Tribunale di Lecce, impiegato colpito da infarto: barella non entra in ascensore, nessuno capace di usare il defibrillatore

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Una vicenda davvero incredibile si è verificata nella mattina di ieri, 9 marzo 2016, presso il Tribunale penale di viale De Pietro dove un uomo è stato improvvisamente colto da un malore. Nello specifico un impiegato di 49 anni di nome Egidio Tarantino, mentre stava svolgendo il suo lavoro come sempre, è stato colpito da un brutto infarto proprio mentre si trovava al sesto piano della struttura, accasciandosi sul pavimento a causa di una dolorosa fitta.

Immediatamente dopo il malore, a soccorrere l’uomo, è stato un collega che ha prima praticato il massaggio cardiaco e poi la respirazione bocca a bocca nella speranza di riuscire a fare il possibile per poter salvare la vita del proprio collega. Ovviamente è stato subito lanciato l’allarme e sul posto poco dopo, con grande tempestività, sono arrivate le ambulanze per soccorrere l’uomo colto da grave malore, peccato però che alcune particolari circostanze hanno rallentato la possibilità degli operatori del 118 di intervenire, mettendo in serio pericolo la vita dell’uomo colpito dal malore.

Minuti che potevano essere davvero molto preziosi nel corso dei quali l’impiegato avrebbe potuto perdere tragicamente la vita, persi a causa di alcuni ostacoli legati proprio alle infrastrutture. All’interno dell’ascensore presente nel Tribunale penale di viale De Pietro, nella città di Lecce, non entrava la barella motivo per il quale gli operatori del 118 sono stati costretti a salire a piedi fino al piano in cui si trovava l’uomo colto da malore ed inoltre, per poter portare l’uomo al piano inferiore ed introdurlo all’interno dell’ambulanza hanno dovuto chiedere aiuto proprio ai dipendenti presenti al momento. Il malato sulla barella, i colleghi e gli operatori del 118 hanno dunque dovuto scendere sei piani di scale cercando di prendere tutte le dovute precauzioni e dunque procedendo lentamente per evitare di mettere ancora più in pericolo la vita dell’uomo. Inoltre è opportuno precisare che all’interno del tribunale vi era un defibrillatore che però nessuno dei presenti era in grado di utilizzare in quanto, nel momento in cui è stato donato tale strumento al Tribunale, nessuno dei dipendenti presenti all’epoca della donazione aveva fatto un corso per conoscere lo strumento e come poterlo utilizzare in caso di necessità dunque l’apparecchio si trova nella struttura ma è assolutamente inutilizzabile.

Egidio Tarantino è stato trasferito presso l’ospedale Vito Fazzi dove è arrivato con codice rosso ma la sua vita è stata salvata grazie agli operatori del 118 che arrivati sul posto hanno fatto tutto il possibile per intervenire utilizzando anche il defibrillatore che nessuno dei presenti era riuscito ad utilizzare precedentemente. Sulla questione si è espresso il segretario Giovanni Rizzo il quale ha nello specifico affermato “Da anni evidenziamo la necessità di progettare e realizzare un ascensore esterno. In merito al defibrillatore non è chiaro chi avrebbe potuto utilizzarlo, visto che i sindacati non sono stati informati della lista delle persone abilitate, né di come è stata eventualmente organizzata l’attività di soccorso in caso di problemi simili a quello di oggi”. 

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