Valerio Scanu: “Non mi hanno capito on sono arrogante, però certe critiche mi esasperano”

Non c’è pace per Valerio Scanu. Dopo l’avventura sanremese – è arrivato solo tredicesimo con il brano Finalmente piove — il cantante sardo risponde ai suoi detrattori. «Mi viene da sorridere perché sono stato definito “non classificato” dalla giuria di qualità del Festival, secondo me c’è stata un po’ una congiura contro gli ex di Amici… Credo ci sia stato un forte pregiudizio che con la musica non siamo riusciti a battere», ha detto l’artista, che molti ricordano giovane e impacciato quando, nel 2008, debuttò nel talent di Maria De Filippi.

«Sui giornali mi hanno attaccato» Alcuni, soprattutto all’inizio della tua carriera, ti accusavano di essere antipatico. Era solo timidezza? «Se è successo è perché certe critiche mi hanno portato all’esasperazione. Adesso non mi arrabbio più».

Che cosa ti ha fatto perdere le staffe in passato?  «A volte la tivù fa vedere alcuni lati del carattere di una persona, nascondendone altri. Dopo Amici sono sempre stato etichettato come presuntuoso e arrogante, J quando invece sono umano e sensibile. Nei titoli dei giornali, però, veniva scritto solo che ero anti- ‘ patico e alla lunga questo mi ha innervosito».

Per scoprire invece che eri anche bravo, qualcuno ha avuto bisogno di vederti all’opera nella trasmissione Tale e quale show. Perché non si sono accorti di te prima? «Grazie allo show di Conti mi sono in parte riscattato a livello artistico. Prima mi prendevano in giro e ora mi rispettano di più. Credo di essermi guadagnato la stima del pubblico imitando personaggi difficili, senza mai cadere nel trash».

Anche a L’isola dei famosi hai dato di te un’immagine inedita, più spontanea… «Sì, credo di esserne uscito bene. Quel reality mi ha mostrato come sono».Quando ti guardi indietro come ti vedi? «Sono molto critico con me stesso. Se mi riguardo bambino o a inizio carriera, mi faccio tenerezza. Adesso sono più sereno e tranquillo».

«Come musicista sono maturato» Il Festival di Sanremo, che quest’anno per te non è andato particolarmente bene, lo avevi vinto nel 2010 con Per tutte le volte che… Non pensi che quel brano tormentone oggi ti vada perfino un po’ stretto?

«Avevo 19 anni, è una canzone che fa parte della storia di Sanremo. Ormai ce la ricordiamo tutti. Può sembrare una canzonetta facile da cantare, ma ti assicuro che non è così». il tuo nuovo album, che prende il titolo dal pezzo sanremese – Finalmente piove -, è uscito proprio in questi giorni. Ce ne parli?

«Sono tredici brani, dodici inediti più la cover di Io vivrò (senza te), la canzone di Lucio Battisti che ho cantato al festival. È un lavoro che nasce da una ricerca di due anni e credo che segni un passò importante nella mia crescita musicale e anche personale».

Ti sei messo in proprio fondando un’etichetta disco-grafica indipendente, che si batte contro i grandi gruppi musicali. Hai lo spirito del combattente, ma sappiamo che non è stato facile…

«Fondare un’etichetta indi-pendente e dare inizio a un progetto artistico che non parte da zero, ma riprende già un discorso avviato, è molto difficile. Sanremo però è stato una grande vetrina, perfetta per ritrovare credibilità e quella rete di contatti che è necessaria per fare questo mestiere».

Ti sei fatto conoscere dal grande pubblico partecipando nel 2008 ad Amici. Con Maria De Filippi hai mantenuto buoni rapporti? «Le rare volte in cui ci sentiamo le chiedo: “Come stai?” e non “Posso venire in tivù da te?”. Sono fatto così…».

«Vorrei avere successo all’estero» Stai per tornare a fare concerti. Quando è previsto il debutto? «Il primo appuntamento sarà il 24 aprile all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Credo che cantare davanti al pubblico sia la cosa più importante del mio lavoro. Il disco è solo un mezzo per portare le persone ai concerti».

Il tuo sogno nel cassetto? «Spesso mi dicono che ho la giusta vocalità per piacere anche all’estero. Un giorno mi auguro di riuscire a varcare i confini nazionali».

“Ho voluto fortemente provinare questo brano e farlo arrangiare su di me – spiega – con l’opzione che se non fosse andato bene non ne avremmo fatto nulla. Invece quando Fabrizio ha sentito l’arrangiamento ne è rimasto colpito favorevolmente e mi ha detto di lavorarci come meglio credevo”.

“Finalmente piove” è solo il primo estratto di un album composto da 13 tracce prodotte da Luca Mattioni, 8 delle quali portano la firma dello stesso Valerio. Il disco è una continuazione del precedente “Lasciami entrare”, dove l’obiettivo è di unire un sound internazionale al pop italiano, per certificare una fase di crescita, artistica ma anche umana, del cantante sardo. Un ritorno alla musica a tutti gli effetti dopo una lunga parentesi televisiva, da “Tale e quale show” a “L’isola dei famosi“, che sembrava aver scollato l’immagine di Scanu da quella di cantante.

Hai fatto la tua “traversata del deserto” per tornare al primo amore. Come vivi questo ritorno?

Diciamo che c’è stato un riscatto a livello umano. Spesso la tv fa vedere solo quello che vuole e non tutto è contestualizzato. Sono stato etichettato in maniera negativa perché non mi si conosceva. Ho avuto modo di farmi conoscere a livello umano. Sul lato artistico l’esperienza con “Tale e quale” è stata un grande arricchimento.

Dalla sua prima esecuzione al Festival “Finalmente piove” è rimasta a lungo prima nella classifica di vendita dei singoli. Te lo aspettavi?
Devo essere sincero, il primo posto su iTunes me lo aspettavo un po’ perché la canzone è veramente bella. Ma la cosa più importante, al di là delle classifiche, è lasciare un segno.

Da questo punto di vista come giudichi la tua partecipazione a Sanremo?
Mi è piaciuta molto la serata delle cover perché ho avuto modo di dare spazio al Valerio musicista, essendomi anche esibito al piano, con un arrangiamento nuovo su un brano considerato un classico. Battisti ha una sacralità che rischi di snaturare e invece il riscontro positivo mi ha dato molta soddisfazione.

La senti come una piccola rivincita?
Sì, sicuramente per me lo è.

Come definiresti l’album?
L’album a livello di sound è sulla stessa linea di “Finalmente piove”. Per il resto è il frutto di anni di scrittura e di ricerca. E’ un lavoro coerente, che parla d’amore e lo tratta con un’accezione prevalentemente positiva. Alcuni brani erano nel cassetto da anni e sono maturati con me. In realtà sono già proiettato sul prossimo lavoro.

Hai accennato al fatto che la tv spesso rimanda un’immagine diversa dalla realtà. A distanza di anni come giudichi l’esperienza ad “Amici”?
La mia prima esperienza ad “Amici” la giudico molto positiva, all’inizio mi ha dato tutto. La seconda volta invece è stato un disastro, per me è stato davvero deleterio. Era un periodo di trambusto e io non ci stavo molto con la testa. Non c’era un progetto dietro. Fatto sta che è stato il punto fare tabula rasa e ricominciare da capo, con l’autoproduzione.

Come mai hai scelto di autoprodurti?
Per creare un progetto artistico alla base che potesse supportare qualsiasi altra cosa. Sicuramente avere il pezzo giusto al momento giusto è importante, ma lo è ancora di più avere un progetto di ampio respiro che lo possa supportare sul lungo periodo.

Quali sono le principali difficoltà di una scelta di questo tipo?
Le principali difficoltà sono all’inizio, quandi ti devi creare una rete di contatti. Ma devo dire che poi quando arrivano i risultati la soddisfazione è ancora più grande.

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