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Le prossime due sfide, dopo quella dello Stadium ovviamente, saranno difficilissime per Higuain e compagni. Affronteranno in casa il Milan e dopo andranno a Firenze contro i viola in piena corsa per un piazzamento europeo. I bianconeri, invece, andranno a Bologna e poi affronteranno in casa l’Inter che hanno già asfaltato in Coppa Italia. I campioni d’Italia, quindi, potrebbero recuperare qualcosa. Nelle prossime due sfide, quindi, si potrebbe avere un quadro preciso della situazione perchè queste due partite arriveranno dopo lo scontro diretto di questa sera.

Gli azzurri, tra l’altro, dovranno affrontare due trasferte da incubo. Quella di San Siro contro l’Inter (tensione alla stelle dopo la lite Mancini-Sarri?) che non deve assolutamente perdere il treno europeo e poi la Roma di Spalletti, pure lei in corsa per uno dei posti che garantiscono l’Europa più bella. Fiorentima, Inter e Roma tutte fuori e non è cosa di poco conto. La Juve, tra le squadre in prospettiva Champions, deve solo (si fa per dire…) andare a Firenze.

Alla penultima di campionato il Toro ospiterà all’Olimpico il Napoli. E se fossero proprio i granata a decidere la corsa allo scudetto? La Juve li affronterà prima, molto prima, il 20 marzo. Insomma, dopo stasera mancheranno ancora tredici partite con 39 punti a disposizione. Tanti, troppi per potersi sbilanciare in un pronostico. La sfida di stasera, comunque, è la più importante di tutte. Se il Napoli dovesse vincere si porterebbe a più cinque con a favore gli scontri diretti. Quindi i punti di vantaggio salirebbero a sei (5 più uno) e lo scudetto non sarebbe poi così lontano visto che a questo punto gli azzurri potrebbero permettersi di perdere due partite e vincere lo stesso lo scudetto. Ma se a vincere fossero i bianconeri, con il calendario che si ritrovano, tutto potrebbe diventare più facile. Di sicuro queste due squadre stanno rendendo entusiasmante il campionato. Sono rimaste in due e il faccia a faccia di questa sera non è che il primo atto di una lunga volata dove tutto diventa possibile.

Massimiliano Allegri non ha nulla di John Lennon. Da ieri, tuttavia, l’allenatore e il polistrumentista (escludendo scrittori, o scienziati, dal confronto, perché in fondo si tratta di una partita di calcio…) hanno un tratto in comune: l’immaginazione. Ognuno di loro l’ha utilizzata per raggiungere i rispettivi traguardi. E non si può dire che non ci siano riusciti: il tecnico della Juventus, affidandosi alla concezione di un calcio non urlato, ma da vivere in tranquillità, senza ansie, quasi in souplesse; il musicista, da un verbo, s’è inventato un brano entrato nel mito. Fuor di paragone ingombrante: Allegri non è un visionario, semplicemente preferisce trasferire tutto il carico di tensioni che la sfida odierna contro il Napoli si porta naturalmente dietro su un piano ideale, superiore alla caducità delle cose. Perché se questa sera vinci (dopo aver preparato il match dell’anno in sole due sedute – dice lui ironicamente -: ieri e oggi) ma poi il tricolore si scuce dalle magliette, la storia ti fa un pernacchione, e scappa via.

Leggete le parole del tecnico che sta costruendo un’impresa, ai limiti del miracoloso: «Non so quanto potrà valere un eventuale scudetto a Napoli, però se la Juventus vincesse il quinto campionato di fila entrerebbe nella storia. In un momento del genere è difficile farlo, ma i ragazzi devono avere ben chiara questa cosa. Io lo dico spesso: “Immaginatevi cosa significherebbe vincere il 16 maggio lo scudetto…”». E’ il progetto che può concretizzarsi malgrado una partenza choc, l’idea di una rimonta che oggi “rischia” di aver fine, immaginando (appunto) un’ipotetica festa tricolore, come accade fra i bianconeri dal 2012. Allegri lo dice guardando in alto, verso un obiettivo che da astratto si sta facendo autentico, reale, palpabile, perché spesso il primato è questione di psicologia più che di tattica o tecnica: stasera va in campo l’esperienza, la testa, soprattutto.

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