Torino, crolla contro-soffitto in una scuola elementare: ferita bambina di 9 anni, il sindaco commenta “Sono arrabbiato e amareggiato”

torino-crolla-contro-soffitto-in-una-scuola-elementare-ferita-bambina-di-9-anni-il-sindaco-commenta-sono-arrabbiato-e-amareggiatoMomenti di forte tensione sono stati quelli vissuti, nella giornata di ieri martedì 11 ottobre 2016, nella scuola elementare Rodari sita nello specifico a Nichelino, comune italiano della città metropolitana di Torino, in Piemonte, dove proprio durante le ore di lezione è crollato il contro-soffitto colpendo una bambina di nove anni. Il crollo è nello specifico avvenuto nell’aula della IV A proprio nel momento in cui gli alunni erano tornati nell’edificio dopo la pausa pranzo. La bambina colpita è rimasta leggermente ferita motivo per il quale, dopo essere stati chiamati i soccorsi, è stata subito trasportata presso l’Ospedale Regina Margherita dove i medici, oltre che curare le sue ferite, hanno anche ritenuto opportuno ricoverarla per poterla tenere tutta la notte sotto osservazione in quanto, in seguito alla caduta del pezzo di contro-soffitto che l’ha colpita la bambina ha riportato una ferita sul cuoio capelluto e alcune escoriazioni sul corpo. E poi ancora i medici hanno diagnosticato anche trauma cranico ma la piccola non sembrerebbe essere grave e soprattutto è cosciente.

Quando si è staccato un pezzo di  intonaco di circa un metro quadrato, poco distante dalla porta di ingresso dell’aula, erano circa le ore 14,30 e la bambina di soli nove anni si trovava in classe insieme ad altre due compagnette che fortunatamente non sono state colpite ma che hanno riportato solo delle leggere ferite che i soccorritori hanno provveduto a curare sul posto dove, dopo essere stato lanciato l’allarme proprio da parte delle maestre, sono subito intervenuti 118, vigili del fuoco, carabinieri e vigili. Sulla delicata vicenda, che sta facendo molto discutere nelle ultime ore, si è espresso il sindaco Gottardo il quale ha nello specifico dichiarato “Proprio a luglio quel contro-soffitto era stato controllato. Abbiamo dato il via a una serie di sondaggi in tutte le scuole della Città, a partire dalle più vecchie, sulla staticità dei tetti. Il contro-soffitto caduto alla Rodari, che è una struttura che avrà circa quarant’anni, era stato collaudato da poco e non erano emerse problematiche. Sono arrabbiato e amareggiato, non dovrebbero mai succedere queste cose. Nichelino ha investito e sta investendo molto sulla sicurezza delle scuole”, sottolineando poi “L’ufficio tecnico ha il verbale della ditta che ha fatto il sopralluogo, è negativo. La mia perplessità è che è crollato un intonaco che era stato proprio sede del sondaggio”.

Il sindaco ha anche raccontato di essere andato a trovare la bambina in ospedale specificando inoltre che le sue condizioni di salute non sono gravi e che insieme hanno ricordato di quando si sono incontrati i primi giorni di scuola. E proprio a proposito di quello che è accaduto ecco che si è espresso il Codacons affermando “E’ l’ennesimo episodio di soffitti che crollano nelle scuole italiane, a dimostrazione dello stato di fatiscenza in cui versano gli istituti scolastici nel nostro paese”. 

La scuola italiana crolla a pezzi. F.’ da dimenticare l’inizio della settimana tra i banchi di alcuni istituti di Torino, Padova e Milano, dove sono parzialmente crollati soffitti e i bambini sono rimasti feriti e sotto choc.

L’ultimo caso è di ieri mattina, quando è venuto giù l’intonaco dell’istituto Rodati in via XXV aprile, a Nichelino, alle porte di Torino. Una bambina di otto anni è stata colpita in testa dai calcinacci crollati dal controsoffitto nell’aula della IV’ A ed è stata portata dal 118 all’ospedale Regina Margherita per curare un taglio alla fronte, che però non sarebbe grave. Gli stessi dottori del pronto intervento hanno medicato sul posto alni due bambini, anche loro appena rientrati in aula dopo il pranzo in mensa, ma gli amichetti sono stati più fortunali e sono stati appena sfiorati dai calcinacci. Dopo avere disinfettato le ferite, sono stati accompagnali a casa. Per tutti gli altri studenti, solo tanta paura, soprattutto per il ricordo del crollo di una scuola lì vicino, nel 2008, che uccise un ragazzo di 17 anni e ne lasciò paralizzato un altro.

I carabinieri, arrivati sul posto, stanno facendo le verifiche per capire se ci siano state delle mancanze da parte della pubblica amministrazione, che adesso assicura di avere eseguito controlli strutturali con apparecchiature ad hoc nello scorso mese di giugno. Ma qualcosa, evidentemente, non ha funzionato. Appena l’altro ieri, invece, a Padova è stato evitato il peggio grazie alla prontezza di spirito di una maestra che, uditi alcuni scricchiolìi, ha deciso di far evacuare immediatamente l’aula. Pochi minuti dopo, una parte del controsoffitto in cartongesso è crollata, ma ormai per fortuna la stanza era vuota.

Sul cedimento nella scuola elementare “Edmondo De Amicis” di Padova, in via Gitolo da Perugia, che ha provocato danni materiali ma nessun ferito, è intervenuto Paolo Botton, assessore comunale all’Edilizia pubblica: «Emetteremo un’ordinanza di inagibilità sull’aula e proseguiremo nelle prossime ore le valutazioni tecniche che consentano di dichiarare in sicurezza tutto l’edificio», ha spiegato nelle prime ore. Si tratta dell’ultimo dei molti casi di cedimento strutturale che nelle ultime settimane hanno riguardato edifìci scolastici. Il 29 settembre scorso era toccato alla scuola media “Mameli” in via Linneo a Milano, dove è crollato il controsoffitto e l’intera copcrtura della palestra. Una tragedia sfiorata solo perché il tonfo è avvenuto nella notte, quando i bambini e i professori erano nei loro letti. Appare un triste presagio l’appello lancialo da Sergio Mattarella il 30 settembre scorso, che aveva posto tra i principali problemi della scuola italiana «quello della sicurezza e della adeguata qualità degli edifici c delle aule», li Capo dello Stato aveva apprezzino «la decisione del governo di stanziare ulteriori e importanti cifre per la messa a norma degli edifici scolastici», ma aveva anche ammonito: «L’auspicio condiviso è che il piano proceda con la massima celerità e la massima efficacia possibile».

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