Tumori in Italia si guarisce 7 volte su 10 ma servirebbe fare malta più prevenzione

C_2_articolo_3005643_upiImageppSe fino a qualche anno fa una diagnosi di cancrospesso significava una condanna a morte, oggi le cose sono profondamente cambiate, tanto che sette pazienti oncologici su dieci guariscono. Questi i dati diffusi dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) durante il convegno sullo ‘Stato dell’oncologia’ tenuto oggi a Roma. Un dato che fa tirare un (mezzo) sospiro di sollievo, considerato che la percentuale di chi guarisce è cresciuta del 15% negli ultimi 10 anni.

Le percentuali di guarigione crescono nei casi di tumore più diffusi – alla mammella, con il 91% e al seno, con l’87% – mentre, purtroppo, in termini di prevenzione si deve fare ancora molto.

In Italia sarebbero almeno tre milioni i soggetti che convivono con esso e che tuttavia riescono ad andare avanti con la propria vita mentre almeno due milioni di persone lo avrebbero sconfitto in maniera definitiva. Discorso simile per i test screening: come il Pap-Test per prevenire il tumore della cervice uterina o ancora il test per la ricerca del sangue occulto fecale per uomini e donne dai 50 ai 60 anni, misura preventiva per il tumore del colon-retto e ancora la mammografia biennale per le donne tra i 50 e i 69 anni. “Lo screening per il carcinoma prostatico mediante Psa rappresenta, al momento, l’esempio più importante del grave rischio di sovradiagnosi e sovratrattamento conseguenti ad un intervento a scopo di prevenzione” è quanto si legge nel rapporto dell’Aiom.

La cattiva notizia è che il 40% dei tumori potrebbe essere evitato con la prevenzione, dagli stili di vita alla diagnosi precoce, ma occorrerebbero fondi che non vengono stanziati, campagne d’informazione che non vengono fatte, l’eliminazione di liste d’attesa che invece permangono: e si arriva a sviluppare malattie che ci potremmo evitare. Oltre alle battaglie per lo stop al fumo e per una dieta adeguata supportata da una buona attività fisica, c’è quella per gli screening, che al sud hanno coperture molto più basse rispetto al nord, e anche la vaccinazione contro l’Hpv segna il passo. Sono queste le due neoplasie più frequenti, per uomini e donne.

Tuttavia, fa notare il presidente dell’Aiom, Carmine Pinto, come sia importante che le strutture mediche, garantiscono efficacia, rapidità e terapie consone per combattere i tumori, eliminando ad esempio le liste di attesa, un obiettivo da raggiungere con la creazione immediata di un Fondo Nazionale per l’Oncologia.

Secondo l’Oms, nel 2015 sono stati stimati 363mila nuovi casi di cancro nel nostro Paese, 1000 nuovi casi al giorno. Il Fondo ad esempio può essere finanziato con alcune iniziative molto semplici, aumentare il costo delle sigarette di 20 centesimi, anche per incidere sulla loro vendita: 41 mila le nuove diagnosi di tumore al polmone lo scorso anno, su un totale di 363mila nuovi casi di cancro registrati. Un altro modo per risparmiare soldi e garantire le cure necessarie a tutti sta nell’eliminazione degli esami inutili, soprattutto quelli dei marcatori tumorali: se ne sono fatti 13 milioni di questi esami, nel 2012, la maggior parte in persone non colpite dalla malattia. Col rischio molto alto di avere dei falsi positivi, e quindi di dover ricorrere ad ltri esami ancora più specialistici e costosi per escludere il falso allarme.

“Nel 2015 sono stati stimati 363mila nuovi casi di cancro nel Paese – ha spiegato Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom – e possiamo dire che molto più di metà andrà incontro a guarigione”. Al momento in Italia tre milioni di persone vivono con una diagnosi di tumore, mentre due milioni possono affermare di aver sconfitto la malattia.

Oggi la medicina ha compiuto passi enormi, grazie a terapie innovative ed efficaci consentono a molti pazienti di vivere a lungo, in alcuni casi, soprattutto nei tumori più gravi, si vive molti più anni dei classici 6-9 mesi di sopravvivenza di pochi anni fa.Non solo, grazie alle nuove cure si vive anche una vita dignitosa e non inchiodati ad un letto.

Il punto sui tumori – A fare meno paura sono anche il tumore del colon retto, con un tasso di sopravvivenza del 64% per gli uomini e del 63% per le donne. Non migliora invece la sopravvivenza per il tumore del polmone, 14% per gli uomini e 18% per le donne, e del pancreas, 7% per gli uomini e 9% per le donne. Il tumore più frequente in entrambi i sessi è proprio quello del colon retto, con quasi 52mila diagnosi stimate, seguito da mammella (48mila), polmone (41mila), prostata e vescica.

I big killer – Secondo gli ultimi dati disponibili, il tumore che fa registrare il maggior numero di decessi è quello al polmone (33.538), seguito da colon-retto (19.202), seno (12.004), pancreas (10.722), stomaco (10mila) e prostata (7.282). Nonostante gli ottimi risultati sul fronte della sopravvivenza i tumori alla mammella restano quelli che uccidono di più le donne, per effetto dell’alta incidenza. Tra gli uomini è invece il tumore del polmone è quello che uccide di più in tutte le fasce di età, e rappresenta il 15% dei decessi fino ai 49 anni, il 30% tra 50 e 69 anni e il 27% tra gli over 70. Per le donne il cancro al seno rappresenta il 29% dei decessi oncologici tra le giovani, il 23% tra le adulte e il 16% tra le over 70.

C’è da lavorare sulla prevenzione – Se sul fronte delle cure ci sono grandi passi avanti, sottolineano gli esperti, su quello della prevenzione c’è ancora molto da fare. Il 40% dei casi potrebbe infatti essere evitato con una maggiore prevenzione, dallo stop al fumo a una dieta corretta a una maggiore diffusione della vaccinazione per l’Hpv.

Aiom: “Serve un fondo nazionale per l’oncologia” – Secondo Carmine Pinto, “le terapie innovative per contrastare i tumori sono sempre più efficaci, ma servono risorse dedicate”. Occorre “garantire a tutti le terapie più efficaci e l’assistenza migliore, un obiettivo da raggiungere con la creazione immediata di un Fondo nazionale per l’oncologia”, ha aggiunto.

I Numeri Italiani, colpiti più gli uomini che le donne

Quanto al nostro Paese, secondo ‘I numeri del cancro in Italia 2015’, il censimento ufficiale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dall’Associazione italiana registri tumori (Airtum), diminuisce il numero degli uomini colpiti, con 194.400 nuove diagnosi stimate nel 2015, mentre cresce quello delle donne, che tocca quota 169.000.Tra le nuove diagnosi, la neoplasia più frequente è quella del colon-retto (52.000), seguita da seno (48.000), polmone (41.000), prostata (35.000) e vescica (26.000).

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