Vaccinare la figlia si o no?, genitori separati litigano e finicono in tribubale: deciderà il giudice

Vaccinare la figlia, genitori separati litigano e finicono in tribubale deciderà il giudice

Due genitori di Modena sono finiti in tribunale dopo aver litigato a lungo sul da farsi con la figlia ovvero sulla decisione di vaccinare o meno la propria bambina. Sarà dunque il tribunale a decidere quale debba essere il futuro sanitario della bambina in questione di soli 6 anni e si appresta ad affrontare la prima elementare; da quanto emerso già il prossimo mese di settembre sara fatta una prima visita medica per stabilire quali sono le condizioni di salute della bambina è soltanto dopo aver effettuato tale visita il perito del giudice depositerà la bozza della tua relazione e darà poi 20 giorni alle parti per le loro osservazioni.

Dopo queste fasi spetterà al tribunale prendere una decisione sul da farsi ma pare che questa possa non arrivare prima di dicembre. Sostanzialmente il padre vuole far vaccinare la bambina, mentre la madre sembra essere totalmente contraria; nello specifico il padre ritiene anche le vaccinazioni e siano fondamentali mentre la madre sostiene tutto il contrario ovvero che non sia il caso di vaccinare la bambina senza alcuna garanzia medico-scientifica e quindi dopo un lungo diverbio tra le parti, sarà il giudice a decidere alle corti della loro bambina.La madre ha coinvolto Stefano Montanari, un farmacista vicino ai movimenti antivaccini, che con la moglie gestisce a Modena un centro studi sulla presunta presenza di materiali pericolosi. Il padre, invece, si è affidato a Vittorio Selle, direttore dell’igiene pubblica della Asl di Venezia.

Si tratta di un caso insolito e forse anche il primo che necessità l’intervento del giudice per risolvere il contrasto sulle vaccinazioni. I genitori convivevano fino a 3 anni fa, poi un giorno la loro storia è finita ma pare che il diverbio sulla vaccinazione sia nato nel 2010 ovvero dopo la nascita della figlia, anche se almeno inizialmente i due erano concordi nel non vaccinarla. Quando è finita la loro storia d’amore e dunque quando i genitori si sono lasciati è stato deciso l’affido condiviso, ed è stato proprio in quel periodo e nello specifico nel aprile del 2014 che il padre aveva chiesto di incontrare la madre direttamente all’Asl e per parlare delle vaccinazioni, ma purtroppo in quella occasione non era riuscito ad arrivare ad alcun risultato perché la nonna“ non si è lasciata convincere. “Anche allora avevamo discusso – dice il padre della bambina – Io ero favorevole a vaccinare, ma pensai: dato che la bimba sta ancora a casa con la mamma e non frequenta quasi nessun altro si può aspettare un po’”. Intervenuto al legale della mamma ovvero l’avvocato Mirella Guicciardi la quale ha dichiarato che la donna non è totalmente contrari ai vaccini ma vuole essere sicura che la figlia non abbia delle conseguenze dato che come ha rilevato il consulente tecnico ,nei vaccini sono presenti dei metalli insolubili incompatibili con i tessuti umani.Si tratta infatti del primo caso in Italia che vede contrapposti due genitori in merito alla vaccinazione di un figlio.

GENITORI contro per le vaccinazioni della figlia. Il padre le vuole fare perché è convinto che siano fondamentali, la madre no, le crede pericolose. La loro battaglia si combatte di fronte al Tribunale civile di Modena, dove si stabilirà quale debba essere il futuro sanitario di una bambina di 6 anni che si appresta ad affrontare la prima elementare. A settembre, ha deciso il consulente dei magistrati, sarà intanto fatta una visita medica per stabilire quali sono le sue condizioni di salute.

Gli “anti-vax” sono sempre più numerosi in Italia, e le prime stime del ministero, che comunicherà i dati ufficiali dopo l’estate, parlano per il 2015 di un nuovo calo tra l’1,5 e il 2% delle vaccinazioni obbligatorie e non. La madre della bambina è una di loro, tanto che il suo avvocato ha prodotto al processo documentazione tratta dal sito del Comilva, una delle associazioni più attive tra quelle che contestano l’utilizzo di questo tipo di medicinali.

È la prima volta che per risolvere il contrasto sulle vaccinazioni tra due genitori deve intervenire di un giudice. La coppia ha convissuto fino a tre anni fa, quando la loro storia è finita. Nel 2010, dopo la nascita della figlia, avevano deciso insieme di non vaccinarla. Addirittura misero nero su bianco un’obiezione di coscienza quando la Asl chiese loro perché non l’avevano portata a fare le iniezioni cosiddette “obbligatorie”, contro poliomielite, tetano, difterite ed epatite B. “Anche allora avevamo discusso – dice il padre della bambina – Io ero favorevole a vaccinare ma pensai: visto che la bambina sta a casa con la mamma e non frequenta quasi nessun altro si può aspettare un po’”.

Quando i genitori si sono lasciati è stato deciso l’affido condiviso. Già nell’aprile del 2014 il padre ha chiesto di incontrare la madre alla Asl per parlare delle vaccinazioni. Non è servito a convincere la donna. Poi a marzo 2016 l’uomo ha cercato di risolvere la questione davanti al giudice tutelare, che ha invitato i genitori per una conciliazione. Non si è raggiunto l’accordo e il magistrato a quel punto ha inviato il fascicolo al Tribunale civile. Il collegio ha nominato un consulente, una pediatra di famiglia della città, e così hanno fatto anche le parti. La madre, assistita dall’avvocato Mirella Guicciardi, ha coinvolto Stefano Montanari, un farmacista vicino agli anti-vax, che con la moglie gestisce proprio a Modena un centro in cui si fanno studi sulla presunta presenza di materiali pericolosi, come nano particelle, in questi medicinali. L’avvocato del padre, Marzia Bondavalli, si è affidata a Vittorio Selle, direttore dell’igiene pubblica della Asl di Venezia.

All’udienza dell’11 luglio ci sono stati i primi scontri. Da una parte le teorie, false e strampalate per la stragrande maggioranza del mondo scientifico, di chi sostiene ad esempio che la polio si è estinta da sola, che il morbillo rinforza il sistema immunitario e altro. Dall’altra i dati sulla vaccinazione in Veneto negli ultimi 10 anni, con 30 milioni di persone che hanno preso i medicinali e 500 reazioni avverse gravi delle quali 16 di tipo permanente. Il perito del giudice ha detto che, dopo la visita medica della bambina, a fine settembre depositerà la bozza della sua relazione e darà 20 giorni alle parti per le loro osservazioni. Poi consegnerà al Tribunale il suo lavoro definitivo. A dicembre inizierà la discussione della causa. La bimba sarà già da molti mesi a scuola quando si deciderà se vaccinarla.

“Il mio ragionamento è semplice – dice il padre della bimba – La mamma preferisce le cure naturali? Nessun problema. La bambina ha la febbre? Ok, proviamo con la Belladonna invece che con la tachipirina. Anch’io sono contro l’abuso di farmaci. Quando però parliamo di malattie infettive che fanno disastri, e se le prendi rischi anche di morire, bisogna vaccinare. Lo Stato ci mette a disposizione uno strumento che salva le vite. Mentre noi perdiamo tempo davanti a un giudice, nostra figlia non è vaccinata. Con il proprio corpo si è liberi di fare ciò che si vuole, ma con quello dei propri figli no. Deve essere tutelato”.

Questa la posizione dell’avvocato della madre. “La mia assistita dice: “ho paura

di iniettare a mia figlia vaccini che i nostri consulenti tecnici dicono essere impuri. Lo Stato non mi può dare garanzie sulla loro sicurezza e non mi può obbligare a farli”. E poi lei non è contraria a tutte le vaccinazioni, la figlia ha fatto l’antitetanica”.

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