Trapianto di rene su bimbo di 3 anni: salvato grazie alla sua mamma ed una tecnica innovativa

E’ stato effettuato preso il Policlinico di Milano lo scorso 13 gennaio 2016 un importantissimo trapianto di rene su un bambino di appena tre anni salvato grazie al rene donato dalla sua mamma. Si è trattato di un intervento molto raro in Italia ed infatti, negli ultimi quindici anni ne sono stati effettuati solamente circa cinque di operazioni del genere.

Il bambino, di cui non sono state diffuse le generalità, vive insieme alla sua famiglia in una città dell’Emilia Romagna, è nato prematuro nel 2012 e soffre di una malattia denominata displasia renale bilaterale. Il direttore della Nefrologia Pediatrica del Policlinico, Giovanni Montini, ha seguito il caso del bambino sopra citato ha affermato che vi era bisogno di un rene nuovo sottolineando però che “la lista d’attesa è lunga perché la disponibilità di donatori deceduti in età pediatrica è scarsa”. Infatti, in casi di interventi del genere, tra i tanti criteri da seguire vi è anche quello relativo all’età del donatore che deve essere compatibile con quelle che sono le dimensioni del paziente.

Un donatore vivente e compatibile, nel caso del bambino di tre anni sopra citato esiste ed è proprio la sua mamma, ma l’unico dubbio iniziale era proprio quello relativo alle misure in quanto quello della donna era troppo grosso per il corpicino del suo bambino di appena tre anni e a tal proposito colui che guida l’Unità operativa di Trapianto di rene ovvero Claudio Beretta ha dichiarato “fino a poco tempo fa la scelta era di non eseguire trapianti da vivente da un genitore al figlio piccolo, perchè la discrepanza di dimensioni poteva portare ad un elevato rischio di insuccesso”.

I medici del policlinico di Milano dove l’intervento è stato eseguito hanno infatti modificato la tecnica di intervento normalmente utilizzato negli adulti e sempre il professor Barletta ha dichiarato “Nel trapianto normale su un bambino il rene viene inserito all’interno del peritoneo, una membrana che aiuta a mantenere gli organi addominali nella loro giusta posizione. Noi abbiamo però scelto di trapiantare il rene al di fuori del peritoneo, in uno spazio più contenuto e ‘obbligato’ che avrebbe permesso di non spostare né modificare il resto dei visceri” ed inoltre proprio tale rene è stato collegato al circolo sanguigno mediante un collegamento con l’aorta e la vena cava.

Il trapianto sul bambino dell’Emilia Romagna è durato tre ore ed è andato bene dicono i medici, è perfettamente riuscito e il rene trapiantato adesso sta lavorando perfettamente non essendosi nemmeno presentati effetti di rigetto. Barletta ha poi concluso affermando “Il bimbo dovrà continuare la terapia immunosoppressiva a vita, e fare qualche attenzione in più al rischio di eventuali infezioni. Ma di fatto lo aspetta una vita praticamente normale”.

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