Tumori, in arrivo un nuovo farmaco sperimentale che “scioglie” il cancro ai polmoni anche in stadio avanzato

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Novità in arrivo per tutti i pazienti affetti da un particolare tipo di tumore, visto che potrebbe arrivare un nuovo farmaco capace di sciogliere il cancro ai polmoni,senza alcun bisogno di dover ricorrere alla chemioterapia. Si tratta di un medicinale sperimentato da un gruppo di ricercatori australiani che stando a quanto è emerso, sarebbe davvero in grado di sciogliere il cancro ai polmoni, senza dover necessariamente ricorrere alla chemioterapia. Il farmaco in questione sarebbe stato utilizzato per il trattamento del melanoma e secondo quanto riferito dall’oncologa Rina Hui, ovvero la coordinatrice dello studio, potrebbe dare la possibilità ai malati di cancro ai polmoni di vivere più a lungo ed anche meglio. Il farmaco in questione è il Keytruda, che come abbiamo già anticipato è stato utilizzato per il trattamento del melanoma, il famoso tumore della pelle, causato per lo più dall’esposizione ai raggi solari.

“Possiamo segnare una svolta nella maniera di trattare il cancro ai polmoni, il più letale al mondo”, ha aggiunto l’oncologa Rina Hui, la quale ha anche aggiunto che grazie a questo studio si potranno dare nuove speranze a questi pazienti. Il farmaco è stato sperimentato da un gruppo di ricercatori su alcuni pazienti affetti da cancro ai polmoni in stadio anche piuttosto avanzato e diffuso anche fuori dai polmoni e che presentavano alti livelli di un marker che indica come le cellule cancerose si travestono da cellule sane; in questi pazienti, il farmaco sperimentale sembra abbia tolto il camuffamento mettendo in grado il sistema immunitario di cercare e attaccare le cellule maligne, come ha spiegato l’oncologa. A tal riguardo l’oncologa Hui ha aggiunto che questo farmaco ha dimostrato che dei pazienti di cancro ai polmoni allo stadio quattro e con un marker specifico, hanno una probabilità del 70% di vivere oltre 12 mesi senza bisogno di trattamento di chemioterapia.

“Questo nuovo medicinale, già somministrato ad un numero di pazienti colpiti da melanoma nel 2014 e che hanno visto regredire il tumore, punta sulla produzione di anticorpi monoclonali che riescono a bloccare il percorso attraverso il quale le cellule tumorali eludono il sistema immunitario e continuano ad aumentare numericamente,” ha detto Hui. I risultati dello studio sono stati presentati in occasione dell‘European Society for Medical Oncology Congress svoltosi in Danimarca, a Copenhagen.

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