Tottenham – Fiorentina Streaming su Rojadirecta e diretta Live Tv Online

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A caccia di impresa. La Fiorentina torna un anno dopo a White Hart Lane dove nessuna squadra nelle coppe europee è mai riuscita a vincere nelle ultime due stagioni, dove soprattutto nessuna formazione italiana è mai stata capace di portarsi via i tre punti. Un’impresa appunto. Ma questa Fiorentina ha abituato agli exploit internazionali. A questo s’aggrappano i 1500 tifosi e pure i Della Valle attesi stasera alla loro 50ª gara di Europa: in caso di vittoria peraltro sarebbe la 300ª della loro gestione. Numeri importanti. Ma ora servono i fatti.

Contro il Tottenham privo di Kane (frattura al naso) e Dembelè ma con un Lamela ritrovato è sfida da cuori forti. Dicono che Pochettino pensi più al campionato dove la sua squadra è in corsa per il titolo ma Paulo Sousa giustamente non si fida. «Non credo a ad Tottenham distratto dalla corsa alla Premier, la mentalità inglese è quella di giocare sempre per vincere. Ma questo vale anche per noi» ringhia il tecnico che ha lasciato a Firenze il reprobo Sepe e gli infortunati Benalouane e Costa e assicura sulla condizione dei suoi, compreso Borja Valero anche se è rimasto in albergo saltando la rifinitura perché febbricitante: «Chi scenderà in campo sarà pronto. All’andata abbiamo sofferto ma poi avremmo meritato alla fine di vincere. Ora ci aspetta un’altra battaglia. Cosa serve? Rimanere noi stessi, senza perdere mai la nostra identità, il nostro spirito, e continuare a essere concreti sotto porta» ribadisce Sousa.

In attacco giostrerà Kalinic mentre Zarate sarà un’arma da utilizzare a gara in corso. Probabile il ritorno al 3-4-2-1, si rivedono Tomovic, Ilicic e Alonso. Tiene banco pure l’arbitraggio dopo quanto accaduto ai club italiani in questi giorni: «Io penso a proporre il miglior calcio possibile cercando di aiutare così anche i direttori di gara sapendo che pure loro possono sbagliare. Questa sfida fra noi e Tottenham è di gran livello tecnico, sono fiducioso che l’arbitraggio sarà all’altezza». Carico Pochettino a caccia rivincita dopo l’esclusione dell’anno scorso: «Abbiamo voglia di passare il turno e faremo il possibile». Aggiunge Lamela: «Io sto bene, ci aspetta una gara complicata, il risultato è aperto a tutto ma noi saremo pronti».

Aveva diciassette anni quando Alex Ferguson provò a portarlo a Manchester. Con una di quelle proposte che cambiano la vita di un giovane calciatore. Fu papà Bernardeschi a bloccare il trasferimento da sogno del figlio. Federico restò in maglia viola e alPUnited arrivò Ma- cheda, un altro talento del calcio italiano di cui si sono perse le tracce. Non sempre bruciare le tappe è una scelta vincente. Federico Bernardeschi e l’Inghilterra: ieri, oggi e, chissà, domani. Sir Alex aveva visto giusto nello scommettere su quel ragazzino tutto corsa e senso del gol. E con personalità in dosi industriali. Cinque anni dopo il numero 10 viola sbarca a Londra per sfidare il Tottenham.

La Fiorentina non ha nessuna intenzione di  uscire dall’Europa League e la magia di Federico nella gara d’andata tiene ancora vive le speranze di qualificazione della squadra di Sousa. Il gioiellino dei Della Valle ha incantato anche il tecnico degli Spurs, l’argentino Pochettino. «Bernardeschi ha grandi qualità e un grande futuro», ha commentato l’allenatore del Tottenham nella notte del Franchi. E stasera al White Hart Line sarà uno degli osservati speciali. Potrebbe essere addirittura oggetto di una doppia marcatura. Come succede a quelli bravi. Bernarde- schi è l’uomo di Coppa della Fiorentina. E il capocannoniere della squadra. Quattro gol, tutti importanti.

A cominciare dalle due reti messe a segno contro il Basilea che hanno permesso alla formazione viola di uscire in piedi da un girone eliminatorio più complicato del previsto. A Londra, come è successo nelle ultime gare di campionato, il numero 10 viola potrebbe giostrare in una doppia posizione: esterno a tutta fascia in fase di non possesso palla e trequartista in fase offensiva. Il ruolo che predilige e che gli permette di arrivare con più facilità al tiro. Perché stavolta la Fiorentina deve riempire il tabellino dei marcatori per andare avanti. «Ma sono ottimista», spiega Sousa, «raramente abbiamo chiuso una gara senza segnare». E Federico ha il piede caldo. E tanta voglia di scaraventare altri palloni in rete.

OFFERTA MANUTD L’Inghilterra potrebbe essere anche il suo futuro. Bernardeschi piace a tutti. Osservatori di Bayern Monaco e Barcellona lo stanno seguendo dall’inizio del campionato. Ancelotti lo avrebbe già inserito nella lista degli acquisti che presto consegnerà ai dirigenti bavaresi. Ma nei giorni scorsi è entrato in pista anche il Manchester United con un’offerta di 28 milioni. E lo stesso Chelsea (soprattutto se dovesse arrivare Conte sulla panchina dei Blues) è molto interessato. I Della Valle non hanno nessuna intenzione di cedere il loro gioiello a meno che non arrivi un’offerta indecente. Quindi intorno ai 40 milioni. Se ne riparlerà tra un paio di mesi. Certo è che stasera Bernardeschi avrà un palcoscenico importante per dimostrare, una volta di più, tutto il suo talento. Dal punto di vista della qualità la sfida sarà con l’ex romanista Lamela. In tribuna nella gara di andata, titolare stasera. Federico contro Erik, la qualificazione passa dai loro piedi.

L’obiettivo è espugnare la Fortezza. Ovvero il suggestivo White Hart Lane dove il Tottenham non perde in Europa dal 2013-’14 quando fu travolto dal Benfica per 3-1. Da allora, sul proprio campo, ha disputato 8 partite di coppa vincendone 6 e pareggiando due, fra cui quella coi viola un anno fa: al gol di Soldado rispose Basanta per un 1-1 che favorì al ritorno la qualificazione della Fiorentina. Anche stavolta si parte da un 1-1 ma al contrario. Il che complica assai ai viola la gara di domani (arbitra il rumeno Hategan) insieme alla qualità di questo Tottenham secondo in Premier anche se è stato appena sconfitto dal Crystal Palace ed eliminato dalla FA Cup. Un risultato che può essere un segnale per Fiorentina capace di sfoderare importanti numeri da trasferta in questa Europa League (2 vittorie e un pareggio, 8 gol fatti e appena 2 subiti) e in campionato dove ha conquistato 21 punti lontano da Firenze (6 successi, 3 pari e 4 ko): solo Juve, Napoli e Inter hanno fatto meglio.

A ciò si aggiunga la carica degli stessi protagonisti viola. A partire da Zarate che, squalificato con l’Atalanta, torna a disposizione in Europa per far coppia con Kalinic: «Non vedo l’ora di arrivare al White Hart Lane», twitta l’attaccante viola che a gennaio ha lasciato la Premier (dove in carriera ha giocato 40 partite e segnato 9 reti) e il West Ham per tornare in Italia. Con lui scalpita pure Bernardeschi, capocannoniere europeo dei viola con 4 gol (di cui tre fuori casa) in 6 gare, l’ultimo proprio al Tottenham. Il talento di Carrara, in ballottaggio con Blaszczykowski, avrà i riflettori del calcio inglese addosso visto che da tempo lo seguono sia il Manchester United che il City che, scrivono i media d’Oltremanica, sarebbero pronti a offrire non meno di 25 milioni di euro. Freme pure Kalinic tornato al gol domenica dopo due mesi: in Europa League però è fermo da settembre, domani farà quindi di tutto per sbloccarsi cercando anche di riscattare la sfortuna esperienza inglese vissuta col Blackburn.

Non sarà disponibile, invec,e Tello reduce dal primo gol in A contro l’Atalanta: lo spagnolo, ieri acclamato da centinaia di tifosi al Viola Store di piazza Duomo, è fuori dalla lista Uefa avendo già giocato in Champions. Però partirà oggi lo stesso coi compagni: Sousa vuole la squadra al completo per far gruppo e allenarla a Londra anche venerdì mattina. Ci sarà anche Sepe che ieri ha lavorato con la squadra. Intanto Tello farà il tifo dagli spalti: «Col Tottenham sarà dura ma possiamo farcela. Ho visto Zarate molto carico. Il campionato? Vogliamo andare in Champions». Non a caso i tifosi viola (in tanti si ritroveranno oggi a Trafalgar Square) sono già in fermento per la sfida di lunedì col Napoli: il presidente del Centro coordinamento viola club Filippo Pucci invoca attenzione nella vendita dei biglietti per evitare contatti coi sostenitori napoletani.

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Più che al Tottenham (cui comunque ribadisce di tenere molto e non solo perché in caso di vittoria sarà la sua 150ª in 287 gare da allenatore) quello che Paulo Sousa sferra alla vigilia di coppa è un attacco al calcio italiano. Alle sue logiche che – recriminano da sempre i tifosi viola – alimentano talvolta sospetti e molta dietrologia. Lo sfogo del tecnico portoghese, rievocando quelli del connazionale Mourinho e quel suo sentirsi “soli contro tutti”, nasce dalle tre giornate di squalifica a Mauro Zarate dopo l’espulsione con l’Inter.

Squalifica che non inficia la disponibilità in coppa dell’attaccante ma gli farà saltare, se il ricorso viola non sarà accolto, le gare con Atalanta, Napoli e Roma (all’Olimpico). «Mi dispiace tanto – sospira il tecnico – ma non sono stupito. Nella lettura che io faccio del calcio italiano, vedendo altri casi simili, era chiaro che Mauro sarebbe arrivato a saltare la sfida con la Roma. Avevo fatto questa previsione e infatti – ironizza – non mi sono sbagliato. Ora tocca a noi lavorare per ridurre ciò che consideriamo immeritato specie in relazione con altri episodi di altri club». E più tardi, a Sky, rimarca un’altra questione già sollevata tempo fa: «Col Napoli giocheremo lunedì (29 febbraio ndr) e con la Roma venerdì dopo. Quando c’è stato il turno infrasettimanale e abbiamo giocato mercoledì siamo sempre stati noi a scendere in campo di sabato. Comunque – ride – sono contento: tutto questo ci rende più importanti». Presa di posizione che lui definisce personale e che la società non condivide, al contrario della piazza.

«Prima della doppia sfida agli Spurs abbiamo il 50% di chance, sappiamo di affrontare un avversario forte come dimostra la classifica della Premier. Finora però non ha mai giocato contro una squadra come la nostra, dobbiamo puntare su questo. Pronti per 3° posto e Europa League? Io e i giocatori ci siamo promessi di lottare sempre per vincere. Col Tottenham potrebbe essere una gara Champions visti i valori e le rispettive classifiche. Spero lo sia presto», aggiunge il portoghese, che intanto la Champios è andato a vederla all’Olimpico dove ha assistito a Roma-Real assieme a Pradè. Per la terza volta di fila non è annunciato Andrea Della Valle che interverrà al Cda odierno in conference call.

«In questi giorni non ho parlato con lui e non vorrei più tornare su questo tema – risponde Sousa – Quando sarà libero da impegni verrà di sicuro e parlerà con tutti. Un messaggio? Sa che gli vogliono tutti bene». Previsto turnover, il dubbio maggiore riguarda Astori che ieri è diventato padre. Potrebbe rientrare Badelj (il cui agente attacca i viola di non aver rispettato il suo lavoro e “minaccia” di portar via il giocatore: la Fiorentina replicherà oggi), freme Bernardeschi: «Battere l’Inter ci ha dato una carica pazzesca, abbiamo tutto per vincere la coppa». Ribatte Pochettino: «Sarà una gara diversa, rispetto all’anno scorso siamo migliorati». Attesi oltre 2000 tifosi inglesi e 1000 agenti tra controlli anti terrorismo, ai monumenti e stop all’alcol.

Come vederla La partita si potrà vedere in tv e in streaming a pagamento sulle piattaforme di Sky Sport e Mediaset Premium. Su Sky Sport la partita si vedrà sui canali Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, mentre su Mediaset Premium sul canale Premium Sport. In streaming, potranno guardare Juventus-Roma gli abbonati alle rispettive piattaforme che hanno attivato i servizi Sky Go e Premium Play. I più fortuna potranno seguire la gara su Rojadirecta.

Sento il rumore dei nemici e mi piace». Josè Mourinho era un maestro nel creare, con le sue battute fulminanti, le giuste motivazioni in casa Inter. Lo Special One ha fatto scuola. Un altro tecnico portoghese ha scelto di usare parole forti per proteggere la sua Fiorentina. Ieri Paulo Sousa stimolato da una domanda sui tre turni di squalifica inflitti a Zarate è partito a testa bassa. «Nella lettura che faccio io del calcio italiano prevedevo una simile punizione. Le tre giornate di sospensione faranno saltare a Zarate anche la gara con la Roma. Insomma, il mio pensiero era giusto. Ora toccherà a noi lavorare per limitare quello che per me è immeritatissimo». Un attacco frontale al giudice sportivo.

E, di riflesso, alla Roma. In un intervento successivo il tecnico viola ha aggiunto: «Del resto, in questo campionato ci sono state altre decisioni che hanno aiutato alcune squadre e penalizzato altre». A cosa si riferiva Sousa? Non ad altri provvedimenti del giudice sportivo o a episodi legati a decisioni arbitrali, ma alle scelte della Lega su anticipi e posticipi. Parlando a Sky il tecnico ha osservato: «Noi dovremo affrontare lunedì 29 febbraio il Napoli al Franchi e il venerdì successivo ci aspetta l’anticipo contro la Roma all’Olimpico. Due scontri al vertice in pochi giorni. Ma io di queste “attenzioni” sono ben felice, vuol dire che siamo diventati una realtà importante».

VIOLA CONTRO TUTTI? Lo sfogo del portoghese ha colto in contropiede la società. I Della Valle e il presidente operativo Cognigni stanno lavorando da settimane per creare un’asse politica con la Roma e con altri club di prima fascia. Quindi la dirigenza non ha intenzione di entrare in rotta di collisione con il club di Pallotta e le accuse di Sousa restano per lei un pensiero del tecnico sul calcio italiano. Per quanto riguarda la vicenda Zarate, i viola hanno presentato ricorso d’urgenza e sono convinti che la squalifica sarà ridotta a due giornate. Quindi l’attaccante dovrebbe essere disponibile per la sfida contro la Roma. Sempre per restare sulle battaglie aperte da Sousa, l’allenatore portoghese ha dribblato la domanda sull’assenza della famiglia Della Valle al Franchi.
«Non ho parlato in questi giorni con Andrea Della Valle. Ma basta discutere di questo argomento. Il patron quando se la sentirà e quando sarà libero da impegni arriverà e parlerà con noi e con voi. Con la consueta semplicità e sincerità».

IL MATCH E il Tottenham? La delicata sfida con gli inglesi riaffiora a fatica nella conferenza stampa della vigilia. «È quasi una gara da Champions», osserva Sousa. Che poi aggiunge: «Il Tottenham è fortissimo. Ha grande qualità e un ricco parco giocatori. Noi siamo pronti. Abbiamo la voglia e l’ambizione di provare a difendere il terzo posto in campionato e di andare avanti in Europa League. Non è vero che abbiamo avuto nelle settimane scorse un brusco calo fisico. Abbiamo pagato gli infortuni di alcuni elementi. Ora comunque stiamo bene. Bernardeschi più avanzato è un punto di riferimento prezioso come è importante la duttilità di Borja Valero. Il Tottenham segna molti gol nei primi minuti? Non ci faremo trovare impreparati».

Giovani, forti e lanciatissimi. Brutto avversario per la Fiorentina il Tot- tenham di Pochettino, la squadra della Premier con la media età più bassa (24,6 anni) e i ritmi di gioco più alti. Il colpo di domenica scorsa all’Etihad contro il Manchester City – settima vittoria consecutiva in tutte le competizioni – è solo l’ultima perla di una stagione che finora in Premier ha visto i bianchi al tappeto soltanto 3 volte. A due punti dalla capolista Leicester, nel Nord di Londra l’obiettivo non è più soltanto arrivare davanti ai cugini dell’Arsenal (evento che non si verifica dal 1995) ma addirittura centrare quel titolo che manca dal 1961.

ANIMA BRITISH La rinascita degli Spurs ha la sapienza di Mauricio Pochettino in panchina e una rilevante anima british in campo, con ben 6 giocatori nel giro della nazionale di Hodgson: gli esterni di difesa Danny Rose e Kyle Walker (entrambi classe ‘90), i centrocampisti Ryan Mason (‘91), Eric Dier (‘94) e Dele Alli (‘96) e l’attaccante Harry Kane (‘93). Non male considerando che in Premier League ormai da qualche anno il numero dei giocatori selezionabili per la nazionale non raggiunge il 50 per cento.

ASSENTI Non tutti i giovani leoni saranno però presenti stasera al Franchi. Pochettino non ha a disposizione una rosa smisurata e in questa edizione di Europa League ha fatto ricorso al turn over. Così la coppia titolare di esterni della difesa, Rose e Walker, dovrebbe lasciare il posto a Trippier e Davies, mentre il coreano Son e Alli si dovrebbero accomodare in panchina con Lamela e Chadli sugli esterni del 4-2-3-1. «Abbiamo grande rispetto per la Fiorentina – ha assicurato ieri Pochettino – perché hanno grandi giocatori e un grande allenatore, ma noi vogliamo lottare in ogni partita, per ogni traguardo possibile e quindi faremo di tutto per passare il turno. Vogliamo vincere, dimostrare che siamo i più forti anche se sappiamo che sarà difficile». E sull’ipotesi che il bersaglio grosso della Premier possa in qualche modo distrarre i suoi giocatori, il tecnico argentino è deciso: «Abbiamo una rosa ampia, possiamo fare turnover, l’abbiamo già fatto e senza abbassare il livello del nostro rendimento. Mi fido dei miei giocatori. Da quando sono arrivato su questa panchina, 20 mesi fa, siamo migliorati molto, sono soddisfatto, abbiamo sviluppato la nostra filosofia di gioco e quella della società. Rimaniamo la squadra più giovane della Premier e abbiamo ampi margini di miglioramento, non possiamo fermarci».

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