Umberto Eco, la richiesta nel testamento stupisce tutti: ‘Nessun convegno su di me per 10 anni’

E’ già trascorso poco più di un mese da quando, lo scorso 19 febbraio 2016, il celebre semiologo, filosofo e scrittore italiano Umberto Eco si è spento intorno alle ore 22,30 nella sua casa di Milano a causa di un tumore del pancreas che lo aveva colpito proprio due anni prima e contro cui ha tentato invano di lottare non riuscendo però a sconfiggerlo.

Ed ecco che, a un mese dalla sua morte, Umberto Eco è tornato a far parlare di se per la bizzarra richiesta rivolta alla sua famiglia, ovvero la moglie e i figli, e scritta nel suo testamento. Per essere più precisi Eco ha chiesto alla sua famiglia di non fornire, per almeno dieci anni, alcuna autorizzazione per organizzare convegni o giornate di studio in sua memoria e poi ancora il professore chiede che, per il medesimo periodo di tempo non vengano organizzati incontri in cui vengono citate le sue opere, la sua vita e il suo pensiero.

La notizia è stata diffusa pochi giorni fa, proprio mentre i colleghi di Umberto Eco stavano già provvedendo ad organizzare un convegno internazionale presso l’Università di Bologna per ricordare il celebre intellettuale ma ecco che, proprio poco prima della riunione di organizzazione del convegno la vedova di Umberto Eco, Renate, ha chiamato Patrizia Violi comunicandole quella che era la volontà del marito.

“Nel testamento ci chiede, a me e ai nostri figli, di non promuovere o autorizzare convegni su di lui per 10 anni”, ha dichiarato la donna. E proprio Patrizia Violi, ha commentato la volontà di Eco affermando “Personalmente mi sembra una scelta nel suo stile e giusta, un’idea geniale. Ha voluto evitare la massa di convegni di circostanza e invitare a una riflessione più a lungo termine, ponderata. Sì, ogni tanto lo diceva che non avrebbe voluto giornate di studi a lui dedicate. Ma ora ci sono le sue volontà: un invito a chi voleva fare convegni, seppure con ottime intenzioni e per onorarlo, a fermarsi. Lo stesso rettore ce lo aveva chiesto, a questo punto non si farà. Ci atterremo a questo suo desiderio”.

Costantino Marmo, presidente della Scuola di Lettere ha invece affermato “In questa sua volontà abbiamo riconosciuto la zampata ironica del nostro professore che non voleva essere mummificato e monumentalizzato”. La volontà espressa da Umberto Eco nel suo testamento ha lasciato senza parole la famiglia e le persone più vicine a lui ma allo stesso tempo ha fatto molto sorridere perchè ha sottolineato quella che era la personalità del professore. Gli amici e i colleghi di Eco hanno dunque deciso di rispettare la sua volontà, ma bisognerà però vedere in quanti lo faranno davvero nel corso di questi dieci lunghi anni di pausa chiesti dal semiologo, filosofo e scrittore italiano.

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