Vatileaks 2,confessioni e documenti shock: Balda confessa “Ho passato documenti ero molto pressato”

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Emergono nuove ed interessanti indiscrezioni sul caso Vatileaks 2, e nuove minacce e confessioni vengono portate alla luce, e che potrebbero davvero aprire nuovi spiragli di luce nell’inchiesta. Al cento delle indagini oggi ci sono anche le intere conversazioni avvenute tra la Chaouqui e Valda, sia tramite sms che per messaggi di WhatsApp e da quanto sembra sarebbero stati documentati tentativi di minaccia e allusioni sessuali; risulterebbe imputato nell’inchiesta anche Nicola Maio, il quale ha esplicitamente chiesto che vengano esaminati i messaggi partiti dal suo cellulare.

Il monsignor Lucio Vallejo Balda nella giornata diieri ha praticamnrte ammesso di aver passato dei documenti ai giornalisti.Nel corso del suo interrogatorio condotto nella giornata di ieri ma sospeso e ripreso nella giornata di oggi, monsignor Lucio Vallejo ha dichiarato: «Ha dato a Nuzzi l’elenco di 5 pagine con 87 password della sua mail alla Commissione Cosea?» gli viene chiesto. «Sì, ma avevo la netta sensazione che le possedesse già».

Nel corso dell’interrogatorio il monsignore racconta di essere stato abbastanza stressato e condizionato da Francesca Chaouqui la quale si era qualificata come numero dei due sevizi segreti italiani.Francesca Immacolata Chaouqui e monsignor Lucio Angel Vallejo Balda sono accusati di aver divulgato documenti riservati dal Vaticano che sarebbero poi stati utilizzati in due libri usciti nello stesso periodo – Via Crucis di Gianluigi Nuzzi e Avarizia di Emiliano Fittipaldi – incentrati entrambi sulle presunte storture del sistema finanziario vaticano.Stando alla posizione della prima si ipotizza chela ex pr nonchè consulente della commissione Cosea che ad oggi si trova al settimo mese di gravidanza baserà la linea di difesa sulla richiesta di essere sciolta dal segreto pontificio ed in questo modo saà in grado di dichiarare ciò che adesso non può dire perchè sotto giuramento.

Acquisite la denuncia presentata da Chaouqui contro un giornalista spagnolo e le cartelle cliniche sulla sua gravidanza da cui si ipotizzerebbe il rischio di un parto prematuro. La situazione di Barda invece risulta essere più complicata visto che il monsignor è tornato in carcere dopo che gli sono stati revocatigli arresti domiciliari.Altra giornata di interrogatori quella di oggi, mentre il processo non finirà prima di Pasqua.

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