Tubercolosi, è allarme Oms nel mondo è ancora una malattia molto diffusa: 10 casi al giorno in Italia

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Nonostante in molti pensano che la tubercolosi sia una malattia piuttosto “vecchia”, purtroppo non sembra essere proprio così visto che continua ad uccidere ed a creare danni e disperazione in tutto il mondo. A lanciare l’allarme su questa patologia che sembra sfuggire dal controllo dei governi è l’Organizzazione mondiale della Sanità, nel suo Report 2016. I dati parlano chiaro, ovvero sono tremilioni le vite salvate, 10,4 milioni i casi stimati nel 2015, e nello stesso anno si sono registrati 1,8 milioni di decessi, di cui 0,4 milioni in perone co-infettate dall’Hiv.

Nonostante le morti siano diminuite del 22 percento tra il 2000 ed il 2015, la malattia sembra essere rientrata lo scorso anno tra le principali 10 cause di morte globale,più di Hiv e malaria. I paesi ad essere maggiormente interessati da questo fenomeno risultano essere l’India, ed a seguire l’Indonesia, la Cina, la Nigeria, il Pakistan ed il Sud Africa.“Nel mondo il tasso di declino dell’incidenza della tubercolosi rimane a solo 1,5% tra il 2014 e il 2015. Bisogna accelerare questa diminuzione al 4-5% annualmente per raggiungere la tappa del 2020”, è questo quanto si legge nel Report. Stando a quanto emerso, per poter debellare o quanto meno tenere sotto controllo la malattia, bisognerebbe che gli Stati si impegnassero ancora di più nella prevenzione, diagnosi e nel trattamento della malattia.

“Servono sforzi massicci. In caso contrario i Paesi continueranno a inseguire questa malattia mortale e a fallire gli obiettivi”, ha dichiarato la direttrice generale dell’Oms Margaret Chan. “Nonostante qualche progresso nella pipeline di nuovi strumenti diagnostici, farmaci (9 allo studio) e vaccini (13 allo studio), la ricerca e lo sviluppo sulla Tbc rimane fortemente sotto finanziata”, afferma il Report. L’European Respiratory Society (ERS) ha recentemente condotto una indagine in 38 Paesi rilevando che in 31 (86,1%) sarebbero in atto procedure di screening e monitoraggio della tubercolosi attiva, 19 per la forma latente e 8 (22,2%) hanno riportato i risultati ottenuti con il trattamento della forma latente Intanto è allarme in Italia e nello specifico a Trieste dove a destare preoccupazione è la condizione di una pediatra che è stata ricoverata per aver contratto la Tbc; a scopo preventivo sono stati chiamati per controlli circa 3500 bambini suoi assistiti sotto i sei anni.

Da quanto è emerso, pare che la pediatra sia stata contagiata da un bambino. Intervenuto sulla vicenda, Alessandro Ventura, ovvero il direttore del Dipartimento di pediatria del Burlo Garofolo di Trieste dove è in cura il bambino contagiato dalla Tbc, il quale parlando del rischio contagio, ha spiegato: “Il rischio è basso. Ma, come ci dimostra il caso appena diagnosticato, è doveroso mantenere l’allerta e applicare rigorosamente il protocollo d’azione che è stato avviato e che ha permesso appunto di intercettare tempestivamente il bambino che era stato contagiato. Le condizioni del bambino “sono buone. Ha iniziato la terapia che gli spetta e contiamo di dimetterlo per proseguire le cure a casa, dopo i dovuti giorni di osservazione ospedaliera”.

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