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Tragedia shock a Vittorio Veneto, bambino di 12 anni si impicca nella sua stanza: La scoperta choc è della sorellina


Non ha neanche finito la cena con la sua famiglia. Si è assentato da tavola con una scusa qualsiasi: «Vado di sopra un momento», ha detto ai suoi genitori. Poi è entrato nella sua cameretta, ha preso la tenda, ne ha fatto un cappio, e si è impiccato. Mario (il nome è di fantasia, la tragedia – purtroppo – è reale) è un ragazzino di appena dodici anni: adesso lotta tra la vita e la morte all’ospedale di Conegliano, in Veneto. Al suo fianco ci sono, instancabili, mamma e papà. I medici non hanno ancora dichiarato la morte celebrare, ma di speranze per lui ce ne sono poche. Si parla già di espianto degli organi.

Mario è arrivato al reparto di rianimazione di quel policlinico del Nord-Est mercoledì sera, in condizioni disperate. A trovarlo letteralmente penzoloni è stata la madre, insospettita dal fatto che il piccolo si fosse assentato dal salotto per troppo tempo. Non era tornato nemmeno per guardare la tv, come faceva sempre. E quando la donna ha aperto la porta della sua stanza lo ha visto così, appeso alla tenda, agonizzante. Il cuore del bambino è rimasto fermo fino all’arrivo dell’ambulanza, i soccorsi sono stati attivati subito. Sul posto, richiamata dalle urla della madre, si è fiondata anche una parente che vive vicino alla famiglia e che fa l’infermiera al Pronto soccorso: ha provato a rianimarlo, ha praticato su quel corpicino esanime le prime manovre di rianimazione e un massaggio cardiaco. Ma forse per lui non c’era già nulla da fare.

Assieme ai camici bianchi sono arrivati i carabinieri. Le sirene hanno svegliato mezzo quartiere. I dottori hanno scongiurato il peggio, almeno momentaneamente, hanno intubato Mario: eppure, fin dalla corsa in ospedale, si è capito che le possibilità di salvare quella giovane vita erano ridotte al lumicino. L’elettroencefalogramma, ripetuto più volte, non era positivo. Come spiega il quotidiano locale Il Gazzettino, i genitori avrebbero già manifestato l’intenzione di dare il nulla osta all’espianto degli organi, qualora la situazione dovesse precipitare irrimediabilmente.
Cosa abbia spinto Mario a quel gesto estremo non è chiaro. Forse un rimprovero di troppo o una punizione o qualche brutto voto a scuola. Nulla per cui valga la pena suicidarsi, ad ogni modo: specie ad appena dodici anni. Un ragazzino “vivace”, lo descrivono così gli abitanti di Vittorio Veneto, il paesino in provincia di Treviso (poco più che 28mila anime) dove abita la famiglia del bambino: da quelle parti adesso sono tutti sotto choc. Comprensibilmente.

«Una certa percentuale di suicidi tra ibambini e gli adolescenti c’è purtroppo sempre stata», commenta Mauro Grimoldi, psicologo giuridico che ha collaborato anche con il tribunale minorile di Brescia. «A queste età, i disturbi che colpiscono i piccoli che vanno ancora alle elementari e i ragazzini non ancora adolescenti fanno spesso capo a fenomeni di natura psichiatrica, ma possono esserci altre cause». L’inadeguatezza di fronte alle sfide quotidiane, ad esempio, o il non sentirsi all’altezza delle situazioni di tutti i giorni, in una società che punta molto sulla competizione. «Nei più piccoli uccide più il senso di vergogna che di colpa», continua Grimoldi, «alcuni hanno la sensazione di non potersi guardare allo specchio e soprattutto nello specchio della società, degli altri».
Non sappiamo che cosa sia passato nella mente del piccolo Mario in quelle drammatiche ore di qualche sera fa, quali siano state le sue paure e i suoi timori. Sappiamo solo che uno studio condotto dall’Istat una decina di anni fa ha individuato il “suicidio giovanile” come la terza causa di morte tra i ragazzi italiani maschi, dopo gli incidenti stradali e i tumori (per le femmine è la quarta, prima vengono le malattie cardiovascolari). «Gli episodi di suicidio crescono nell’adolescenza e successivamente diventano costanti. Non c’è, insomma, nel corso della vita umana, un momento in cui cessano eventi simili», conclude l’esperto.

E’ davvero sconvolgente e sta lasciando senza parole moltissime persone quanto accaduto nei giorni scorsi a Vittorio Veneto, comune italiano della provincia di Treviso in Veneto, dove un bambino di soli 12 anni ha commesso un gesto davvero incredibile ovvero quello di impiccarsi all’interno della propria cameretta. Ad effettuare la tragica scoperta, lo scorso lunedì sera, è stata proprio la sorellina più piccola del bambino che, una volta entrata all’interno della cameretta del fratello lo ha visto con una corda stretta al collo e nonostante sia molto piccola è riuscita a trovare la forza di reagire e si è subito recata da mamma e papà per lanciare l’allarme. La scoperta è stata effettuata intorno alle ore 21,00 e subito i genitori insieme ad una parente infermiera si sono recati presso la cameretta e proprio l’infermiera parente della famiglia, grazie alla sua esperienza di primo soccorso, è riuscita a prestare aiuto al bambino ed è intervenuta per prima cosa togliendo la corda dal collo e praticando quelle che sono le prime manovre di soccorso, tra cui appunto il massaggio cardiaco. Nel frattempo la mamma del 12enne, nonostante lo shock dovuto al fatto di avere visto il proprio bambino con una corda intorno al collo pronto a togliersi la vita, ha trovato la forza di reagire e lo ha fatto chiamando il 118 ed ecco che poco dopo sul posto è intervenuto il personale medico che ha fatto davvero tutto il possibile per salvare la vita del bambino, le cui condizioni di salute sono apparse sin da subito piuttosto disperate.

Il bambino è stato trasportato, con estrema urgenza, presso l’Ospedale di Conegliano dove si trova attualmente ricoverato ma purtroppo, le ultime indiscrezioni trapelate sulla vicenda rivelano che le sue condizioni di salute continuano ad essere piuttosto disperate nonostante i medici stiano facendo davvero il possibile per salvare la sua giovanissima vita. Purtroppo però, sempre alcune indiscrezioni, rivelano che le speranze di tenere in vita il bambino diminuiscono di ora in ora nonostante al momento i medici non ne abbiano ancora dichiarato la morte cerebrale. L’elettroencefalogramma al quale è stato sottoposto lo scorso mercoledì sera rivela che le speranze che le condizioni di salute del bambino possano migliorare diminuiscono sempre più.

Sul posto in cui è avvenuta la tragedia sono anche intervenuti i carabinieri ma purtroppo al momento non sembrerebbe essere ancora chiaro cosa abbia spinto il 12enne a compiere tale folle gesto ed inoltre il bambino non sembrerebbe aver lasciato alcuno scritto con il quale volesse in qualche modo giustificare il perchè della scelta di impiccarsi all’interno della propria cameretta.  Una vicenda questa che ha lasciato senza parole l’intera città della provincia di Treviso e sulla quale si stanno interrogando in molti.

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