Un’altra infermiera killer? 5 suoi pazienti presero troppi sedativi

Schermata 2016-04-21 alle 16.44.06Fonte: Settimanale Giallo di Laura Marinaro Il mio povero fratello era già stato sfortunato in vita e non meritava certo quello che sta passando anche dopo la sua morte. Il suo corpo è stato riesumato per accertare i veri motivi per cui è deceduto. Il sospetto che la sua morte potesse essere evitata non mi rende solo tristissimo, ma anche pieno di rabbia”. Chi parla è Diego Raimondi, il fratello di Roberto, un uomo di 54 anni malato di sclerosi multipla, che è deceduto mentre si trovava all’ospedale di Piano, in provincia di Bergamo. Quello di Raimondi è uno dei cinque cadaveri riesumati il 15 febbraio scorso su ordine della Procura di Bergamo per accertare una tremenda verità. Si sospettava infatti che tutte queste cinque morti fossero collegate dallo stesso motivo: l’iniezione di dosi eccessive di tranquillante, un farmaco che se preso nelle dosi corrette aiuta a dormire, ma in dosi eccessive può portare alla morte, perché impedisce di respirare.

I loro corpi sono stati ìiesumati proprio per accertare se ci fossero ancora tracce di queste sostanze iniettate e la risposta, purtroppo, è stata positiva in tutti e cinque i casi. Ma andiamo con ordine in questa delicata vicenda. Di tutte queste morti è sospettata un’infermiera, Anna Rinelli, 43 anni, originaria di Sesto San Giovanni (Milano), ma residente da molti anni in provincia di Bergamo. La donna è indagata per omicidio preterintenzionale. In concorso con lei sono indagati il primario del reparto di Medicina Generale, dove lavorava la donna, Sergio Lazzaroni, la caposala Paola Bosio e altri otto tra infermieri e medici dell’ospedale che non avrebbero vigilato e controllato. Il pensiero corre subito a Fausta Bonino, l’altra cosiddetta infermiera killer, arrestata con la terribile accusa di aver ucciso 13 pazienti all’ospedale di Piombino, dove tuttavia si indaga, come scriviamo nelle pagine successive, su altri venti morti misteriose.

Va subito detto che, seppure si paria di omicidi, si tratta di accuse completamente diverse. La Bonino, per gli inquirenti, avrebbe iniettato un farmaco con l’intento di uccidere. Anna Rinelli, invece, potrebbe aver iniettato il tranquillante solo per tenere tranquilli i pazienti, quasi tutti anziani, durante i suoi toni, senza prevedere le tragiche conseguenze del suo gesto. Il sostituto procuratore Carmen Pugliese indaga da diversi mesi, dopo che era arrivata una lettera anonima che segnalava come all’ospedale di Piario ci fossero state moiri fuori controllo. Il magistrato ha deciso di vedere chiaro su questi decessi sospetti, avvenuti tutti nel 2015, e ha fatto sequestrare 89 cartelle cliniche. Va detto che la stessa dirigenza dell’ospedale aveva segnalato la morte sospetta di uno dei suoi pazienti. Proprio per fare chiarezza sono state dunque effettuate queste riesumazioni che, come detto, hanno confermato i sospetti. Non solo: il sostituto procuratore Carmen Pugliese ha anche avviato la pratica per riesumare altri dieci cadaveri.

Se i consulenti medici hanno infatti accertato che il Valium era presente nei primi cinque corpi riesumati, sarà fondamentale, adesso, capire se la causa di quei cinque decessi misteriosi sia stata proprio la somministrazione del Valium. Nel caso di Roberto Raimondi il sospetto è forte. Racconta a Giallo suo fratello Diego: «Mio fratello era malato da anni ed era stato ricoverato all’ospedale a più riprese, senza problemi. La sua morte, lo scorso 1° dicembre, è arrivata fulminea. L’autopsia ha accertato che gli era stato somministrato del Valium. Ma a me non risulta che abitualmente lo prendesse… Non sono un medico, ma, adesso, qualche dubbio mi è venuto. Voglio sapere cos’è successo. Non so se ci sia stato un errore o un dolo, ma chi ha sbagliato deve pagare. Per questo sto valutando se costituirmi parte civile al processo».

Anche i parenti degli altri quattro pazienti riesumati potrebbero costituirsi parte civile. Tra questi, c’è Bruno Fantoni: suo padre Luigi Fantoni, 90 anni, è morto il 6 ottobre 2015. Anche nel suo corpo sono state trovate tracce di Valium. Spiega il figlio Bruno: «Io avrei preferito evitare l’esumazione del mio papà. Certo, era anziano, pieno di acciacchi, ma stava abbastanza bene. Nell’ottobre 2015 è stato ricoverato a Piano, ma nulla faceva presagire ima fine così repentina. Se qualcuno ha sbagliato, deve pagare».

Tra i pazienti riesumati c’è anche Dante Ferri, 82 anni, entrato all’ospedale di Piario per un check-up e morto il 21 giugno 2015, all’improvviso. Daniele Scandella, 95 anni, è invece morto il 25 ottobre 2015, mentre Vernerò Trivella, 60 anni, si è spento nel gennaio 2015. Potete vedere le foto della riesumazione del suo cadavere nella pagina precedente. A piangere per lui è la sorella Isabella, che si dice sconvolta dopo aver saputo l’esito delle analisi sul suo cadavere. Il suo caso è imo dei più significativi: benché la morte risalga a più di un anno fa, le tracce del Valium che sono state ritrovate nel suo corpo erano ancora ben evidenti

Le denunce arrivate agli inquirenti sulle morti sospette sono in tutto 23, e se ne stanno occupando tra gli altri i carabinieri della compagnia di elusone, guidata dal capitano Lasagni. La Procura ha iniziato l’iter per richiedere altre 10 esumazioni, ma occorre stabilire su quali corpi fare questi accertamenti. Gli inquirenti devono infatti incrociare le testimonianze raccolte in ospedale con le cartelle cliniche dei pazienti. Il sospetto che siano morti per ima dose eccessiva di Valium potrebbe essere confermato dal fatto che il tranquillante, benché non fosse prescritto nella cartella medica, fosse stato comunque somministrato.

Non è detto tutte le 23 denunce arrivate ai carabinieri portino alla riesumazione di 23 cadaveri: saranno le indagini a indicare quali sono le morti davvero sospette. Come si difende l’infermiera accusata? Anna Rinelli, che attualmente, pur essendo stata reintegrata, è in aspettativa, non è stata ancora sentita dal pm e ha detto di aver saputo delle riesumazioni dai giornali. La dottoressa Pugliese la interrogherà nei prossimi giorni. L’inchiesta va avanti e non sono esclusi sviluppi: ci sono 89 morti su cui indagare. Resta il fatto che Valium e Midazolam, i due farmaci su cui si indaga, furono consumati in quantità eccessive. I carabinieri avrebbero stabilito che nel giugno 2015 era già terminata la scorta di un anno intero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.