confessato: “Sono io l’uomo con il cappello”

Mohamed Abrini, il ricercato numero uno dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles è stato arrestato nella giornata di venerdì e finalmente nella giornata ha confessato di essere l’uomo con il cappello immortalato dalle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto di Bruxelles, vicino ai due attentatori suicidi dello scorso 22 marzo. Arrestato venerdì 8 aprile nella zona di Anderlecht, un quartiere periferico della capitale belga adiacente a Molenbeek. La notizia è stata diffusa dalla procura belga, e nello specifico in una nota diffusa dal procuratore generale si legge quanto segue: “Ha confessato la sua presenza sul luogo del crimine.

Ha spiegato di aver gettato il suo giacchetto in un cestino di rifiuti e di aver venduto dopo il suo cappello“. Il terrorista in questione, Mohamed Abrini era stato ripreso dalle telecamere di sicurezza due giorni prima del 13 novembre, ovvero giorno 11, in una pompa di benzina a Ressons, lungo l’autostrada in direzione del capoluogo francese, ovvero Parigi. “La procura federale ora è in grado di confermare che Mohamed Abrini è il terzo uomo presente in occasione degli attentati all’aeroporto internazionale di Bruxelles. E’ stato messo a confronto con i risultati di diverse evidenze ed ha riconosciuto la sua presenza al momento dei fatti”, così recita il comunicato della procura sulla confessione del belga di origini marocchine arrestato ieri.

Chi è Abrini? Trentunenne di origini franco marocchino era rimasto l’ultimo del commando degli attentati del 13 novembre a Parigi a sfuggire alla polizia ed ancora è risultato essere l’uomo più misterioso quello apparso ovunque dalla Siria, a Parigi e Bruxelles riuscendo sempre a sparire senza lasciare alcuna traccia. Abrini avrebbe soggiornato per un periodo di tempo in Siria e suo fratello Souleyman era entrato nell’Isis nel gennaio 2014 ed è morto otto mesi dopo. Insieme ad Abrini è stato arrestato anche Osama Krayem, ovvero il secondo uomo che era presente al momento dell’attentato compiuto nella stazione metro di Maelbeek. Krayem è dunque la persona ripresa nella metropolitana Pétillon di Bruxelles con il kamikaze della metro Khalid El Bakraoui prima che questi si facesse esplodere nella stazione di Maelbeek.

È lui “il secondo uomo” che era stato in contatto con il kamikaze della metropolitana nella capitale belga durante gli attentati del 22 marzo ed è stato incriminato per “omicidi terroristici”. Inoltre, secondo il comunicato diffuso dalla Procura, Osama Krayem era presente al momento dell’acquisto delle borse che servivano durante la duplice esplosione kamikaze all’aeroporto internazionale di Bruxelles Zaventem. Nel complesso, sono 4 le persone fermate ieri e accusate formalmente di terrorismo, altri due sospetti sono stati rilasciati. Abrini, Hamed-Krayem e i loro presunti complici sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari,proprio nella giornata che dovrà convalidarne il rinvio in custodia cautelare.

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