Verona – Inter Streaming Gratis live dove seguire su Rojadirecta

«Solo in Italia cacciano gli allenatori e poi li squalificano…. In Inghilterra e Turchia non sono mai stato espulso: lì parli col quarto uomo, c’è un confronto, e non succede niente». Roberto Mancini, sull’argomento arbitri, è un vulcano in eruzione. Però, stavolta, dopo aver gettato il sasso, si è morso la lingua («Non fatemi dire niente, perché sennò poi dico cosa penso…»), la questione – bastava vedere la sua espressione in conferenza stampa – resta un nervo scoperto. Come peraltro dimostra il fatto che, al momento, l’allenatore non ha previsto la sua presenza all’annuale incontro tra allenatori, capitani e arbitri che si terrà domani a Roma (per l’Inter sono confermati invece Mauro Icardi e il team manager Romeo).

Un anno fa Mancini si era presentato a Fiumicino e poi si era pentito di averlo fatto («È davvero inutile partecipare a queste riunioni del lunedì se poi in campo succedono certe cose», disse dopo il mani di Antonelli su Hernanes non sanzionato da Banti), stavolta, a meno che non cambi idea dopo la gara con il Verona, non vuole proprio andarci. Un’assenza che sarebbe alquanto rumorosa: per questo, dopo la gara di Verona, le diplomazie proveranno a lavorare per fargli cambiar idea a Mancini altrimenti alla delegazione potrebbe aggiungersi al massimo Giulio Nuciari che già nella gara con il Chievo aveva fatto le veci dell’allenatore in panchina.

Come vederla La partita si potrà vedere in tv e in streaming a pagamento sulle piattaforme di Sky Sport e Mediaset Premium. Su Sky Sport la partita si vedrà sui canali Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, mentre su Mediaset Premium sul canale Premium Sport. In streaming, potranno guardare Juventus-Roma gli abbonati alle rispettive piattaforme che hanno attivato i servizi Sky Go e Premium Play. I più fortuna potranno seguire la gara su Rojadirecta.

L’ira funesta di Mancini ha fatto passare la gara con il Verona in secondo piano: una partita che andrà vinta per sfruttare l’assist dato dal pareggio della Fiorentina a Bologna e far trovare al presidente Thohir, atteso a Milano nella seconda metà della settimana, un’Inter al terzo posto. La Champions, per il Mancio, varrebbe come un piccolo scudetto dato che certificherebbe la bontà del progetto iniziato con la rifondazione estiva. Non è dato a sapersi invece cosa deciderà l’allenatore riguardo al suo futuro: all’Inter è legato fino al giugno 2017, ma quanto sta accadendo in questi mesi sta confermando i motivi per cui Mancini per anni ha voluto restare lontano dall’Italia.

Questo non vuol dire che andrà via, è ben inteso, però – una volta messo a fuoco l’obiettivo Champions – per l’allenatore sarà tempo di riflessioni. Oggi intanto a Verona troverà Giacomelli, arbitro che venne duramente attaccato dopo un rigore non dato all’Inter nel 2-2 col Cagliari (18 novembre 2012) per una frase “Zitti voi dell’Inter” riportata dall’allora presidente ai cronisti presenti allo stadio. Ha tutt’altri problemi invece Stevan Jovetic che ieri ha lasciato l’allenamento a causa di un risentimento miotendineo prossimale dei flessori della coscia destra. Nei prossimi giorni verranno effettuati nuovi esami ma c’è il serio rischio che Jo-Jo salti la sfida più importante per lui, il ritorno al Franchi contro la “sua” Fiorentina. Nel caso, sarebbe proprio una maledizione dato che il montenegrino ha dovuto dare forfait pure nella gara di andata per un risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra patito nel riscaldamento pre-partita.

Au revoir, Lavezzi. Il “Pocho” sta per salutare dopo tre stagioni e mezzo il Psg, ma non lo farà in direzione Milano come si auguravano Roberto Mancini e Piero Ausilio. L’argentino, infatti, anziché aspettate giugno quando a parametro zero avrebbe potuto dire sì al biennale da 3.5 milioni proposto dall’Inter, sta per dire sì allo Shanghai Shenhua. Il club cinese che a fine gennaio ha acquistato proprio dai nerazzurri Fredy Guarin, ha formalizzato un’offerta irrinunciabile non solo per il giocatore (10 milioni netti più bonus a stagione), ma anche per il Psg: 15 milioni.

Lavezzi non ha ancora detto sì ufficialmente, ma la risposta definitiva dovrebbe arrivare entro martedì, ovvero il giorno prima della sfida di Coppa di Francia fra Psg e Lione. Intanto ieri Blanc, di comune accordo con società e giocatore, ha deciso di non convocare il “Pocho” per la trasferta odierna a Marsiglia. Lavezzi – comunque quinta scelta in avanti dietro Ibrahimovic, Cavani, Lucas e Di Mario – era stato inizialmente inserito nella lista, ma poi non è salito sul pullman che stava conducendo la squadra all’aeroporto. Al suo posto il tecnico ha convocato Augustin, “strappato” alla squadra riserve.

Si sono sfidati fino all’ultimo gol. Luca Toni torna a duellare con Mauro Icardi. Hanno condiviso, un anno fa, il regno degli stoccatori della Serie A. Una Gran Riserva per clienti selezionati, a cui l’attaccante del Verona – uno che per quel club esclusivo ha la carta Gold – prova a iscriversi per la stagione attuale che peradesso gli è stata contraria. Due mesi fuori per una lesione al collaterale, il rientro con l’Hellas sprofondato tra i dannati del campionato. Per ora è fermo a 3 reti.

Si sono sfidati fino all’ultimo gol. Luca Toni torna a duellare con Mauro Icar- di. Hanno condiviso, un anno fa, il regno degli stoccatori della Serie A. Una Gran Riserva per clienti selezionati, a cui l’attaccante del Verona – uno che per quel club esclusivo ha la carta Gold – prova a iscriversi per la stagione attuale che per adesso gli è stata contraria. Due mesi fuori per una lesione al collaterale, il rientro con l’Hellas sprofondato tra i dannati del campionato. Per ora è fermo a 3 reti.

DUE POSTI PER TRE Sono lontani i 22 gol siglati nel 2014-15, la quota che a Toni ha assicurato il titolo di signore dei bomber più longevo di sempre. Uno scettro spartito appunto con Icardi, che potrebbe essere perlomeno suo fratello minore e che oggi, al Bentegodi, incrocerà ancora. Per quanto, tuttavia, Gigi Delneri lasci il dubbio aperto: «Pazzini, Toni e Gomez hanno identiche chance di giocare. Due alla volta». Carte coperte di prassi, per il tecnico dell’Hel- las, che conta su un Pazzo rilan- ciatissimo nel girone di ritorno: 3 gol in 4 giornate, tutti decisivi. Con l’Atalanta ha fatto calare il castigo dell’ex, con l’Inter tenterà di ripetersi. Ma rinunciare a Toni, uno che col Verona ha totalizzato 45 reti in due anni e mezzo, record di sempre per un giocatore dell’Hellas, è dura.

6 GOL ALL’INTER Capitano e leader Luca Toni, che all’Inter, di gol, ne ha fatti sei in carriera. L’ultimo a novembre 2014, al Meazza, nel 2-2 che portò poi all’esonero di Walter Mazzarri. Ma sempre quella sera Toni si vide respingere un calcio di rigore da Handanovic, copione ripetuto nello 0-3 incassato dall’Hellas a Verona pochi mesi dopo. La sua lezione magistrale da centravanti nato non si è ancora esaurita. Un avviso da memorizzare per l’Inter. «Sanno che con noi – dice Delneri – possono rischiare. Non ci considereranno come l’ultima classifica». Da qui, da Toni e da una vittoria che con i nerazzurri manca dal 1992 il Verona tenta di ripartire per rincorrere il miracolo-salvezza.

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