Usa, sparatoria in Louisiana: tre agenti morti e tre feriti, grave bilancio

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Usa, sparatoria in Louisiana: tre agenti morti e tre feriti, grave bilancio

Ancora tensione negli Stati Uniti a distanza di 10 giorni dalla strage di Dallas, ancora una volta si sono verificati nella giornata di ieri scontri con la polizia e tre agenti purtroppo sono rimasti uccisi e altri tre feriti in un’ imboscata a Baton Rouge in Louisiana, luogo dove lo scorso V luglio l’ambulante afroamericano Hulton Sterling aveva perso la vita in circostanze controverse, sotto i colpi delle forze dell’ordine; nello specifico l’uomo, un afroamericano di 37 anni venditore di CD, era stato ucciso dalla polizia mentre immobilizzato a terra scatenando parecchie proteste dileguate due giorni dopo a Saint Paul, sobborgo di Minneapolis Minnesotaa, dove il 32enne Philando Castile è stato ucciso durante un controllo da un agente di polizia.

La sparatoria sarebbe avvenuta nella giornata di ieri ed il bilancio diffuso attraverso un comunicato del portavoce del ufficio dello sceriffo di Earth Baton Rouge ovvero Casey Rayborn Hicks, il quale ha spiegato che a sparare sono state almeno 3 persone e che purtroppo tre agenti sono rimasti uccisi da altri tre feriti.

Lo stesso sindaco ha parlato di un’imboscata, ed ancora parlato di una robot bomba come quella utilizzata per uccidere il killer di 5 poliziotti a Dallas lo scorso 8 luglio. Nello specifico pare che a sparare sia stato un uomo vestito di nero con il volto coperto, il quale avrebbe aperto il fuoco con un fucile d’assalto; i poliziotti avrebbero risposto ad una chiamata e una volta arrivati sul posto sono rimasti vittima di un’imboscata ti fa da uno o due aggressioni che hanno aperto il fuoco. L’emittente WAFB ha intervistato un testimone della sparatoria, che ha raccontato di aver visto un uomo vestito di nero, col volto coperto e munito di un’arma semi automatica, ma non appariva “addestrato militarmente”. L’episodio è stato inevitabilmente condannato dal presidente Barack Obama il quale lo ha definito atto di vigliaccheria ; a tal riguardo lo stato di allerta negli Stati Uniti è piuttosto alta e la polizia è già in azione in tutti gli USA ed in particolare a Cleveland città già blindata alla vigilia dei 4 giorni della convention repubblicana.

Steve Loomis, ha chiesto al governatore dell’Ohio di dichiarare lo stato di emergenza e sospendere il diritto di portare armi.Non mi interessa che si crei un precedente, credo fermamente che le autorità debbano ergersi in difesa di questi agenti”. Una volta diffusa la notizia questo è stata commentata anche da Donald Trump il candidato del GOP alla presidenza degli Stati Uniti il quale ha dichiarato di essere pronto per chiedere legge ed ordine.“Quanti agenti devono morire per mancanza di leadership? Chiediamo ordine”, ha twittato ancora Donald Trump.L’Fbi intanto ha collaborato nelle ore successive all’attacco, con la polizia di Baton Rouge nelle indagini, durante le quali sono stati coinvolti anche robot per verificare l’eventuale presenza di esplosivi nei luoghi della sparatoria.

Cleveland (Ohio) La gente di Baton Rouge era in chiesa. Mentre un ex marine afroamericano uccideva tre poliziotti e ne feriva altri tre, molti abitanti della città della Louisiana stavano pregando. La deputata di colore Denise Marcelle anzi era stata invitata dal suo sacerdote a dire alcune parole di pace e di unità per rincuorare un pubblico scosso dopo le violenze e le manifestazioni delle ultime due settimane: “E’ sconvolgente per me – ha detto più tardi – pensare che io invocavo la pace negli stessi momenti in cui qualcuno stava uccidendo i nostri poliziotti”.

Molti, usciti dalla Messa, sono corsi proprio davanti alla centrale di polizia, per dare una testimonianza di solidarietà. E se ancora dopo varie ore era poco chiaro come si erano svolti i fatti, una cosa rimaneva certa: la lista degli agenti caduti in servizio negliStati Uniti quest’anno ha già raggiunto una cifra record. Trenta uccisi dall’inizio dell’anno, contro i 16 allo stesso momento nel 2015. Lo scontro a fuoco di ieri nella capitale della Louisiana è stato prima descritto come un regolamento di conti fra bande rivali, in cui la polizia era stata chiamata a intervenire, rimanendo a sua volta vittima.

Poi però altre testimonianze hanno offerto un diversa versione, e nel tardo pomeriggio è stato confermato che c’era stato un unico sparatore, l’ex marine afroamericano, Gavin Eugene Long, che ieri compiva 29 anni. Qualcuno aveva chiamato il numero delle emergenze, il 911, denunciando spari nella zona.

All’arrivo della prima volante, una pioggia di pallottole ha accolto l’agente. Un agguato, dunque. Altri due poliziotti sono caduti, mortalmente feriti, e uno di questi era un agente di colore che era diventato padre da pochi giorni. Altri tre sono stati trasportati in ospedale in condizioni gravi. Lo sparatore è stato ucciso, ma sia a sua identità che la sua etnia sono state rese note solo dopo molte ore. Una testimone ha sostenuto di aver visto un uomo, armato con un fucile d’assalto, che camminava lungo la strada in una zona industriale fuori Baton Rouge.

L’uomo indossava una maschera che gli copriva il volto. Anche un altro testimone, Brady Van- cel, ha detto di aver visto un uomo vestito tutto di nero, il volto coperto da una maschera nera con in mano un fucile.Tutti i testimoni oculari dunque hanno parlato di una maschera nera che impediva di vedere il colore della pelle dello sparatore. Ovviamente però i primi sospetti sono stati contro qualche membro della comunità afroamericana, sia per il freschissimo ricordo del massacro di Dallas, dove un veterano di colore ha ucciso cinque poliziotti “per vendetta”, sia perché pochi giorni fa la polizia di Baton Rouge ha arrestato un giovane che stava derubando un negozio d’armi e questi ha confessato che “cercava pallottole per organizzare un agguato contro la polizia”.

Proprio l’arresto di questo giovane ha spinto la polizia di Baton Rouge a usare maniere forti contro la folla che nell’ultima settimana ha manifestato senza sosta per l’uccisione, lo scorso 5 luglio, di Alton Sterling, un 37enne di colore. Le manifestazioni di protesta sono state tutte pacifiche, e tuttavia la polizia ha “usato forza eccessiva nell’eseguire gli arresti” hanno denunciato le associazioni dei diritti civili. La rabbia della comunità di colore contro gli abusi delle forze dell’ordine ha portato alla rinascita, proprio a Baton Rouge, di una nuova versione delle Pantere Nere, il movimento afroamericano che non ha mai rinnegato la violenza come forma di lotta.

La morte di altri tre agenti ha causato una reazione immediata in tutto il Paese. Il presidente Ba- rack Obama ha espresso il dolore suo e della nazione per l’uccisione di tre coraggiosi agenti», ma ha anche sollecitato vivamente il mondo politico a usare cautela nelle reazioni, a «temperare le parole». «Nulla – ha aggiunto – giustifica queste violenze contro la polizia. È un attacco contro tutti noi». Ma anche uno dei leader del movimento “Black Lives Matter”, il giovane DeRay McKesson ha ricordato “il nostro movimento è nato per chiedere la fine delle violenze, e io rinnovo questo appello”.

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