Il trauma cranico può provocare demenza senile anche dopo tanti anni: a rivelarlo uno studio pubblicato su Neurology

Quello che molte persone si sono sempre chieste è se un trauma cranico può avere, dopo molto tempo, delle conseguenze sul nostro cervello oppure no, ed ecco che una risposta a tali interrogativi arriva direttamente da un particolare studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra e pubblicato sulla rivista Neurology. Per essere più precisi gli scienziati hanno scoperto che i trauma cranici possono provocare delle conseguenze a lungo termine aumentando, tra le altre cose, anche il rischio di Alzheimer, una comune forma di demenza degenerativa progressivamente invalidante, considerata per l’esattezza la forma più comune. Grazie a tale studio è stato dunque possibile scoprire che traumi subiti alla testa possono aumentare la probabilità che si presenti una qualsiasi forma di demenza senile e questo è dato dalla formazione, nel cervello, di placche amiloidi.

I ricercatori inglesi infatti si sono maggiormente soffermati proprio sulla formazione di queste placche amiloidi ed inoltre è opportuno precisare che, studi precedenti avevano dimostrato che in seguito ad un forte trauma cranico era possibile rilevarne la presenza mediante risonanza magnetica mentre invece studi epidemiologici hanno dimostrato che, persone che hanno subito un trauma cranico sono, come sopra anticipato, maggiormente predisposti a sviluppare demenza senile.

I ricercatori per essere più precisi, hanno sviluppato un’analisi piuttosto attenta su un campione di persone sane, persone malate di Alzheimer e in buona salute che in passato hanno subito un trauma cranico, un campione molto ristretto formato da sole nove persone. Ebbene, da tale analisi è emerso nello specifico che le placche riscontrate subito dopo l’incidente che ha causato il trauma cranico è possibile individuarle anche a distanza di molti anni,  e precisamente anche a distanza di ben dieci anni. Va comunque precisato che tali dati non devono assolutamente significare che, coloro i quali hanno subito un trauma cranico dovranno per forza andare in contro a demenza senile ma, possono solamente fornire indicazioni utili sui probabili casi a rischio ed inoltre potrà essere utilizzato nel tentativo di rallentare quelli a che è la formazione di queste placche in seguito ad incidenti, ma per farlo dovranno anche essere disponibili determinati farmaci.

Il gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno nello specifico esaminato i casi che riguardavano persone con lesioni cerebrali traumatiche moderate o gravi e dalle analisi di tali casi, con persone vittime di incidenti tra gli 11 mesi e i 17 anni precedenti alla ricerca, è emerso che anche se non presentavano problemi e dunque lesioni fisiche hanno sofferto di alcuni particolari problemi di memoria nella loro quotidianità oltre a problemi legati alla concentrazione. In  tutto il mondo i malati di Alzheimer sono ben 26 milioni di cui, circa 800 mila si trovano in Italia, numeri questi destinati a crescere ogni giorno sempre più.

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