Tumori, nuove speranze in arrivo dall’immunoterapia: nuova arma più efficace della chemioterapia

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Continua la lotta contro i tumori e questa volta il cambiamento definito epocale potrebbe arrivare dall’immunoterapia, una nuova tecnica che utilizza il sistema immunitario come arma decisiva per contrastare i tumori e che tra l’altro continua a rivelarsi efficace nel trattamento di un numero sempre maggiore di neoplasie. E’ questo il messaggio che arriva dal Congresso della società europea di Oncologia Medica in corso a Copenhagen, in Danimarca, che è stato un’occasione per mettere insieme circa 13mila oncologi e ricercatori provenienti da tutto il mondo; il tema di quest’anno era appunto l’immunoterapia. Tale tecnica è stata già utilizzata per il trattamento dei tumori al polmone, al fegato ed per il melanoma, ma adesso ci sono risultati promettenti per il cancro del rene, della vescica, del collo e della testa, ed ancora per i mielomi ed alcuni linfomi.”L’immunoterapia ha portato un cambiamento epocale nel modo stesso di considerare la malattia: non solo si registrano miglioramenti decisivi ma si tratta di miglioramenti a lungo termine e dunque che si mantengono per lunghi periodi, e questo apre una prospettiva nuova per tantissimi pazienti”, è questo quanto dichiarato dal direttore dell’Unità Oncologia medica dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, Francesco Cognetti.

I risultati dello studio in questione, pubblicati su The New England Journal of Medicine, ora presentati anche all’Esmo, hanno aperto una nuova strada verso il trattamento e la cura del cancro. Lo studio, ha previsto la somministrazione di 10 mg/kg su 475 pazienti verso un gruppo placebo; nello specifico la somministrazione era prevista ogni tre volte alla settimana per 4 dosi, seguito da una somministrazione ogni tre mesi per tre anni, ed i risultati sono stati sorprendenti. Ebbene si, una somministrazione effettuata ogni tre settimane per 4 dosi ha dato una sopravvivenza senza malattia nel 40,8% rispetto al 30,3% nel gruppo placebo; i risultati sono stati sorprendenti anche nei 5 anni, ovvero la sopravvivenza senza malattia è stata del 65,4% rispetto al 54,4% del placebo. Il farmaco di cui abbiamo parlato,ovvero l‘ipilimumab era stato già approvato nel 2011 negli Stati Uniti ed in Europa come trattamento di prima linea del melanoma avanzato.

Esisterebbe anche un altro farmaco immunoterapico, ovvero il pembrolizumba, un anticorpo PD-1 che stimola il sistema immunitario nell’identificare e distruggere le cellule tumorali. Questo farmaco nello specifico sembra essere molto efficace e superiore alla chemioterapia standand. Infine, esiste anche un terzo farmaco immunoterapico, ovvero l’atezolizumab e si tratterebbe di un altro anticorpo diretto verso la PDL 1,molto efficace nel trattamento di seconda linea nelle forme metastatiche. Da quanto è emerso l’immunoterapia ha già cambiato la vita di tantissimi pazienti affetti purtroppo da tumore al polmone, ovvero una delle neoplasie per le quali si registrano maggiori risultati; risultati importanti si registrano per un tumore molto grave come quello del testa-collo recidivo o metastatico.

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