Un cerotto bionico in arrivo: riparerà il cuore dopo un infarto sostituendo il trapianto

Una grande novità è in arrivo nel settore medico. Si tratta di un cerotto bionico, fatto di cellule cardiache, elettrostimolatori e sensori, il quale verrebbe attaccato sul cuore per riparare i danni dell’infarto o l’insufficienza cardiaca. Si tratta di una grande ed innovativa realtà perchè potrebbe non rendere più necessario il trapianto di cuore. Il nuovo cerotto, è stato realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Tel Aviv e nello specifico da Tal Dvir e Ron Feiner nell’ambito di una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Materials.

“Sarà un mix di tessuto vivo e elettronica. Può sembrare una cosa surreale, ma siamo sicuri che cambierà la vita a molte persone e la renderà migliore”, ci ha tenuto a precisare il dottor Dvir. Il cerotto del futuro, dunque secondo quanto riferito dal suo inventore potrebbe essere utilizzato in sostituzione al trapianto di cuore, per ripararlo dai danni provocati da infarti o malattie cardiache. Questo cerotto nello specifico è stato realizzato con un mix di materiale biocompatibile e di cellule cardiache che battono integrandosi proprio col cuore stesso su cui viene applicato.

Questo materiale al suo interno contiene degli elettrodi ed elettrostimolatori che consentono di rilevare le aritmie o altre anomalie del cuore ed una volta fatto, rilasciare i farmaci a comando.Inoltre, questo innovativo cerotto al cui interno possiede dei sensori è in grado di mandare informazioni in tempo reale al medico che in questo modo può anche decidere di rilasciare i farmaci se il paziente si sta sentendo male ovvero se presenta delle aritmie o un’infiammazione cardiaca.

“Con questo cerotto cardiaco abbiamo integrato elettronica e tessuto vivente.Sembra fantascienza ma è già realtà, e ci aspettiamo che questa invenzione consenta un enorme avanzamento della ricerca in campo cardiologico”, ha dichiarato Tal Dvir ovvero il leader del team di ricerca.

Se questo cerotto dovesse confermare la sua efficacia un giorno potrebbe diventare autonomo nel senso che potrebbe non richiedere più l’intervento del medico ed agire da solo avvertendo le condizioni fisiche del paziente e rispondere in maniera adeguata.Un altro studio, già lo scorso mese di settembre aveva avviato la strada all’autogenerazione di tessuti cardiaci dopo un infarto, attraverso un cerotto bio ingegnerizzato in grado di sostituire la proteina che compone l’epicardio che dopo un infarto viene a mancare. L’epicardio consiste nella membrana che ricopre il cuore, e nello specifico parlando di questo ulteriore studio, dopo gli esperimenti condotti sui topi e sui maiali i ricercatori dell’Università di Stanford hanno constatato l’evidente sviluppo delle cellule del tessuto cardiaco. Per infarto si intende la necrosi di un tessuto per ischemia, cioè per grave deficit di flusso sanguigno. I sintomi più frequenti sono il dolore acuto di varia intensità,ma ci possono essere dei casi in cui avvenga in modo asintomatico.

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