Tumore alla prostata, nuova terapia con abiraterone e prednisone: nuovi risultati e nuove speranze

Buone notizie per tutti i pazienti affetti da tumore alla prostata. Abiraterone acetato, associato a prednisone, stando a quanto emerso aiuterebbe la sopravvivenza globale di quasi un anno rispetto alla terapia con il soloprednisone, nei pazienti appunto affetti da tumore alla prostata metastatico in fase precoce easintomatica della malattia.

La buona notizia arriva direttamente da uno studio presentato al Congresso Europeo di Urologia in corso in questi giorni, dove alcuni ricercatori hanno evidenziato che abiraterone acetato più prednisoneoffre un vantaggio davvero non indifferente in termini di sopravvivenza paria 11,8 mesi rispetto al braccio di controllo con placebo più prednisone, in pazienti con tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione in fase iniziale e meno aggressivo ma sottoposti in precedenza a chemioterapia.

L’analisi presentata al Congresso europeo di urologia in corso a Monaco, ha infatti evidenziato chela combinazione dei due farmaci offre un vantaggio in termini di sopravvivenza pari a 11,8 mesi (53,6 contro 41,8 mesi) rispetto all’associazione con placebo, in pazienti con tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione, in fase iniziale e meno aggressivo, non sottoposti in precedenza a chemioterapia.Intervenuto Vincenzo Mirone, ovvero il professore ordinario di Urologia all’Università Federico secondo di Napoli, questo ha dichiarato: “Questi risultatii ci aiutano a identificare i pazienti che possono trarre maggiori benefici dalle nuove terapie ormonali e in quale stadio della malattia queste possono essere più efficaci.Il fatto di avere un significativo miglioramento della sopravvivenza negli uomini in fase meno aggressiva e asintomatica ci fa desumere che, se interveniamo in fase precoce, li trattiamo meglio. Quindi emerge la necessità di team multidisciplinari tra urologo oncologo e radioterapista che possano intercettare il paziente precocemente”.I ricercatori hanno eseguito uno studio sul campo e nello specifico hanno evidenziato dal precedente studio di riferimento il cui esito finale era stato presentato nel 2014 al congresso della Società europea di oncologia medica.

Oltre al beneficio di sopravvivenza, i dati dell’analisi post-hoc hanno anche evidenziato in entrambi i gruppi un miglioramento nel tempo alla progressione della malattia, del dolore correlato al tumore e della durata del trattamento quando trattati con abiraterone acetato più prednisone rispetto a placebo più prednisone. i pazienti sono stati suddivisi in due gruppi per identificare quale abbia tratto il maggior beneficio dal trattamento. I pazienti del Gruppo 1 presentavano minori sintomi ed avevano uno stadio di malattia iniziale, meno avanzato. Quelli del Gruppo 2 erano in uno stadio più avanzato e presentavano più sintomi. I pazienti in entrambi i gruppi hanno mostrato un vantaggio in termini di sopravvivenza quando trattati con abiraterone acetato più prednisone rispetto a placebo più prednisone (Gruppo 1: 11,8 mesi; Gruppo 2: 2,8 mesi).Il tempo all’uso della chemioterapia è aumentato di 12,7 mesi nel Gruppo 1 e di 8,8 mesi nel Gruppo 2 (Gruppo 1: 37 mesi vs 24,3 mesi; Gruppo 2: 23,3 mesi vs 14,5 mesi). È migliorato anche il tempo medio all’uso di oppiacei per il controllo del dolore dovuto al cancro in entrambi i gruppo.

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