Torino, il Comune impiegherà i rifugiati e profughi per pulire i giardini della città, accordo con Amiat

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Nuovo accordo tra il Comune di Torino e l’Amiat ovvero l’Azienda Municipale Raccolta Rifiuti a cui viene affidato il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani di Torino. Secondo l’accordo sancito tra il Comune e l’azienda i rifugiati puliranno i giardini e marciapiedi della città; è questo il risultato di un protocollo d’intesa proposto dal vicesindaco Tisi insieme con gli assessori Passoni, Lavolta e Tedesco  tra il Comune e Amiat.

L’idea nasce per dare la possibilità ai rifugiati e profughi di svolgere dei lavori di pubblica utilità in modo assolutamente gratuito ed in questo modo poter in qualche modo restituire alla comunità cittadina parte dell’affetto ricevuto attraverso progetti di accoglienza che nel corso dei mesi sono stati messi in atto.

“E’ sicuramente utile e, ed è questo forse il risvolto più importante, l’iniziativa consente, ai richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale, di dare qualcosa in cambio del sostegno ricevuto per essere aiutati a costruire un percorso di vita lontano dal Paese che sono stati costretti a lasciare. L’accordo con Amiat evidenzia inoltre l’importanza del lavoro svolto in rete dalla Città di Torino con soggetti diversi, tra cui figurano le aziende partecipate, e condotto in una logica non di assistenzialismo, ma di responsabilità”, ha dichiarato il vicesindaco Tisi, che ha spiegato dunque le finalità dell’intesa con Amiat per l’impiego di migranti nella cura e nella manutenzione di spazi pubblici urbani. In realtà non è la prima volta che il Comune di Torino “impiega” così a titolo gratuito delle persone e lo ha fatto già nei mesi scorsi; alcuni detenuti-netturbini alcuni mesi fa erano stati impiegati dall’Amiat lo scorso mese di agosto negli spazi verdi di tutte le circoscrizioni.

«Abbiamo optato per il sabato perché durante gli altri giorni i richiedenti asilo possono continuare a seguire le attività di formazione e di studio già avviate. Molti di loro sono giovani», ha aggiunto il vicesindaco di Torino, Elide Tisi.Dunque, i rifugiati lavoreranno il sabato, saranno impiegati due per circoscrizione ed indosseranno le pettorine arancioni come tutti gli altri operatori Amiat. I rifugiati infine lavoreranno per sei ore. Il progetto inoltre prevede moduli di 12 settimane con l’impiego di 20 persone a modulo per  sei ore,  come abbiamo già anticipato il sabato mattina. Ovviamente questa  proposta avanzata dal  Comune di Torino è riservata alle persone che hanno ottenuto una protezione internazionale e che dunque risultano inserite nei percorsi  Sprar, ovvero Servizio centrale  di protezione dei richiedenti  asilo e rifugiati.  Il vicesindaco Elide Tisi  conclude sostenendo che l’accordo è stato condotto in una logica di non assistenzialismo ma di responsabilità, ricordando anche  in questo modo l’importanza  del  lavoro svolto dal Comune di  Torino in collaborazione con le aziende partecipate.

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