Vico Equense Shock, 15enne Stuprata dai bulli del paese, ne fa arrestare 11

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Vico-Equense-15enne-ricattata-dal-fidanzatino-e-costretta-a-subire-violenza-dagli-amici-arrestati-11-minoriSta lasciando senza parole davvero moltissime persone quello che è accaduto a Vico Equense, comune italiano di 21.174 abitanti della città metropolitana di Napoli, in Campania dove una ragazzina di soli quindici anni ha raccontato di avere subito violenza da parte di un gruppo di coetanei i quali avrebbero anche filmato le violenze con i propri telefoni cellulare.

Nello specifico, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sul caso, sembrerebbe che la ragazzina in questione di soli 15 anni, abbia raccontato di essersi appartata insieme al fidanzatino, anch’esso minorenne, specificando che quest’ultimo avrebbe filmato con il proprio telefono cellulare il loro “rapporto” minacciandola successivamente di rendere pubbliche tali immagini se lei non avesse accettato di avere dei rapporti sessuali anche con i suoi amici. La giovane vittima, minacciata dal fidanzatino, ha dunque accettato per paura che le immagini dei momenti intimi trascorsi insieme diventassero pubbliche sui social network e cosa ancora più incredibile non solo sarebbe stata costretta a subire violenza all’interno di un garage ma proprio tali rapporti “forzati” sembrerebbero essere stati anche registrati con i telefoni cellulari e usati come mezzi per minacciare la quindicenne. A denunciare quanto di terribile accaduto è stata proprio la quindicenne la quale dopo i numerosi stupri ricevuti ha trovato il coraggio di denunciare e raccontare tutto ai carabinieri i quali hanno dato il via alle indagini.

Il pm, sempre stando a quanto trapelato dalle prime indiscrezioni, ha ascoltato la ragazza affiancato da una psicologa e dopo aver raccolto diverse testimonianze ecco che alla fine è stato possibile arrivare all’identificazione di undici minori, finiti tutti sotto accusa e arrestati, tra questi vi è compreso anche proprio il fidanzatino della quindicenne. Inoltre vi sarebbe anche un dodicesimo giovane, con meno di 14 anni, membro del gruppo di presunti stupratori, che proprio per la giovane età per legge non può nemmeno essere indagato e nei confronti del quale la Procura presso il Tribunale di Minorenni di Napoli sta procedendo separatamente mentre invece gli altri minori si trovano adesso in comunità e l’accusa mossa nei loro confronti è piuttosto grave ovvero quella di violenza sessuale di gruppo.

Il provvedimento cautelare nei confronti degli undici minori accusati di avere stuprato in gruppo una ragazzina di soli quindi anni è stato nello specifico notificato dai carabinieri di Pimonte, Gragnano, Vico Equense e Castellammare di Stabia ma al momento sembrerebbero essere ancora in corso le indagini per accertare se vi siano stati altri episodi di violenza. I ragazzini forse pensavano che la loro vittima non avrebbe mai trovato il coraggio di denunciare quanto di terribile era costretta a subire ma fortunatamente così non è andata e la quindicenne ha trovato il coraggio di parlare con la famiglia e successivamente con le forze dell’ordine.

La mente di gruppo in adolescenza ha un potere sovraordinato rispetto a quello della mente individuale. Segna il tempo, le mode e le scelte dei singoli in maniera fisiologica, ma talvolta può condurre ad azioni e comportamenti pericolosi e violenti. L’unione delle menti dei singoli adolescenti può rinunciare al suo ricco potenziale in nome di un mandato deviante e delinquente che si organizza per ragioni complesse da mettere a fuoco, ma che di certo hanno a che fare con una difficoltà nella costruzione dell’identità e nella nascita sociale dell’adolescente. Il gruppo può così non rappresentare più un sostegno evolutivo, uno strumento di crescita e confronto tra pari ma diventare regista dell’orrore. Lo stato delle indagini del caso di Pimonte non ci consente di dare definizioni o interpretazioni troppo avanzate. Noi adulti possiamo riflettere su come il potere della mente del gruppo che si organizza in modo delinquenziale possa essere sostenuto e alimentato dal desiderio di apparire e di spettacolarizzare qualsiasi azione delle nostre vite. La rete e i mezzi di comunicazione sono anche questa volta implicati in una vicenda che ha come protagonisti degli adolescenti e il loro difetto di crescita, il malessere che si traduce in un agito terribile, in un’azione odiosa e violenta. Anche l’intimità sessuale può diventare, una volta ripresa, strumento di ricatto, trasformando la condivisione di un momento prezioso e privato, in scena pubblica, atto pornografico. La mente del gruppo con le sue cattive intenzioni e il desiderio di renderle note si incontra così con la mente del gruppo universale, internet, in un connubio perfetto. Ai ragazzi manca la giusta educazione agli affetti, così come all’uso di strumenti che non sono maligni per loro natura, ma possono amplificare la ricaduta delle azioni in modo pervasivo, non controllabile e ancora più dannoso.

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