Verona, il sindaco vieta di fare l’elemosina: multe fino a 500 euro per i trasgressori

Se fare l’elemosina per strada può essere considerato da molti come un gesto molto importante volto ad aiutare coloro i quali si trovano in circostanze di vita meno fortunate ecco che da molti altri tale gesto viene visto in maniera negativa, come un agevolare l’accattonaggio.

E’ questo nello specifico il pensiero del sindaco di Verona Flavio Tosi, il quale ha mostrato zero tolleranza nei confronti degli accattoni vietando ai cittadini di elargire somme di denaro a coloro i quali chiedono l’elemosina nel centro storico del celebre comune italiano, capoluogo dell’omonima provincia sita in Veneto. L’ordinanza emessa dal sindaco Tofi è stata lanciata lo scorso 26 febbraio 2016 e sarà in vigore fino al prossimo 14 aprile 2016, un modo questo dichiara in sindaco per “prevenire fenomeni illegali in occasioni delle manifestazioni fieristiche” e che riguarda tutte le aree pubbliche della città antica, il territorio della prima circoscrizione e poi ancora corso Porta Nuova e via IV Novembre.

Un’ordinanza questa che i cittadini sono invitati a rispettare in quanto a controllare che tutto vada come richiesto vi saranno i vigili urbani e tutti i cittadini che non rispetteranno l’ordinanza del sindaco e dunque chi verrà sorpreso ad elargire denaro agli accattoni presenti sulla strada riceveranno una sanzione che varia da un minimo di 25 euro ad un massimo di 500 euro. Va comunque precisato che il sindaco di Verona fa riferimento ad “accattonaggi con atteggiamenti insistenti, simulando deformità e malattie, o utilizzando anziani, minori e anche animali” in quanto secondo Tosi, aiutare queste persone in difficoltà o chi finge di esserlo, significa comunque aiutare indirettamente coloro che vi sono dietro e che dunque speculano sulla povertà. E proprio a tal proposito il sindaco ha dichiarato “A Verona l’accattonaggio non è un fenomeno di povertà dei nostri concittadini ma è gestito ed effettuato da organizzazioni composte da cittadini stranieri, che si sono spartite le postazioni nelle vie centrali della città e sfruttano soprattutto soggetti disabili e donne, spesso ridotti in stato di soggezione”. Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sembrerebbe inoltre che quello che verrà ricavato dalle multe effettuate nel periodo di tempo sopra indicato sarà versato nel capitolo di bilancio dei Servizi sociali e proprio tale somma di denaro servirà a poter finanziare dei progetti molto importanti di contrasto della povertà, progetti che sono già stati avviati dallo stesso comune di Verona.

Nonostante i motivi di tale ordinamento espressi dal sindaco Flavio Tosi vi sono state numerose contestazioni e la prima sembrerebbe essere arrivata proprio dalla Chiesa, ma non solo. Sulla questione si è espresso anche il sindaco di Treviso Giovanni Manildo, il quale ha nello specifico affermato “E’ assurdo multare i cittadini, le sanzioni hanno l’obiettivo di contribuire a sminare il racket dell’accattonaggio di cui chi chiede l’elemosina è essa stessa vittima. Ma per intervenire è necessario riprendere in mano la proposta di un coordinamento regionale, in particolare tra i comuni capoluogo, e di una banca dati condivisa”.

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