Truffa alle assicurazioni a Palermo 10 gli arresti tra cui un ex pentito della strage di Borsellino ed una donna incinta: si facevano deturpare il viso per incassare

Si facevano sfregiare il  viso con in vetri delle bottiglie o martellare gambe e braccia per avere risarcimenti dalle compagnie di assicurazione. È soltanto uno dei retroscena dell’operazione della Dia di Palermo che ieri ha arrestato dieci persone, tra cui l’ex collaboratore di giustizia Salvatore Candura, la «mente» della truffa secondo gli investigatori. Una associazione per delinquere finalizzata alla truffa alle compagnie assicurative, secondo la procura, che reclutava «volontari» in ambienti degradati.

Scoperto un giro di false assicurazioni nella città di Palermo. Uno scenario davvero incredibile quello che emerge dall’inchiesta che ha portato la Direzione Investigativa Antimafia di Palermo coordinata dalla Procura del capoluogo ad esaminare una serie di arresti e perquisizioni sgominando in questo modo una banda attiva nel sud tra Palermo e Napoli.“Una bruttissima associazione per delinquere finalizzata alla truffa alle compagnie assicurative.

La cosa inverosimile è che facevano ricorso a persone provenienti da ambienti degradati della società e si sono prestati a farsi sfregiare il volto con” , dice il Procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi . “Non solo. C’era pure chi si faceva prendere a martellate sugli art. In un caso, visto che la ferita non era abbastanza larga è stata allargata ulteriormente con le mani”, aggiunge Lo Voi.

Tra le false vittime è stata individuata una donna, incinta di due mesi la quale sarebbe stata disposta a farsi sfregiare il viso con i cocci di una bottiglia per simulare di aver subito un incidente stradale. Una realtà davvero incredibile e difficile da immaginare e da quanto emerso la donna incinta avrebbe anche reclutato altre persone disposte a subire anche gravi lesioni e danneggiamenti in cambio di denaro.

Queste persone, ad oggi sono tutte accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa alle assicurazioni e lesioni personali aggravate. Tra le persone arrestate figura anche un ex collaboratore di giustizia di Palermo, ovvero un falso pentito della Strage di Via D’Amelio, Salvatore Candura il quale è accusato di essere il regista delle operazioni criminali. La donna incinta di cui sopra abbiamo accennato, si chiama Anna Campagna, 33 anni di Palermo la quale come già riferito aveva accettato di farsi sfregiare il viso con i cocci di vetro per simulare l’incidente stradale.

Sarebbe stata un’intercettazione telefonica tra la donna ed il compagno a metterla nei guai; nel corso della telefonata la donna racconta al fidanzato che qualcuno le avrebbe chiesto di “prestare” la figlia di 12 anni la quale sarebbe dovuta figurare come vittima.“Un’aberrazione del genere non si era mai vista. Coloro che si facevano sfregiare si facevano pagare con somme irrisorie”, dice il Procuratore capo di Palermo. I palermitani arrestati sono Maurizio Furitano, Pietro Carollo, Francesco La Mattina, Michele Teodoro, Davide Scafidi. Arrestati a Napoli Luigi D’Onofrio, Anna Campagna e Luciano Rinaldi.Ciascun incidente fruttava davvero tantissimi soldi, cifre che ammontano da un minimo di 20 ad un massimo di 30 mila euro non considerando poi i costi sostenuti dal Servizio Sanitario nazionale per le cure da prestare ai soggetti coinvolti. “Accompagnavano il tutto con il referto di lesioni esistenti ma procurate a martellate o con cocci di bottiglie vetro in faccia”, dice il capo della Dia di Palermo Riccardo Sciuto. “Ciò che mi ha più colpito in questa vicenda – dice il Procuratore aggiunto Salvatore De Luca – e che lascia amareggiati è uno spaccato di miseria e di degrado che alcuni di noi pensavano fosse relegato a certe zone del terzo mondo”.

L’installazione della “scatola nera” sulle auto potrebbe diventare un obbligo per tutti gli automobilisti. La novità potrebbe essere inserita nel disegno di legge Concorrenza attualmente all’esame della commissione Industria del Senato. Tra i vari settori in cui interviene il provvedimento – la cui calendarizzazione in Aula è prevista a partire dal 5 aprile – c’è quello delle assicurazione e della Rc auto. È in questo contesto che governo e maggioranza stanno valutando la presentazione di un emendamento sull’obbligo della scatola nera. Come noto già attualmente chi accetta di montare sulla propria vettura il dispositivo, usufruisce di notevoli sconti sul premio: attraverso la scatola nera infatti la compagnia può verificare l’effettiva dinamica di eventuali sinistri e quindi limitare le truffe, fenomeno ancora alto nel settore e che di fatto si traduce in aumenti generalizzati delle polizze.

La misura però non piace alle associazioni dei consumatori: «L’installazione e la manutenzione ordinaria e straordinaria della scatola nera comporterebbero costi non indifferenti per gli utenti» dice il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che minaccia ricorsi a tutte le sedi competenti «al fine di ottenere l’annullamento» della misura. Sempre in ambito di Rc auto sono in arrivo chiarimenti sulle tabelle da utilizzare per i risarcimenti dei danni non patrimoniali da sinistri stradali. La Camera dove il provvedimento è stato approvato il 7 ottobre scorso ha deciso di adottare le tabelle usate dal Tribunale di Milano.

«È probabile che il governo tenda a chiarire la norma per far sì che ci sia più certezza nei rimborsi, definendo tre tipi di danno inglobati nella definizione di quello non patrimoniale» ha detto Luigi Marino (Ap), relatore del provvedimento insieme a Salvatore Tomaselli (Pd). In arrivo una novità anche per il consumo domestico di acqua: un emendamento prevede che non potrà più essere stimato, ma nelle prossime bollette dovrà essere calcolato in base alle letture reali. Restano comunque tanti i nodi ancora da sciogliere all’interno del disegno di legge. Tra questi c’è quello delle farmacie (un emendamento prevede che possano essere di proprietà delle società di capitali al 100%, ma con un tetto massimo nel numero sul territorio regionale); della data in cui terminerà definitivamente il monopolio delle Poste sull’invio di multe e notifiche giudiziarie; del divieto alle banche di avere partecipazioni in società di intermediazione immobiliare; della costituzione delle srl semplificate senza l’intervento del notaio.

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