Tumore: Trovata una sostanza che potrebbe bloccare il cancro

UN GRANDE PASSO avanti nella difficile guerra contro il cancro è stato fatto grazie allo studio di un grappo di ricercatrici dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn- Cnr). Le scienziate, in un lavoro pubblicato sulla rivista Cancer Research, hanno infatti identificato un nuovo possibile approccio terapeutico per la cura del cancro, attraverso la riattivazione della proteina p53. “Grazie a tecniche di biologia molecolare e cellulare è stata individuata una sostanza (un peptide) in grado di riattivare il soppressore tumorale p53, portando alla morte le cellule cancerose”, spiega Fabiola Moretti dell’Ibcn-Cnr che guida il grappo di ricerca.

La proteina p53, identificata per la prima volta nel 1979, è soprannominata “guardiano del genoma” perché uno dei suoi compiti è proprio quello di controllare le eventuali mutazioni che possono presentarsi nella replicazione delle cellule ed eliminare quelle potenzialmente cancerose. Per il suo fondamentale molo di soppressore tumorale, è considerato uno dei più importanti fattori per il controllo dello sviluppo e della progressione della malattia.

Non a caso, infatti, risulta inattivo in circa la metà dei tumori umani. Una buona notizia è che, diversamente dalle terapie attualmente disponibili, questo nuovo approccio non agisce sulle cellule normali analizzate, ma solo su quelle malate. Dalle sperimentazioni finora effettuate, quindi, tutto lascia ipotizzare che la nuova tecnica potrebbe essere ben tollerata dai tessuti sani. E ancora presto per dire se questa scoperta permetterà di sconfiggere una volta per tutte il cancro. “Studi ulteriori saranno necessari per rendere tale peptide un vero farmaco”, precisa Moretti.

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