Torino, condominio contro coppia gay: vicino di casa condannato a 1 anno di carcere

Torino, condominio contro coppia omosessuale vicino di casa condannato a 1 anno di reclusioneE’ davvero incredibile e sta facendo molto discutere quello che è accaduto all’interno di un condominio sito nello specifico nella via Paravia, una zona popolare della città di Torino dove per diverso tempo una coppia di omosessuali sono stati costretti a subire insulti e umiliazioni di diverso genere da parte dei vicini di casa che non gradivano la loro presenza nel condominio accusandoli nello di abbracciarsi e baciarsi in pubblico, motivo per il quale hanno deciso di schierarsi contro di loro.

La vita della giovane coppia è dunque stata resa un vero inferno da parte dei vicini di casa e nello specifico ecco che a finire particolarmente nei guai è stato un uomo di 63 anni che proprio nella giornata di ieri, mercoledì 18 maggio 2016, è stato condannato per stalking da parte del Tribunale di Torino, a un anno di reclusione con la condizionale per aver insultato e perseguitato attraverso minacce e offese i due giovani al punto tale da spingerli a vendere l’appartamento e allontanarsi da quel luogo.

I fatti risalirebbero al periodo di tempo compreso tra il 2013 e il 2014 e per essere più precisi, la coppia gay sembrerebbe aver già iniziato a subire insulti e umiliazioni fin dai primi giorni dopo il trasferimento e anche mentre era in corso la ristrutturazione dell’alloggio sembra proprio abbiano subito insulti e accuse prive di senso in quanto sono stati accusati di aver provocato danni e disagi nei lavoratori. Ma la situazione per la coppia omosessuale diventava ogni giorno sempre più insostenibile, sono stati costretti a sentire insulti omofobi dalle finestre dei vicini e poi ancora a leggere dei bigliettini ‘volgari’ lasciati dentro l’ascensore. Addirittura uno dei due giovani è stato aggredito e picchiato da un gruppo di bulli i quali, secondo la coppia omosessuale, sono stati assunti proprio da parte del sessantatreenne che alla fine, anche grazie al sostegno del loro avvocato Anna Ronfani, hanno trovato il coraggio di denunciare.

In seguito alla condanna per stalking emessa nei confronti del vicino di casa sessantatreenne ecco che l’avvocato Anna Ronfani intervistata da ilfattoquotidiano.it ha affermato “I miei clienti sono ragionevolmente soddisfatti di aver visto riconosciuto il loro diritto a essere rispettati. Questa sentenza stigmatizza un comportamento violento e omofobico”. Ma anche lo stesso vicino di casa, condannato, ha espresso il suo pensiero affermando “Vogliono farmi passare per omofobo, ma ho amici gay” precisando poi “Sono un capro espiatorio. Non ho fatto nulla se non difendere la mia famiglia da persone che hanno preso a calci la mia porta di casa”. Il magistrato si è pronunciato sulla questione affermando “certamente anche altri hanno creato un clima infame in quel condominio, ma è altrettanto certo che l’imputato, il solo a rispondere dell’accusa, è responsabile, quantomeno a livello concorrente. Non vedo alternative alla condanna”.

Fu un calvario, per una coppia di giovani uomini, l’avere preso casa a Torino in una palazzina nel quartiere San Donato. Per un anno, tra il 2013 e il 2014, furono presi di mira dai condomini perchè «si tenevano per mano e si baciavano in pubblico». Perchè erano gay. E così danni all’ automobile, insulti omofobi, immondizia nella cassetta delle lettere, svastiche tracciate nella cabina dell’ascensore e pure una rapina.

Un incubo conclusosi soltanto ieri con la condanna per stalking di un inquilino, il solo ad essere stato identificato con certezza dalla polizia municipale, ad un anno con la condizionale. La mano del giudice monocratico Alessandra Chiarelli è stata perfino più pesante di quella dal pm Cesare Parodi, che per l’imputato, un torinese di 63 anni, aveva chiesto una condanna di otto mesi. «Anche altri, in quel condominio, hanno creato un clima infame, ma è altrettanto certo che l’imputato è responsabile, quantomeno a livello concorrente», ha sostenuto l’accusa nel chiedere la condanna.

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