Omicidio del piccolo Loris Stival, Il nonno sotto interrogatorio

E’ nella Procura di Ragusa per essere interrogato Andrea Stival, il nonno di Loris, il bambino di 8 anni strangolato il 29 novembre 2014 nella sua abitazione di Santa Croce Camerina. L’uomo è indagato per concorso in omicidio e occultamento di cadavere dopo le dichiarazioni della nuora, Veronica Panarello, detenuta nel carcere di Catania per l’assassinio del figlio, che lo ha accusato di avere ucciso il piccolo per timore che svelasse la loro relazione. L’iscrizione nel registro degli indagati è per la Procura un atto dovuto dopo la nuova ricostruzione della donna. All’uomo è stato notificato un avviso a comparire firmato dal procuratore Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota. Andrea Stival, assistito dall’avvocato Francesco Biazzo, da subito ha negato sia la relazione sia l’omicidio del nipote. Sarà sentita a sommarie informazioni, come persona informata dei fatti, la compagna dell’uomo, Andreina.

Tutti quelli che per dieci anni mi sono stati accanto ora sono spariti. Quello che mi ha deluso di più è Andrea Stival. Quando era rimasto solo, io gli ho lavato i vestiti, ho pulito casa, gli ho dato da mangiare… Come può dire tante cattiverie sul mio conto? Ho letto molte intercettazioni, e la frase che non permetto venga detta dalla compagna di Andrea è che io ‘fracassavo di legnate’ tutto il giorno Loris. Questa è una grandissima bugia… Ultimamente i rapporti erano cambiati. Un giorno Andrea venne a casa mia dicendomi che la voleva lasciare…”

Queste parole sono contenute in una lettera, scritta in carcere da Veronica Panarello, 27 anni. Veronica è la mamma di Santa Croce Camerina (Ragusa) accusata di aver ucciso il figlio Loris Stival e di averne occultato il corpicino. La lettera è stata scritta nel mese di dicembre del 2015 ed è indirizzata a una parente. In quei giorni, Veronica si trovava nel carcere di Agrigento, già accusata di omicidio. Come leggerete, la donna dice di sentirsi sola, accusa i parenti di averla abbandonata e punta il dito soprattutto contro il suocero.

A questo punto, però, è necessario fare un  passo indietro e ricordare ciò che . Veronica ha  detto alcune settimane fa riguardo al delitto. La donna, infatti, ha nuovamente cambiato versione, accusando il suocero dell’omicidio. Ha detto agli inquirenti: «Loris aveva scoperto che io e mio suocero Andrea eravamo amanti e minacciava di riferirlo al suo papà. Andrea lo ha strangolato con un cavo usb affinché non parlasse». Dopo questa tremenda rivelazione, i giudici hanno iscritto Andrea Stival nel registro degli indagati. Si tratta di un “atto dovuto” perché la posizione dell’uomo è già stata controllata a suo tempo dagli investigatori. Il nonno, con l’omicidio di Loris, non ha nulla a che fare.

La mattina del delitto, infatti, era a casa insieme con la sua compagna Andreina. Ma su questo torneremo dopo, adesso concentriamoci sulla lettera scritta da Veronica. La missiva assume grande rilevanza proprio alla luce delle recenti dichiarazioni della donna riguardo alla dinamica dei fatti. Dicevamo che in gran parte della lettera Veronica parla del suocero, accusandolo di essere sparito dalla sua vita e di aver detto cattiverie su di lei. Del marito Davide, invece, parla pochissimo. Su di lui scrive soltanto: «Davide si è allontanato da me e con sé tiene lontano l’unico figlio che mi è rimasto…». Subito dopo, Veronica parla del suocero: «Come può dire tante cattiverie sul mio conto? Ho letto molte delle intercettazioni e la frase che non permetto che venga detta dalla compagna di Andrea è che io “fracassavo di legnate” tutto il giorno Loris. Questa è una grandissima bugia e questo sarà uno dei tanti flash mentali che si faceva lei. Ultimamente i rapporti erano cambiati, da quando un giorno Andrea venne a casa mia dicendomi che la voleva lasciare.

E lei dopo aver capito che sapevo tutto, molte cose erano cambiate. Andrea era molto schivo e si faceva vedere raramente inventando scuse». Come avete letto, Veronica tira in mezzo la compagna del suo presunto amante, cioè Andreina Fiorillo. Le dà della bugiarda e l’accusa di averla allontanata da Andrea. Andrea e Andreina, quando Loris è stato ucciso, erano fidanzati solo da due mesi e mezzo. Veronica racconta di quando preparava da mangiare al suocero, di quando gli stirava i vestiti. Il loro rapporto, leggendo queste parole, era molto stretto. A conferma di ciò ci sono le testimonianze di alcuni vicini, di cui vi abbiamo riferito la scorsa settimana. Una di loro aveva addirittura scambiato Andrea Stival per il marito di Veronica.

Veronica, durante un colloquio in carcere, aveva chiesto al suo legale, l’avvocato Francesco Villardita, di farle leggere tutte le deposizioni fatte ai giudici da Andreina e Andrea. In un altro colloquio Veronica aveva detto alla zia Antonella di aver saputo che Andreina invitò il compagno a versare i suoi risparmi, precisamente 1 Ornila
euro, sulla carta di credito di lei. Per Veronica, il suocero era troppo ingenuo nel rapporto con la compagna. In numerosi colloqui intercettati in carcere con i parenti, emerge la figura di una donna che conosce molto bene il suocero e non può vedere la sua compagna. Una gelosia sospetta.

Torniamo alle indagini. In questi giorni gli inquirenti hanno fatto ulteriori accertamenti sulla posizione di Andrea Stival. Ma, com’era prevedibile, non è emerso alcun coinvolgimento dell’uomo nel delitto del piccolo Loris. Il suo alibi ha retto, grazie anche alla testimonianza della compagna, che la tragica mattina del 29 novembre 2014 era a casa con lui. D’altra parte, la nuova versione di Veronica si scontra con gli esiti delle perizie, dai quali è emerso che quando il bimbo morì era in casa da solo con la mamma e che non fu strozzato con un cavo elettrico, bensì con una fascetta di plastica. Nonostante le terribili accuse, Andrea Stival si mostra tranquillo. Ha detto a Giallo: «Confido nell’operato della magistratura, Veronica dice solo bugie e presto tutto sarà chiarito». Il suo avvocato, Francesco Biazzo ha aggiunto: «Gli inquirenti dovranno vagliare le dichiarazioni di Veronica, ma non mi risulta che finora ci siano stati errori nell’attività investigativa. Di conseguenza è da escludere qualsiasi coinvolgimento del signor Stival nella vicenda. La relazione tra lui e Veronica? Solo gossip…».

«ERA MOLTO PRESENTE IN CASA» La lettera originale scritta in carcere da Veronica Panarello. In gran parte è dedicata al suocero. Di lui Veronica scrive: «Quello che mi ha deluso di più è Andrea. Io che quando era rimasto solo gli ho lavato i vestiti, ho pulito casa… Era molto presente in casa e non capisco come possa dire tante cattiverie sul mio conto. La frase che non permetto che venga detta dalla compagna di Andrea è che io “fracassavo di legnate” tutto il giorno Loris. Questa è una grandissima bugia e questo sarà uno dei tanti flash mentali che si faceva lei».

Veronica accusa anche la compagna di Andrea Stival: «Ho letto molte delle intercettazioni e la frase che non permetto che venga detta dalla compagna di Andrea è che io fracassavo di legnate tutto il giorno Loris. Questa è una grandissima bugia e questo sarà uno dei tanti flash mentali che si faceva lei. Ultimamente i rapporti erano cambiati, da quando un giorno Andrea venne a casa mia dicendomi che la voleva lasciare. E lei dopo aver capito che sapevo tutto, molte cose erano cambiate. Andrea era molto schivo e si faceva vedere raramente inventando scuse».

Davide sapeva che suo padre e Veronica si sentivano, soprattutto quando lui era fuori. Ma questo accadeva perché Andrea Stival aiutava Veronica nelle faccende domestiche”.

L’avvocato Daniele Scrofani, legale di Davide Stivai, commenta così le dichiarazioni di Veronica su una presunta relazione tra lei e il suocero. Continua Scrofani: «Davide ritiene che questa cosa non sia vera. Quello che posso dire è che i rapporti tra Davide e suo padre erano normalissimi prima dell’omicidio e lo sono stati anche dopo. Da qualche tempo, invece, padre e figlio si sono un po’ allontanati. Ci sono state delle incomprensioni, che però nulla hanno a che vedere con le recenti dichiarazioni della signora Veronica Panarello. Dopo aver sentito ciò che ha detto la moglie, Davide è rimasto stordito. È chiaro che si tratta di una notizia “forte”, ma lui è un ragazzo freddo e razionale. Stiamo analizzando ogni parola, ogni documento, per capirne di più. Al momento siamo in attesa di sviluppi nelle indagini. Davide ha subito una serie di shock da un anno e mezzo a questa parte: prima la perdita del bambino, poi l’arresto della moglie, infine l’ipotesi che tra Veronica e il padre ci fosse una relazione. È comprensibilmente provato. Io cerco di stargli vicino e di dargli un contributo umano, oltre che professionale». L’avvocato Scrofani è anche il legale della signora Pinuccia Aprile, la mamma di Davide. Dice l’avvocato: «La signora Aprile è sempre stata nell’ombra. Ha mantenuto un profilo basso, in linea con quello di Davide. Mamma e figlio sono persone schive e dignitose, che si stanno dedicando alla cura dell’altro bambino, che è ancora molto piccolo».

Adesso sostiene che lei e il suocero fossero amanti e che a uccidere Loris sia stato l’uomo. Ha detto agli inquirenti: «Loris aveva scoperto la nostra relazione e lui l’ha strangolato affinché non dicesse niente al suo papà». Andrea Stival, 53 anni, non c’entra nulla con l’omicidio di Loris. Il suo alibi è già stato verificato e contro di lui non è emerso nulla. Ciononostante, dopo le clamorose dichiarazioni di Veronica, l’uomo è stato iscritto nel registro degli indagati.

La Procura hafatto sapere che si tratta di un “atto dovuto”: sono necessari nuovi accertamenti. L’uomo ha negato di aver avuto una relazione con la moglie di suo figlio. «È solo l’ennesima follia di Veronica», ha detto. Ma gli inquirenti vogliono vederci chiaro. Finora si era ipotizzato che Loris fosse stato strangolato dalla mamma al culmine di un litigio perché il piccolo faceva i capricci per non andare a scuola. Ma movente potrebbe essere un altro. Agli psichiatri Veronica aveva detto quello che ha confermato nell’ultimo in terrogatorio: «Ero attratta da mio suocero Andrea per l’attenzione che mi dava, per come mi faceva sentire quando Davide non c’era. Davide era affettuoso ma a volte sì, a volte no».

E poi l’omicidio: «I polsi li ho legati io, ma non l’ho strangolato io. Chi era con me stava discutendo con me. Non pensavo che andasse a finire così… Quella mattina Loris mi ha detto che l’avrebbe detto a papà. C’era la tv accesa e loro stavano già parlando e discutendo. Mio figlio aveva paura, lo vedevo dalla sua faccia. Andrea mi ha detto di prendere qualcosa. Ho preso le fascette. Lui ha preso un cavo. Io sono rimasta pietrificata. Avevo gli occhi spalancati di mio figlio che guardavano me e io non riuscivo a fare niente.

Poi ho provato a prendere le forbici per liberarlo. Ma quando sono tornata per liberarlo, non respirava più. I graffi che aveva al collo erano le mie unghie, cercavo di fargli prendere aria. Non ho urlato, non sapevo cosa dire… Quando ho preso il telefono per chiamare un’ambulanza, sono stata fermata da mio suocero. Andrea mi disse: “Non possiamo lasciarlo a casa”. Loris era ancora vestito, gli ho tagliato le mutandine di lato perché s’era fatto la pipì addosso, ecco perché è stato trovato con i pantaloni non abbottonati.. Poi io scendo in garage. Ho spostato la mia auto, poi è arrivato Andrea con in braccio Loris.

Ho aperto lo sportello lato passeggero ed è lì che è stato poggiato. Gli ho messo un plaid blu di Topolino di sopra. Andrea si è messo nel sedile dietro di me. Ho messo un giubbotto sopra mio suocero. Avevo paura che lo vedessero».. Quando Veronica inscena il rapimento di Loris, la prima persona che chiama è proprio il suocero. A confermare il rapporto molto stretto tra loro ci sono anche i tabulati telefonici. Nei giorni precedenti all’omicidio, Veronica e il padre di suo marito si sentirono spesso. Inoltre, una vicina ha riferito che Davide e Veronica litigavano spesso proprio «a causa dei suoceri».

«A strangolare Loris è stato suo nonno Andrea Stivai con un cavetto usb del computer». Questa la nuova versione resa daVeronica Pana- rello sulla morte del figlio, ucciso il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina (Ragusa). Il particolare lo avrebbe riferito in carcere a una psicologa ed è stato rivelato dalla trasmissione Quarto Grado. «Voglio raccontare una cosa che non ho detto prima per la vergogna», avrebbe affermato Veronica: «Il 19 novembre io e mio suocero eravamo in cucina e stavamo consumando un rapporto sessuale, ma a un tratto è entrato Loris e ci ha visti. Corse in camera sua e io lo raggiunsi. Ero disperata e lui molto arrabbiato».Secondo la donna, il bimbo avrebbe minacciato di raccontare tutto a suo padre. L’omicidio avvenne 10 giorni dopo.

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