Umberto Eco, il suo ultimo libro postumo Pape Satan Aleppe in anticipo in libreria il 27 febbraio

Si è spento lo scorso 19 febbraio 2016 lo scrittore Umberto Eco, all’età di 84 anni nella sua casa milanese.Messaggi di cordoglio sono arrivati dal mondo della cultura, ma anche dal mondo politico. Lo scrittore era nato ad Alessandria lo scorso 5 gennaio del 1932 e dai primi anni della sua vita si era posto come intellettuale,indipendente e controcorrente.

Lo scorso anno nel giorno del suo compleanno uscì Numero Zero, ovvero un libro in cui la politica si intreccia col giornalismo giudiziario, la P2.Nel corso dei prossimi mesi, invece, era prevista l’uscita del nuovo libro di Umberto Eco, ovvero “Pape Satàn Aleppe” la cui uscita era prevista per il prossimo mese di maggio, ma è stata anticipata al prossimo 27 febbraio. La notizia è stata annunciata da Elisabetta Sgarbi sua compagna di viaggio nel corso di un suo ultimo progetto editoriale, chiamato ” La nave di Teseo”, ovvero una casa editrice fortemente voluta dallo scrittore e fondata insieme ad autori come Furio Colombo, Edoardo Nesi, Sergio Claudio Perroni ed editori come Eugenio Lio e Mario Andreose.

“Aveva dato il visto ‘si stampi’ appena tre giorni fa”, ha dichiarato Elisabetta Sgarbi, parlando dell’ultimo lavoro di Umberto Eco “Pape Satan Aleppe“. Questo ultimo libro, presentato lo scorso 19 giugno conferì allo scrittore il Sigillum Magnum all’Università di Bologna in occasione del primo meeting mondiale dei laureati Alma master. In questo occasione lo scrittore ottenne il seguente riconoscimento ” Simbolo del sapere dei saperi, riservata a Capi di Stato, Pontefici e personalità internazionali” come disse il Rettore alla consegna del titolo. In quell’occasione, Umberto Eco molto emozionato ed orgoglioso del titolo ottenuto aveva risposto così alle parole del Rettore: “ho letto da qualche parte che il Sigillum Magnum è stato istituito nel 1888, quindi, se non sbaglioi calcoli, ne avete dati 137 sino ad adesso a persone illustrissime e meritevoli. Immagino che il Rettore Dionigi si sia trovato a dover raschiare il fondo del barile e quindi lo abbia dato a me”.

“Per cui non mi resta che imitare i nostri gloriosi ciclisti vincitori di tappa, e sono molto contento di essere arrivato ultimo, ciao mamma, saluto gli amici del bar sport”. Tornando a Pape Satan Aleppe, possiamo dire che si tratta di una raccolta di saggi dal 2000 ad oggi, come ha spiegato Elisabetta Sgarbi e come indica il sottotitolo si tratta di un riferimento al sociologo polacco Bauman e alla sua metafora della postmodernità. Questi saggi affrontano diversi temi quali il rapporto tra giovani e vecchi, ed ancora argomenti di grande attualità. Pape Satàn Aleppe è la nota citazione dantesca che poco vuol dire e, dunque, rimanda esattamente alla dimensione della società liquida di cui al sottotitolo; la copertina del libro è fucsia e rossa ed è stata disegnata dall’amico Cerri.

Sarà una cerimonia laica e breve, non più lunga di un’ora, quella per l’ultimo saluto ad Umberto Eco. Poi la salma verrà cremata in forma strettamente riservata. Ad ospitare l’omaggio, domani alle 15, sarà il Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco di Milano, monumento e simbolo della città su cui si affaccia anche la casa di Eco. Lo racconta Mario Andreose, storico curatore editoriale e amico di Eco, vicino alla famiglia in questi giorni di lutto.

Parleranno sicuramente gli amici più intimi di Umberto Eco, fra i quali quelli con cui ha condiviso la sua ultima avventura, la nascita della casa editrice La nave di Teseo. Ci sarà il rettore dell’Università di Bologna, ateneo in cui lo scrittore era professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici. La salma di Umberto Eco lascerà la casa soltanto mezz’ora prima dell’inizio della cerimonia di saluto. Ieri l’omaggio di Inge Feltrinelli, che ha ricordato la caratura internazionale di Umberto Eco: «Eraveramente un gigante internazionale che ha fatto tanto per l’Italia e per la cultura italiana». In visita anche il drammaturgo teatrale e attore Moni Ovadia: «Perdiamo un’epopea, non solo un uomo. Lascia più di un vuoto, una voragine». Invisita anche l’illustratore, Tullio Pericoli.

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