Tumore al polmone, arriva il naso elettronico che per fiutare la presenza del cancro

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E’ risaputo che il naso dei cani è molto sofisticato e perfetto per fiutare qualsiasi cosa, tanto che è stato pensato di utilizzarlo nel campo medico. Come? Un gruppo di ricercatori hanno pensato bene di ideare un naso elettronico che possa in qualche modo imitare il naso dei cani allo scopo di fiutare i tumori, ed in particolare quello dei polmoni.

Questo progetto è diventato realtà grazie allo IEO ovvero l’Istituto europeo di oncologia di Milano dove grazie ad un finanziamento dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro il dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell’istituto e della Statale ha potuto portare avanti uno studio per favorire le diagnosi precoci di tumore al polmone appunto. Dunque lo scopo dei ricercatori sarebbe quello di creare un naso elettronico molto simile a quello dei cani che come è risaputo vengono addestrati ed impiegati per fiutare l’eventuale presenza dei tumori al polmone.

Ovviamente si tratta di un progetto di rilevante importanza perchè permetterebbe di prendere in tempo e dunque diagnosticare in netto anticipo la presenza di un tumore nei pazienti e quindi dare loro maggiori probabilità di salvarsi, considerando che questo tipo di tumore è la prima causa di morte nel nostro paese, parlando di questa malattia ovviamente. I ricercatori avvisano che se il tumore viene diagnosticato nelle fasi iniziali, i pazienti hanno una possibilità di sopravvivenza più alta e nello specifico a cinque anni di distanza dalla diagnosi.” Il sogno del pool di camici bianchi promotori del progetto è infatti un futuro in cui il medico di famiglia avrà sulla sua scrivania, accanto all’apparecchio per misurare la glicemia e a quello per la pressione, anche una scatolina nera collegata a un pc: facendo soffiare il suo assistito dentro una speciale cannuccia attaccata a una bustina, in pochi minuti si troverà sullo schermo una traccia in grado di dirgli se per quel paziente è ipotizzabile un sospetto di tumore ai polmoni su cui indagare con mezzi più ad alto costo, come la Tac a basse dosi, per arrivare a una diagnosi super precoce” ha dichiarato Lorenzo Spaggiari,ovvero il direttore della Divisione di chirurgia toracica e responsabile del Programma polmone dell’Ieo.

L’apparecchio in questione sarebbe costruito con all’interno otto sensori utili a fiutare il tumore nell’alito dei pazienti sottoposti all’esame. Ad oggi il test è stato effettuato su un campione di 146 pazienti di cui 70 malati di tumore e nel 90% dei casi si è mostrato affidabile e preciso. Il costo di questo strumento si aggira sui 1.200 euro ma i ricercatori continuano a ribadirne l’importanza ed hanno anche affermato che un apparecchio del genere se i risultati verranno confermati da altre ricerche potrà servire a fare un primo screening a basso costo sui soggetti a rischio, per poi sottoporre alla Tac a basse dosi coloro che risulteranno positivi.

«Quello al polmone è la prima causa di morte per tumore in Italia: se la malattia è all’esordio, il tasso di sopravvivenza a cinque anni è del 54%, ma oggi solo il 15% dei casi viene identificato allo stadio precoce», spiega Lorenzo Spaggiari, responsabile del Programma Polmone dell’Ieo, l’Istituto europeo di oncologia di Milano. Per individuare questo «big killer» va però prima di tutto fornito il suo identikit. «Nell’area alveolare che espiriamo, si trovano dei composti volatili organici, i “Voc”, che sono frutto del metabolismo fisiopatologico alterato dal tumore e ne costituiscono la “firma molecolare”», spiega il chirurgo Roberto Gasparri dell’Ieo, primo autore di uno studio sul naso elettronico: «È un dispositivo olfattivo artificiale, grande come un modem, dotato di otto sensori al quarzo che, analizzando l’aria espirata (in foto), rilevano la presenza o meno dei “Voc” incriminati, con una sensibilità del 90% per i tumori del polmone allo stadio 1».

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